Ciao Luca
tema molto interessante, e di grande attualita'. Inizio con qualche considerazione personale: dalla qualche decennio si parla di gift economy che, se vogliamo usare termini di moda, sarebbe un free crowdsourcing. Anche questa stessa lista si basa, in senso lato, sullo stesso concetto: siamo tutti qui, 6.900 persone, a leggere quello che scrivono gli altri, a ragionarci e se possibile e quando ha senso a intervenire portando la nostra conoscenza o esperienza perche' tutti ne beneficino. Piu' crowd di cosi'...
Se poi a questo concetto associ anche una forma di incentivo (perche' e' vero che fa piacere aiutare, ma soprattutto di questi tempi la maggior parte di noi deve scegliere tra fare cose che ci piacciono e cose che ci pagano il mutuo), stimoli ancora di piu' la partecipazione e la competizione. Anche esempi piu' laterali come Zooppa vanno in quella direzione, stimolare la creativita' e sfruttare le competenze individuali, con un premio in palio e dieci minuti di notorieta'.
Mi pare anche di aver letto di recente che BP si e' rivolta agli specialisti nel campo per avere suggerimenti su come arginare la marea di petrolio in Louisiana http://www.deepwaterhorizonres ponse.com/go/doc/2931/54268 3 ma non ho capito se ci fosse o meno una ricompensa. Certo, in questo caso pure senza $ non sarebbe male poter dire di aver contribuito a salvare l'ecosistema.
Ho marginalmente visto www.youcapital.it in tema di crowdfunding, che pero' secondo me usa un po' a sproposito il termine. Insomma, si tratta di (micro)finanziamenti, perche' chiamarli con un altro nome?
Polemiche etimologiche a parte, venendo alle tue domande Luca:
1) chi assicura i partecipanti della valutazione equa? ti risponderei che vale la stessa domanda per qualsiasi concorso in cui devi partecipare con un "progetto" e non solo grattando il codice dietro alla lattina della tua bibita preferita. In altre parole, ti devi fidare. Riguardo alla parte su "chi mi assicura che non mi freghino l'idea", vedi sopra alla voce "ti devi fidare". Immagino che ci siano policy che devi approvare e che vincolano sia te che lo sponsor in questo senso, e che quindi puo' valere la pena leggersi ben bene compreso il corpo 3 in grigio chiaro. Nella peggiore delle ipotesi, direi di stare attenti a partecipare solo dove lo sponsor si assuma questa responsabilita' e ne risponda legalmente.
2) se la competizione e' buona? si', lo e'
Per il modo in cui sono disegnati i progetti che hai citato, c'e' una componente di concorso e quindi di premio. Ergo, se decidi di partecipare stai alle regole e ti piace competere. In altri esempi, che chiamerei con il loro nome di open source per esempio, c'e' sempre la crowd ma non c'e' la parte economica. Qui se partecipi lo fai in nome della gift economy, o comunque del tuo tornaconto personale se per esempio riesci con dei codici pubblici, migliorati anche da altri, a creare una applicazione che poi ti rivendi.
Comunque lo chiami, il potere della gente e' immenso. E in questo caso c'e' un canale particolarmente efficace per raccoglierlo online.
Ciao
e.