Salve a tutta la lista
Dopo aver cercato nell'archivio dei vecchi topic qualche indicazione
utile, mi rivolgo a coloro che si occupano di e-mail marketing per avere
indicazioni sulla modalità da utilizzare per determinare il costo di una
campagna d'e-mail marketing.
In particolare vorrei sapere: a quanto ammonta il costo per ogni singolo
utente contattato tramite mail, se esistono delle tariffe ufficiali per
questo tipo di servizio o dei documenti da cui trarre informazioni.
Grazie in anticipo
Dott. Giusi Mineo
S4Unet.it s.a.s
Via Monaco I, 32
90011 Bagheria (PA)
Tel./Fax 091.964540
URL: www.guidasicilia.it
Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Max Favilli il 4 Novembre 2004 - 17:55Più o meno tra i 10 ed i 20 euro per migliaia di mail. Quindi per un invio
a 100 mila mail tra i 1000 ed i 2000 euro. Se hai un buon database, con
tanti numeri. Cioè se sei buongiorno, adpepper, o simili...
Se hai meno di 100.000 email può capitare che ti offrano anche cifre
ridicole, tipo 1/2 euro per migliaio di email.
Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da l.pescatore@ecomunicazioni.it il 8 Novembre 2004 - 17:38Avendo una Newsletter sul mondo del lavoro (anzi per la verita' 14) con
dei numeri abbastanza interessanti (una di 118.000 iscritti, le rimanenti tra i
20.000 e i 40.000) a chi mi posso rivolgere per avere degli investimenti
pubblicitari interessanti ? (Centri media ? Contatto diretto con le aziende ?)
Ciao,
Luca
Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Max Favilli il 10 Novembre 2004 - 20:57Per quelle che sono le mie informazioni le concessionarie pagano tra i 10
ed i 20 euro per migliaia di email. Se il volume è buono, cioè almeno da
100.000 in su. Questo vale sia per adpepper che per buongiorno almeno.
Sulla correttezza di buongiorno, o di entrambe, non sono in grado di
esprimermi, però per principio non mi fido di nessuno.
Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Antonella MartinelliLe campagne di e-mail marketing in quanto tali non sono illecite e
perseguibili, ma lo diventano quando sono condotte utilizzando indirizzi
e-mail non autorizzati incorrendo quindi nella diffusa pratica (ahime!)
dello spamming.
Disporre di un Db di e-mail opt-in, meglio ancora se la lista è in
modalità double opt-in ,non ci espone a rischi di denunce o segnalazioni
al Garante.
Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Fausto Giungato il 8 Novembre 2004 - 18:59Scusate, ma le campagne di e-mail non sono diventate illecite?
Avere dei database con e-mail da sfruttare automaticamente non è limitato
dalla legge?
E, se sì, sapreste indicarmi approfondimenti?
Grazie, ciao.
Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da l.pescatore@ecomunicazioni.it il 9 Novembre 2004 - 20:18Dipende come tratti i dati, se hai l'autorizzazione dell'utente no.
Se non hai l'autorizzazione da parte del ricevente e' SPAM.
Ciao,
Luca
Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Marco Palearihttp://www.garanteprivacy.it/g arante/navig/jsp/index.js p
buona navigazione
Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Mirna Pacchetti il 10 Novembre 2004 - 13:46Ci mancherebbe solo!
Opereremmo tutti costantemente nell'illegalità!
Secondo la legge italiana è lecito inviare mail a chi ti abbia
preventivamente autorizzato, possibilmente con una double opt-in (ovvero
con una doppia conferma d'iscrizione) o ai propri clienti, che nel momento
della sottoscrizione di un contratto acconsentono solitamente all'invio di
comunicazioni da parte dell'azienda.
Chi non ha un proprio database solitamente si appoggia a società esterne
con utenti profilati, ma in questo caso la comunicazione risulta essere
prettamente pubblicitaria e non, ovviamente, di fidelizzazione.
Sono due attività parallele, ma entrambe basate sull'esplicito consenso,
da parte del destinatario, alla ricezione delle mail stesse; consenso che
in Italia è legalmente imprescindibile.
In parole semplici: è illegale inviare mail a chi non ce l'abbia
esplicitamente richiesto o non lo abbia richiesto alla società che ci
fornisce il database, acconsentendo che questa divulghi i suoi dati.
