Ciao Enrico, ciao a tutti.
Dall'ultima ricerca riguardante il commercio elettronico in Italia dal
politecnico di Milano (se ne parla anche su http://www.b2commerce.it) vien
fuori che c'è un tasso di crescita incoraggiante, da dove vien fuori però
che il peso degli operatori emergenti è ancora basso. Il grosso lo fanno
per ora le aziende diciamo storiche.
Per quanto riguarda invece l'offerta di shop on-line attualmente
disponibile è vero che ci sono tanti shop e molti sembrano simili o
addirittura uguali, per via dell'utilizzo delle stesse tecnologie ma
soprattutto per il fatto che non sono personalizzati a dovere.
Il problema, in questo caso, è di cultura relativa alle vendite on-line,
sia del merchant che vuole vendere sia di chi propone la soluzione
"tecnica".
Dico questo perchè per avere uno shop funzionante ed in grado di
ritagliarsi un suo posto sulla rete ma in particolare nei browser dei
clienti è indispensabile in mix di caratteristiche che, se assenti,
portano all'inutilità dell'investimento fatto per andare on-line. Non si
tratta solo di avere il prodotto ed il motore per il sito.
Riporto alcuni di questi fattori in maniera schematica di seguito.
Prodotto: il prodotto ed il suo posizionamento sono importantissimi.
Adesso c'è spazio soprattutto per le nicchie di mercato, perchè i grossi
shop dominano sul mercato ed è inutile andare a scontrarsi con loro, salvo
avere progetti ambiziosi e tanti fondi a disposizione. Per esempio, è
inutile cominciare a vendere libri on-line a meno che non si tratti di
libri di nicchia. Scontrarsi con BOL, IBS e gli altri non ha molto senso.
Personalizzazione del sito: il sito deve essere accogliente o comunque
con uno stile tutto suo, così come un negozio tradizionale (non affiliato
ad una catena). L'uso di software facili da installare e da gestire spesso
riduce gli shop ad assomiliarsi l'un con l'altro. Per esempio tutti i siti
fatti con OsCommerce, per quanto valido sia, sono simili nell'impostazione
e sono abbastanza asettici.
C'è da considerare che ogni prodotto ha le sue dinamiche d'acquisto e la
sua clientela con esigenze più o meno particolari. Il sito deve riflettere
queste differenze.
Attenzione al cliente: sono importanti le informazioni dati dal sito,
come si risponde alle mail di richiesta informazioni, come si gestisce un
problema con un ordine. Il cliente deve sentirsi al centro dell'attenzione
del venditore. Il che non vuol dire inondarlo con 7 mail la settimana con
offerte favolose.
Attenzione al mercato ed ai mutamenti: bisogna saper vedere quello che
succede attorno all'attività di vendita on-line, cosa fanno i nostri
visitatori, cosa chiedono e cosa si aspettano. Soprattutto bisogna vedere
come riagiscono i concorrenti, cosa stanno facendo e come si muovono.
Non vado oltre altrimenti scrivo un trattato.
Per concludere, comunque, la presenza sempre maggiore di operatori di
e-commerce on-line non può che essere un bene per il consumatore che ha
più possibilità di scelta ed un bene anche per il mercato in generale
pechè con la concorrenza si affinano i servizi, i siti e le strategie
delle singole aziende. Chi non riesce ad adattarsi verrà ovviamente messo
fuori gioco dal mercato stesso.
Per riprendere un attimo il tuo discorso, è vero il fatto che visitando
alcuni siti si ha una sensazione di flashback straordinaria ed anche
quando vi vede un sito per la vendita di condizionatori ci si sente ancora
sul sito visitato poco prima che vendeva invece marmellate.
Spero in un'alfabetizzazione più veloce nei prossimi mesi e spero che
avere un sito di e-commerce non diventi solo una semplice moda, destinata
poi a cambiare nel tempo, anche perchè senza i giusti presupposti e
strumenti si va poco avanti.
Ciao,
Roberto Fumarola
Consulente e-Business
http://www.b2commerce.it