Buongiorno a tutti.
Ho letto con molta attenzione i vari pareri/consigli/critiche varie e posso
solo confermare, per esperienze dirette (commercio tradizionale e commercio
on-line) quanto asserito in merito all'usabilità, assistenza al cliente, attualità
delle informazioni, necessaria visibilità, ecc...
Posso però aggiungere che la maggior parte dei fallimenti (piccoli e
grossi), intesi non solo come fallimento
sotto il profilo giuridico del termine, ma sotto il profilo imprenditoriale,
è derivata dalla mancata differenziazione
tra tradizione le e on-line sotto il profilo commerciale ed amministrativo
dell'impresa.
Se infatti, come giustamente fa rilevare Marco Morello nel suo post, il
commercio tradizionale ha nel negoziante un'arma vincente, nel
commercio on-line, fatti fermi i requisiti tecnici di cui sopra, il prezzo
la fa da padrone.
Nel commercio tradizionale l'affabilità del commerciante e dei servizi
proposti, supera di gran lunga il
fattore prezzo, nel commercio on-line la quotazione del prodotto è invece
una barriera pesante, quasi insormomntabile,
che anche solo per una percentuale ridicola (1 - 2 - 3%) fa alzare o
abbassare.
Ecco che si arriva al punto. Molti ottimi commercianti/imprese commerciali
che nel mercato tradizionale sono magari vincenti
su piccola o larga scala, falliscono nella propota on-line solo (qualora
la parte tecnica sia ok) per il fattore prezzo.
L'errore comune è infatti quello di equiparare il mercato on line con il
mercato tradizionale.
Perlopiù non si tiene conto della differenza (grande) di spese vive in meno
e si pretende di guadagnare
la medesima percentuale (ma in effetti, detratte le spese, molto di più),
mentre così non dovrebbe essere.
Non pago l'ìnsegna, non ho necessità di un negozio in centro (mi basta un
ufficio), non devo avere a disposizione
personale in gran numero, non ho spese di manutenzione, molte volte non ho
neanche la necessità di un magazzino con il costo che genera, insomma, mi basta
davvero poco.
Ma il colmo è che ho potuto rilevare non una diminuzione sensibile dei
prezzi finali
(assolutamente giustificata), ma addirittura un aumento, magari per le
spese di spedizione!!
Allora ditemi voi che vantaggio avrà mai il cliente nell'acquistare un libro
on line da 10 euro al quale deve aggiungere
magari 3 euro di spedizione, quando il libraio sotto casa lo vende a 10
euro (e lo pago quando ce l'ho in mano).
Ai nostri clienti, oltre a tutto quanto giustamente menzionato sotto il
profilo tecnico/comunicativo, cerchiamo di far passare
tale aspetto, chiedendo loro di "aprire un nuovo ramo aziendale", con i
suoi costi, i suoi ricavi ed i suoi guadagni,
più che come estensione del ramo attuale, come nuovo ramo a se stante
(anche solo sotto il profilo commerciale).
Magicamente coloro che ci stanno ad ascoltare vendono, eccome.
Altri languono nel limbo dell'e-commerce fortemente e-improduttivo.
E sono tutti coloro ai quali, se si chiede cos'è internet, rispondono : è
un fattore di spesa.
Buon lavoro.
Stefano Vurruso
Direttore commerciale
Responsabile franchising ePOINT
Cell +39 347 8468788
s [dot] vurruso [at] mediarete [dot] it