Le limitazioni sono sempre legate al consenso, se si riesce ad ottenerlo,
non si hanno problemi di alcun genere. Il mio consiglio è quello di
crearsi un proprio database ed incrementarlo nel tempo, tentando di
profilare il più possibile i contatti in esso inseriti.
Attualmente un database ben strutturato vale molto e permette di ottenere
risultati soddisfacenti in termini di vendite e brand awareness.
Spero di essere stata esaustiva, saluti a tutti,
Mirna
m [dot] pacchetti [at] xpedite [dot] it
Http: www.xpedite.it
Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Andrea Fava il 12 Novembre 2004 - 14:35Ciao a tutti,
prendo spunto dall'intervento di Mirna:
Da qualche anno sto cercando di occuparmi di email marketing,
a chi mi chiede come ci si debba comportare per il rispetto della privacy
nella creazione della propria lista di indirizzi, di solito mando un
estratto dalla normativa europea che trovo molto chiara:
[...]
Articolo 13
Comunicazioni indesiderate
1. L'uso di sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un
operatore (dispositivi automatici di chiamata), del telefax o della posta
elettronica a fini di commercializzazione diretta è consentito soltanto
nei confronti degli abbonati che abbiano espresso preliminarmente il loro
consenso.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, allorché una persona fisica o giuridica
ottiene dai suoi clienti le coordinate elettroniche per la posta
elettronica nel contesto della vendita di un prodotto o servizio ai sensi
della direttiva 95/46/CE, la medesima persona fisica o giuridica può
utilizzare tali coordinate elettroniche a scopi di commercializzazione
diretta di propri analoghi prodotti o servizi, a condizione che ai clienti
sia offerta in modo chiaro e distinto al momento della raccolta delle
coordinate elettroniche e ad ogni messaggio la possibilità di opporsi,
gratuitamente e in maniera agevole, all'uso di tali coordinate
elettroniche qualora il cliente non abbia rifiutato inizialmente tale uso.
[...]
Il testo completo è disponibile all'indirizzo:
http://Direttiva2002-58-CE.not long.co m
Saluti
Andrea Fava
Inxmail Italia
Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Nazzareno Gorni :: NWeb.it il 12 Novembre 2004 - 17:24Aggiungo un altro importante documento, che mi tengo
sempre a portata di mano, contenente precisazioni
specifiche sull'invio di email, preparato dal
Garante della Privacy italiano (PDF 50KB):
http://www.mailup.it/risorse/l e_regole_del_garante_per_invia re_em a il.pdf
E' un provvedimento del 29 Maggio 2003 intitolato
"Spamming. Regole per un corretto invio delle e-mail Pubblicitarie" che
va aldilà del solito 'legalese' fornisce indicazioni finalmente chiare e utili.
E' disponibile anche sul sito del Garante.
Buona lettura
Nazzareno
NWEB | Web Engineering | www.nweb.it
MAILUP | Email Marketing e invio Newsletter | www.mailup.it
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Massimo Fubini il 16 Novembre 2004 - 08:50Ecco il link del garante:
http://www.garanteprivacy.it/g arante/doc.jsp?ID=2984 0
--
Best regards,
Massimo massimo [at] tomato [dot] it
www.tomato.it
www.contactlab.it
Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Alessio Gironi il 16 Novembre 2004 - 17:28Scusami, ma una cosa non mi è ancora chiara.
Oggi, parlando con un consulente in materia di privacy,
lui mi ha detto che nel caso io prelevi da un data base di
aziende come quello fornito da Kompass, dalle Pagine
Gialle, ecc., e mandi un fax od e-mail promozionale
alle aziende presenti in questi data base, allora non c'è
necessita di avere un esplicito consenso da parte loro
in quanto sono presenti in elenchi pubblici, ovvero consultabili
da chiunque.
Mi potete aiutare a risolvere questo dilemma?
Alessio
Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Riccardo Degli AntoniniCiao,
chi ti ha detto questa castronata??
Come puoi leggere nel parere del 29 maggio 2003 del Garante, premessa 2,
capoverso 4, "la circostanza che gli indirizzi di posta elettronica possano
essere reperiti con una certa facilità in Internet non comporta il diritto
di utilizzarli liberamente per inviare messaggi pubblicitari".
