ci sono troppi negozi che hanno bene o male la stessa
struttura tecnologica, interfaccia, grafica e gli stesi
contenuti
Ciao Enrico, buongiorno lista,
il problema dei siti di e-commerce non e' certo quello di avere la stessa
struttura tecnologica o la stessa interfaccia... Non credo che per te sia
un problema sapere che due auto diverse utilizzano lo stesso motore oppure
trovare il volante dell'automobile sempre allo stesso posto...
Il problema dei contenuti, poi, intesi in termini merceologici, lo si ha
anche nei supermercati, nei negozi di alimentari, nelle edicole... che
vendono tutti le stesse cose.
Il visitatore non e' disorientato, quindi, da questi elementi, come non lo
e' dal fatto di avere panettieri, edicole, farmacie, fruttivendoli,
minimarket e supermercati a volonta' lungo il tragitto da casa al lavoro.
Sul fatto che la personalizzazione grafica venga spesso trascurata, hai
pienamente ragione. Molto spesso infatti le piattaforme di e-comemrce
vengono implementata dai programmatori, che scelgono tra i templates
predefiniti quello che piu' si adatti a ospitare il logo del cliente,
creando eserciti di siti-clone, dove, con lo stesso aspetto grafico, trovi
in vendita componenti elettronici o gioielli. Qui sono completamente
d'accordo con te.
L'aspetto grafico, che ha il compito di introdurti in un
mondo speciale, unico, dove a colpo d'occhio, prima di aver letto
alcunche', devi aver capito, o meglio, SENTITO, che li' si risolve un tuo
problema o si soddisfa una tua necessita', ecco, l'aspetto grafico, se
lasciato in mano anche al piu' geniale dei programmatori, non riuscira' a
raggiungere il suo scopo.
E qui, come sempre, la COLPA (se vogliamo darla
a qualcuno) va equamente divisa tra operatori del settore e clienti. A un
estremo troviamo il famigerato factotum (e' il solito cugino del cliente)
che si sente in grado di realizzare i progetti dalla A alla Z e implementa
siti standard e un po' sgangherati. L'altro estremo e' invece
rappresentato dal cliente con il solito budget sufficiente a comprare al
massimo un servizio di hosting condiviso e che vuole invece che gli si
sviluppi amazon.com. Quando questo tipo di cliente incontra il factotum,
il disastro e' assicurato.
Se pero' il cliente incontra anche un piccolo gruppo di professionisti che
riesce a fargli capire le necessita' e le opportunita', se il cliente e'
QUELLO GIUSTO si riesce a spiegargli perche' gli serve un progetto fatto
bene e perche', invece, e' assolutamente inutile buttare via i soldi in un
progetto fatto male. A questo punto, una volta spiegato il valore di
quello che si vuole realizzare, sara' piu' facile far comprendere
l'importanza di tutti gli aspetti, dall'ideazione di un concept, alla
grafica, all'implementazione della piattaforma e, soprattutto, alla
gestione continuativa del progetto.
Il problema delle piattaforme di e-commerce messe in piedi TANTO PER
VENDERE L'E-COMMERCE AL CLIENTE e' quindi di altra natura rispetto alle
piattaforme o alle interfacce tutte uguali, e rispecchia il problema del
web e di internet piu' in generale in relazione a molte piccole e medie
realta'.
Ovvero quello di considerare gli strumenti a disposizione non dei gadget
aggiuntivi, il solito DI PIU' rispetto alla propria attivita' principale,
ma dei veri e propri strumenti di business con le loro regole e modalita',
che richiedono attenzione e cura, progettazione seria, implementazione
professionale, gestione continuativa.
Il commerciante che tutti i giorni apre il negozio, fa le pulizie, riceve
la merce in magazzino, la espone sul banco e sugli scaffali, sistema la
vetrina... se affianca alla sua attivita' commerciale tradizionale un
servizio di vendita online, dovra' ricordarsi di rimuovere le offerte
scadute dal proprio sito, mettere le foto dei prodotti che vende, scrivere
delle descrizioni non dico accattivanti ma perlomeno decenti e complete
dei prodotti in vendita, dovra' seguire e risolvere i problemi che i suoi
clienti online incontrano in fase di pagamento, dovra' avvisarli se il
prodotto non e' disponibile e verra' consegnato in ritardo, dovra' insomma
dedicare quel tempo e quella cura necessari perche' il suo negozio online,
in tutto e per tutto simile ad altre decine di negozi virtuali, diventi
per i suoi clienti un punto di riferimento, un posto sicuro, che ti aiuta
quando serve, che ti spiega se chiedi, che diventa, come il negozio
fisico, un posto dove torni volentieri perche' ti sei trovato meglio che
nell'altra panetteria dove la commessa e' sempre scorbutica e prende il
pane con la stessa mano con cui maneggia i soldi...
In conclusione, quindi, posto che la personalizzazione grafica (perlomeno
nella testata) deve essere intesa come l'insegna, la vetrina e
l'arredamento del negozio e che quindi e' necessario abbia una sua
personalita', il proliferare di siti di e-commerce secondo me non ha di
per se un effetto disorientante. Ai consumatori bastera' valutare
l'aspetto, i dati per il contatto, scrivere un'email al gestore del sito
per chiedere qualche informazione... Dalla tempestivita' e dal livello
delle risposte ci si potra' rendere conto se si ha a che fare con un sito
abbandonato o con un sito attivo, con gente seria o con commercianti
improvvisati.
Ah, ricordatevi che io predico bene ma razzolo male, quindi se sul mio
sito trovate offerte scadute, non mi sgridate.

Buone vacanze a chi va in vacanza,
Marco Morello
marco [at] supersalute [dot] com
http://www.supersalute.com