Re: Re: Re: Crowdsourcing: come sta andando in Italia?

Se l'azienda sceglie di premiare il partecipante 1 chi mi dice che una parte delle soluzioni proposte da 2 e 3 non siano comunque state utili? A mio avviso in tal caso un meccanismo più equo dovrebbe consistere nella ripartizione del premio sulla base di una valutazione più oggettiva (ed ecco il perché di una commissione).

Ciao Luca,
torno sull'argomento per alcuni pensieri su quello che scrivi. In particolare la frase qui sopra e' ovviamente condivisibile da chiunque di noi abbia partecipato ad una gara creativa. Crowdsourcing o meno e' sempre presente il rischio che di 3 o 4 agenzie in gara ne venga scelta una e magari alla fine si realizzi un progetto che ha piccole parti anche delle altre soluzioni presentate (piccole parti, non plagio chiaramente). E' una costante del mercato, l'ho visto succedere  tante di quelle volte che non credo cambiera' mai.
Quindi forse e dico forse potrebbe essere il caso di distinguere un progetto for profit da uno no profit? Nel primo caso le logiche dovrebbero essere piu' di competizione, e probabilmente non si potrebbe nemmeno parlare di vero crowdsourcing. Sembra piu' una "gara" semplicemente aperta a piu' persone/aziende di quanto avvenga normalmente.
Se il progetto e' no profit come ispirazione allora ci si avvicina piu' al wisdom of crowds, cioe' proprio si fa leva sulla "wisdom" di quante piu' persone possibili per risolvere un problema o per migliorare un prodotto (o un codice). Si discuteva di open source rispetto a servizi walled-garden: la collaborazione si ha nei primi ma non nei secondi. Sicuramente ci si mette sviluppo, penso ad applicazioni per iphone o ipad ma non si parla di collaborazione quanto di profitto individuale.
Lo stimolo alla collaborazione costruttiva e' difficile da ottenere, per questo parlo di no profit o comunque di un interesse piu' elevato di quello del singolo, che trascenda l'individuo: e allora forse un meccanismo dove per gradi si arriva a definire un progetto via via migliore, e dove tutti comunque possono partecipare fino alla fine, migliorando man mano il progetto in divenire potrebbe essere l'approccio giusto.
Ma naturalmente non avrebbe molto senso a quel punto inserire un premio finale, perche' vincerebbero tutti i partecipanti alle varie fasi e la vera ricompensa sarebbe risolvere il problema del petrolio nel golfo del Messico.
Sul tema ho trovato un sito interessante (grazie a friendfeed) http://crowdsourcingresults.co m / con una mappa del crowdsourcing e risorse utili per chi vuole approfondire il discorso.
Ciao
elena