E al capoverso 1 si premette che l'utilizzo degli indirizzi di posta elettronica
per scopi promozionali e pubblicitari "è possibile solo se il soggetto cui
riferiscono i dati ha manifestato in precedenza un consenso libero,
specifico ed informato".
Viva i consulenti...
Dott. Riccardo degli Antonini
Comprabanner s.r.l.
Settore Legale e Commerciale
tel. +39 0461 421817
fax +39 02 700 517 306
cell. +39 347 8932283
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e-mail: riccardo [at] comprabanner [dot] it
Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Marcella Luzzi il 18 Novembre 2004 - 09:30Salve a tutti,
rispondo ad Alessio,
il tuo consulente ti ha detto una cosa errata.
Mi sono informata direttamente dalle aziende fornitrici, proprio perchè
non era chiaro per me quale vantaggio potessi avere ad acquistare un
database utilizzabile solo per il telemarketing e il mailing tradizionale,
l'unica cosa che attualmente si può fare con i vecchi Database.
Infatti a giugno Guida monaci voleva vendermi a 75 euro quello che prima
vendeva a 300 euro.
A tale proposito il codice è molto chiaro.
Le aziende devono richiedere in forma autonoma l'autorizzazione all'invio
di materiale pubblicitario. Infatti i vari operatori hanno raccolto dalle
aziende l'autorizzazione a ricevere pubblicità , ma da loro come gestori,
per cui si stanno attrezzando .
Non vendono più il database ma il servizio di invio, kompass e seat pagine
gialle già lo fanno, guida monaci si sta attrezzando.
Saluti a tutti
Marcella
luzzi [at] pcg [dot] it
PCG srl
V. Nettunense Km 6,500
00040 Ariccia (RM)
tel 069343677
www.pcg.it
-----
Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Marco PaleariNon è esattamente così.
In realtà, anche l'indirizzo email di front office delle aziende (classico
info [at] nomeazienda [dot] it) è pubblico in quanto visibile su tutte le pagine del
sito web dell'azienda. Ma questo non autorizza certo a utilizzarlo per
l'invio di comunicazioni pubblicitarie o promozionali.
Il nodo della
questione non sta nella natura del database che si utilizza. Bensì nella
natura dell'assenso conclamato da quegli utenti all'atto dell'iscrizione
in quel database.
Concludendo, che sia di pagine gialle o di chiunque
altro, un database, all'atto dell'iscrizione, deve avere esternato la
volontà (o quantomeno l'accettazione) di ricevere comunicazioni non
esclusivamente legate al servizio cui ci si iscrive.
Se tu iscrivi il tuo
indirizzo email alle pagine gialle esternando l'accettazione di ricevere
ESCLUSIVAMENTE comunicazioni da pagine gialle in merito a nuovi servizi o
prodotti attinenti al prodotto pagine gialle, chiudi la porta a qualunque
altra comunicazione email gestita da pagine gialle per conto proprio o
conto terzi che non attenga direttamente il motivo della tua iscrizione.
Temo di essere stato contorto ma spero esaustivo
MP
www.ecircle-it.com
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Massimo Tegon il 10 Marzo 2005 - 11:47Cara lista,
vorrei tornare un attimo su quanto scritto in precedenza qualche mese fa
sull'argomento.
Mi sono documentato proprio in questi giorni in quanto sto attivando per
un cliente una campagna mail marketing abbastanza "pesante" a livello Italia.
Da quanto illustratomi dal legale in realtà il consenso del destinatario
si può in qualche modo by passare con uno stratagemma.
Il legale infatti mi ha spiegato che la legge prevede che s' invii prima
una comunicazione tipo
"caro cliente vorrei inviarti una mail informativa, mi dai il consenso?"
Se si la posso inviare altrimenti no.
Inserendo altresì il consenso nel msg pubblicitario all'inizio del testo,
si può inviare direttamente la mail
prendendo l'indirizzo dove si vuole senza incorrere in sanzioni.
Se poi anziché inserire tutto il msg di assenso lo linkiamo... Lascio
alla vostra immaginazione.
Massimo Tegon
www.bitbeep.it
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Enrico Andreoli il 11 Marzo 2005 - 21:57Salve Massimo e tutti gli altri,
non ho capito:
come si fa ad inserire il consenso nel messaggio?
