Re: Re: Re: Re: Re: e-commerce dove vai...

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il disgusto dovrebbe essere riservato ancor di più a coloro che,
preposti ai controlli ( e stipendiati per questo) , tollerano una
evidente flagranza di reato sotto il loro naso, pigliandosela vilmente e
senza sforzo con i casi più facili, di chi non può sfuggire e che ha
qualcosa da perdere.

Il problema non e' tanto quello di ipotetici e
fantomatici "controlli" (che sono impossibili da
effettuare in maniera preventiva) quanto
l'efficace intervento in caso di contenzioso con
il cliente.

E' qui che in Italia cascano il giudice (zoppo)
il poliziotto (distratto) e le associazioni dei
consumatori (pressoche' impotenti). In caso di
contenzioso fra consumatore o cliente e
venditore, ci si deve generalmente affidare alla
correttezza e alla buona preparazione del
negoziante, perche' altrimenti qualsiasi pratica
diventa onerosa e farraginosa (ad esempio, se un
negoziante non onora la clausola "soddisfatti o
rimborsati" e' necessario fare una causa civile -
ovvero utilizzare un cannone con le polveri
bagnate per dirimere un problema che i negozianti
onesti e intelligenti risolvono dando ragione
al cliente piu' in fretta possibile).

Il caso Vanna Marchi e' scoppiato perche', per
motivi di spettacolo, fu preso in carico da
"Striscia la notizia". Ma per i quotidiani abusi
di molti operatori economici (banche, fornitori
di servizi, telecom, negozianti variamente
onesti) spesso non c'e' nulla da fare, a meno di
non volersi imbarcare in una crociata dagli esiti
incerti.

Abbiamo una legislazione e infrastrutture per la
difesa del consumatore di tipo pre-moderno, con
un impianto legislativo e culturale che mette
sullo stesso piano la grande banca e il suo
cliente piu' piccolo, orientata al formalismo
preventivo invece che alla rapida risoluzione dei
problemi quando questi si presentano.

Forse vado fuori tema, ma sottoporrei un quesito "collegato": eBay.
Quale è la disciplina fiscale per chi vende abitualmente su eBay?

La stessa a cui e' sottoposto nella sua attivita'
normale: se sono un privato che vende un mobile
usato, non pago nulla. Se sono un titolare di
partita iva che vende un mobile usato del mio
ufficio, emetto regolare fattura (o dovrei
emetterla) intestata al privato o alla ditta che
ha comprato il mio mobile.

Poi sicuramente esisteranno situazioni
"borderline" (il privato che comincia a vendere
in modo sistematico i soprammobili che realizza
con le conchiglie) che secondo me dovrebbero
essere tollerate senza porre troppi vincoli.

Gianni
--
->--> Gianni Lombardi
COPY PER POCHI
Scrittore pubblicitario, Consulente Strategico -
Copywriter, Strategic Planner
Autore di "Come si fa a comunicare con la posta elettronica"
il manuale per usare l'e-mail alla seconda edizione
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