Re: Re: Re: Re: Re: Re: e-commerce dove vai...

il disgusto dovrebbe essere riservato ancor di più a coloro che,
preposti ai controlli ( e stipendiati per questo) , tollerano una
evidente flagranza di reato

Il problema non e' tanto quello di ipotetici e
fantomatici "controlli"

E' qui che in Italia cascano il giudice (zoppo)
il poliziotto (distratto) e le associazioni dei
consumatori (pressoche' impotenti).

Mi riferivo, in quanto controlli, proprio a questi : il giudice
fannullone, il poliziotto pigro, il vigile orbo e così via ogni autorità
per quel che gli compete.
Zoppi e distratti sono la minoranza.

Cosicchè le indagini scattano perchè ci arriva striscia la notizia, mentre
a nessun "tutore" vien da "tutelare" , mentre si guarda in tv ogni sera la
wanna che "ciula" i poveretti , e questo per anni.

Forse vado fuori tema, ma sottoporrei un quesito "collegato": eBay.
Quale è la disciplina fiscale per chi vende abitualmente su eBay?

La stessa a cui e' sottoposto nella sua attivita'
normale:

devo smetterla di fare domande retoriche, è un brutto vizio..;-|

Poi sicuramente esisteranno situazioni
"borderline" (il privato che comincia a vendere
in modo sistematico i soprammobili che realizza
con le conchiglie) che secondo me dovrebbero
essere tollerate senza porre troppi vincoli.

Forse la "sciura" che produce qualche soprammobile deve essere tollerata
( o al peggio fiscalizzata con un piccolo forfait, come all'estero).

Ma il rigattiere-restauratore con decine di pezzi in vendita e centinaia
di commenti pluriennali?

Oppure, per fare un esempio più calzante, le centinaia di venditori di
accessori informatici e consumabili e CD senza tassa: non c'è "tutore"
che se li fili...magari gli stessi che, andando in visita ad aziende
normali, fan perdere tempo e comminano ammende ( relativamente piccole, e
che quindi si pagano per amor di pace..) su interpretazioni, queste sì,
"borderline"...

Saluti confinanti
Pierfranco