Non centra mica Marshall McL, vero ?
Ma come si fa?
Grazie e ciao
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Alessandro Mirri il 12 Marzo 2005 - 06:38Questo è possibile per quanto riguarda comunicazioni tra aziende (B to B),
che presentano aperture maggiori rispetto ad azioni rivolte verso soggetti
privati.
In questo contesto il Primo Contatto, vale a dire la richiesta di
consenso, non dovrebbe contenere:
E' possibile inserire un link per permettere al destinatario di valutare
l'affidabilità e la competenza del mittente, anche indirizzato alla pagina
del prodotto/servizio promosso.
Se parliamo di comunicazioni B2B e se tali comunicazioni sono strutturate
in modo tale da fornire tutti i dettagli dell'azienda (eventuale marchio,
recapiti telefonici, indirizzo, breve descrizione etc.) proponente con le
limitazioni di cui sopra, allora il discorso è corretto.
Nei casi di comunicazioni B2C il discorso è diverso e questo tipo di
messaggi è spesso catalogato come opt-out: semplicemente come messaggio
non sollecitato.
E' una strategia che viene utilizzata sempre più spesso e che, a detta di
professionisti del settore, sembra avere un riscontro abbastanza positivo.
---
Alessandro Mirri
www.advmagazine.net
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Riccardo Degli AntoniniEcco, per fortuna che ci sono ancora i legali di una volta, che interpretano le
norme nel rispetto del fine che il legislatore si era ripromesso...
Lo sappiamo tutti che si può fare così, forse più di qualcuno di noi lo ha
fatto, ma se io avessi nella società civile qualche piccolo ruolo di
controllore dello spamming, e se io controllore mi fossi iscritto a questa
lista, deciderei allora di cercare in tutti i modi di ricevere la mail del
nostro amico...per poi divertirmi.
Ti avrà detto anche, il tuo scaltro azzecca g., che puoi utilizzare solo qualche
minima informazione nella tua mail introduttiva (che sarebbe meglio fosse una
telefonata, ma hai voglia a dimostrare che l'hai fatta, quindi in fondo bene
anche una mail), tanto per spiegare di cosa tratterebbe la mail che il
destinatario deve decidere se ricevere o meno.
Curiosità: il tuo azzecca g. ti ha anche detto, per caso, di andare tranquillo,
che tanto un'eventuale sanzione la paga lui? Mah... e che bisogno c'è delle
interpretazioni autentiche quando ci sono in giro legali di cotanta
preparazione e rigore...??!!
Dott. Riccardo degli Antonini
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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da EmailMarketer il 16 Marzo 2005 - 01:41stop, fermiamoci qui un attimo, e iniziamo ad immaginare un'altra strada;
facciamolo attraverso una storia molto interessante:
c'era una volta un'azienda italiana che nel 1997 decise di cercare di
utilizzare internet per aumentare sensibilmente le proprie vendite; dopo
essersi dotata di un valido sito web chiamo' un bravissimo consulente
specializzato nella visibilita' online e gli mise a disposizione un buon
budget annuale.
Il consulente decise di puntare sull'email marketing; in particolare venne
stabilito che l'obiettivo a medio-lungo termine su cui puntare
particolarmente dovesse essere quello di creare e coltivare con la massima
attenzione la propria lista di utenti iscritti, da contattare
periodicamente via email.
Il consulente, dovendo decidere come distribuire il budget assegnatogli,
si chiese: quale sara' lo strumento migliore per tale finalita'? La
risposta venne da sola: "rimaniamo nello stesso ambito, puntiamo
sull'email marketing".
E cosi' il consulente inizio' ad affittare liste e a controllare i
risultati prodotti, scartando ed aggiungendo continuamente nuove liste,
andando avanti cosi' fino ad oggi.
Il risultato? Interessante...
Attualmente l'azienda ha una propria lista composta da circa 200.000
iscritti, agli iscritti viene inviata periodicamente un'email contenente
offerte e nuovi prodotti, ogni invio genera una media compresa fra 1000 e
2000 ordini online a breve.
Forse e' per questo che quando leggo "by passare con uno stratagemma il
consenso del destinatario" oppure "si può inviare direttamente la mail
prendendo l'indirizzo dove si vuole senza incorrere in sanzioni"
sinceramente mi viene un po' da sorridere...
