Re: Re: Re: e-commerce dove vai...

la cosa più interessante è proprio che per molto tempo e,
purtroppo, di tanto in tanto ancora oggi i mezzi di
informazione off line abbiano parlato di ecommerce ( e di
internet in generale ) quasi sempre solo per cose tipo quelle
da te citate...come altrettanto interessante è che
evidentemente la comunicazione o meglio la disinformazione ha
funzionato se questa è la tua reazione :)

La mia reazione di disgusto dipende dal fatto che a deroga di quanto tu
affermi:

Per vendere online da parte di un'azienda italiana che vende
in Italia ci sono esattamente gli stessi controlli che ci
sono per vendere con qualsiasi altro mezzo...

Dubito che ci siano aziende con titolari persone fallite o con una
condanna sulle spalle.
Nel mercato reale I controlli ci sono.
Per metter su un e-commerce di beni devi inviare una raccomandata al
comune di residenza e se entro 30 gg non ti arrivano comunicazioni puoi
aprire tranquillamente il tuo shop.
Se invece vendi servizi, non devi neanche usare il modello Com6 per la
comunicazione al comune... Non devi fare nulla

Ora mi chiedo, se a me comune di canicatti' mi arriva una richiesta da
parte di una signora che ha una condanna, come faccio a "non far nulla"???

E poi, dopo la pubblicita' delle tv come mai nessuno fa nulla per evitare
questo scandalo?

Dicono che l'ecommerce in Italia non decolla come nel resto del mondo.
Siamo circondati da approssimativi e da pochi di buono.

Scusate I toni ma proprio sono disgustata.

Dap