Buongiorno lista,
ciao Elena.
Ho colto un certo entusiasmo nel tuo messaggio Luca, a proposito di crowdsourcing, tanto da ricordarmi...me quando, qualche anno fa, scrivevo con altrettanto entusiasmo di Marketing Open Source/Marketing collaborativo.
Anyway.
Al punto 1 tu ci chiedi:
"Chi assicura i partecipanti che vi sia da parte dello sponsor una
> valutazione equa di tutte le soluzioni proposte? Più importante: chi assicura i partecipanti che nulla di ciò che viene proposto dal singolo verrà utilizzato dalla sponsor se non nel caso nel quale la soluzione presentata dal partecipante sia quella prescelta e premiata?"
Già, chi assicura i partecipanti che lo "sponsor" o terzi che hanno accesso al materiale prodotto non faranno man bassa delle idee proposte?
Nessuno. Il plagio poi è uno sport molto praticato, non soltanto in Italia e talvolta anche difficile da provare in sede processuale. La proprietà intellettuale è spesso tutelata da un brevetto o dalla SIAE, ma si tratta di percorsi costosi che non tutti sono in grado di affrontare senza la certezza di un rientro economico.
Molti ricorderanno il caso degli studenti sardi che nel 1998
"abbozzarono" la nuova Fiat 500, con impressionante approssimazione rispetto al modello commercializzato poi nel 2004 (qui un servizio realizzato da
Striscia la Notizia sulla vicenda
http://www.youtube.com/watch?v =yN1vbApHtT Q ). Probabilmente, anzi certamente, si trattò solo di coincidenze, però a quei ragazzi il dubbio rimarrà per tutta la vita, nonostante le rassicurazioni ricevute dalla casa madre.
Anche le agenzie pubblicitarie, quando partecipano alle gare per aggiudicarsi un contratto con le aziende, propongono idee e lavori finiti e dettagliati (costati tempo ed energie senza certezza alcuna), ma credo siano tutelate da clausole.
A presto
Titti Zingone
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