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Nazzareno Gorni :: NWeb.it il 16 Marzo 2005 - 10:46Ok, attenzione però ad essere estremamente chiari nella comunicazione e
nelle procedure di rilascio consenso. L'email infatti viene spesso letta
velocemente e l'utente, se vagamente incuriosito, clicca sul primo link
che trova per approfondire.
Se il link è quello di rilascio consenso, rilasciato in automatico con un
clic, deve essere disponibile - immediatamente - una procedura per
rimuoversi. Una notifica automatica via email aiuta nel chiarire
all'utente il processo in corso.
Una seconda alternativa invece è obbligare l'utente a dare un secondo clic
di conferma, sulla pagina che si apre in seguito al link cliccato
sull'email.
In questo modo si offre un'immagine di estrema trasparenza e
professionalità, ed inoltre è possibile, inserendo un piccolo form,
iniziare una profilazione degli utenti.
Nazzareno
NWEB | Web Engineering | www.nweb.it
MAILUP | Direct Marketing e Gestione Newsletter | www.mailup.it
Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Marco PaleariPerdonami ma parlare di bontà di database riferendosi a Buongiorno proprio
in questo periodo fa sorridere, il fatto stesso che citi un CPM (costo
per mille emails) di 10 euro è sintomatico di un database tutt'altro che
buono!!!
Re: Re: Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Max Favilli il 10 Novembre 2004 - 20:57Se gli hai chiesto l'autorizzazione alla cessione a terzi, partner etc...
Non è illecito.
Semmai se passa la RFC 3207, e correlate, per l'autenticazione dell'invio
della posta, penso che il business delle dem subirà un grosso
ridimensionamento.
Re: Costi dell'e-mail marketing
Inserito da Nazzareno Gorni :: NWeb.it il 8 Novembre 2004 - 18:56Cara Giusi,
come riferimento, mi ero salvato i seguenti dati da un'analisi di
Ad-Relevance del 2001.
Sono i costi medi per messaggio, su diversi media "out-bound":
Permission-based direct email: $0.20
Telemarketing: $1.00 to $3.00
Direct mail: $0.75 to $2.00
Non è però chiaro (volutamente?) dal tuo messaggio se disponi già degli
indirizzi e relativo consenso, oppure no.
Quindi se il problema è avere nuovi indirizzi email, chiaramente i costi
possono essere superiori (ammesso che esistano fornitori credibili in
grado di fornire indirizzi email qualificati con tanto di consenso al
trattamento dei dati).
Se invece il problema è l'invio, allora nello schema dei costi devi
comprendere:
1- realizzazione della comunicazione (dai testi alla grafica)
2- gestione della comunicazione (coordinamento, invio, reportistica,
gestione dei ritorni...)
3- invio
In base quindi alla frequenza di comunicazione e al numero di destinatari
da raggiungere, puoi adeguatamente "spalmare" i costi vivi indicati sotto.
Le prime due credo non siano difficili da quantificare, in quanto attività
decisamente "tradizionali".
Per la parte di invio (3), e così rispondo anche al messaggio di Max
Favilli, a seconda del livello di professionalità e affidabilità che
intendi garantire, oltre che della risorsa tempo a tua disposizione, puoi
spaziare:
A) da un costo quasi-zero (usando ad esempio le applicazioni MS Office) al
quale sommerei i costi per configurarlo/impararlo/gestirlo/mantenerlo
(dando per scontato che esista banda libera a volontà)
B) a costi di licenza di qualche centinaio di euro (con software da
installarsi in locale) al quale sommerei i costi per
installarlo/configurarlo/impararlo/gestirlo/mantenerlo (dando per scontato
che esista banda libera a volontà)
C) servizio in outsourcing, la strada più indicata se l'operazione si
ripete nel tempo e si desidera maggiore affidabilità (sull'invio/gestione
iscrizioni/antispam) e la possibilità di avere reportistica sui lettori e
sui loro clic. In questo caso vi sono servizi che fanno pagare un tot per
ogni e-mail, e altri che invece funzionano flat (canone fisso mensile,
indipendentemente dal numero di messaggi inviati)
Buon lavoro
Nazzareno
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