Per vendere online da parte di un'azienda italiana che vende
in Italia ci sono esattamente gli stessi controlli che ci
sono per vendere con qualsiasi altro mezzo...
Dubito che ci siano aziende con titolari persone fallite o con una
condanna sulle spalle.
Nel mercato reale I controlli ci sono.
Quali ? Guarda che per aprire un'azienda REGOLARE di ecommerce devi fare
ESATTAMENTE le stesse cose che devi fare per aprire QUALSIASI
azienda...costituzione società dal notaio, iscrizione in CCIAA, apertura
partita IVA, dichiarazione di inizio attività con le varie pratiche per
ASL, comune, vigili del fuoco etc etc, l'invio del modulo al comune di cui
parli è un adempimento AGGIUNTIVO e non SOSTITUTIVO degli altri. Anche per
aprire un NEGOZIO al dettaglio non devi fare NULLA di più di questo, non
esistono + licenze ( se non per bar, ristoranti, farmacie etc ), non
esistono più esami o titoli richiesti, fai una comunicazione al comune e
basta
Quindi ribadisco, se vuoi prenditela con il sistema dei controlli, chiedi
maggior severità in GENERALE, ma non vedo cosa c'entri l'ecommerce.
Se invece vendi servizi, non devi neanche usare il modello Com6 per la
comunicazione al comune... Non devi fare nulla
Questo ribadisco non è vero..a meno che tu voglia aprire un'attività
illegale, cosa che puoi fare online o offline indifferentemente....
E poi, dopo la pubblicita' delle tv come mai nessuno fa nulla per evitare
questo scandalo?
Su questo sono d'accordo...ho segnalato il caso a NetComm, l'associazione
dell'ecomerce, dubito si possa fare qualcosa....ma tentar non nuoce
Dicono che l'ecommerce in Italia non decolla come nel resto del mondo.
Siamo circondati da approssimativi e da pochi di buono.
In tutti i settori....
Ciao
Giorgio
www.bow.it