At 19:58 +0200 24-07-2002, Captain NEMO wrote:
bene'!....Internet non è qualcosa di facilmente assimilabile al
'classico' Market....e chi applica le regole del Marketing su Internet è
in genere condannato a restare solo ed a fallire: sono le idee nuove
quelle che contano, gli approcci nuovi, la curiosità, l'informazione,
l'utilità.
Era un sacco di tempo che non sentivo piu' dire che "Internet e' una cosa
totalmente diversa". 
In realta' l'esperienza ha dimostrato che le regole classiche del
marketing e magari anche quelle della contabilita' aziendale hanno
tuttora grande importanza per chi opera su Internet.
Vediamo un po' se e' vero che Internet riscrive
tutte le regole (semplificando un po' gli esempi,
naturalmente). [*]
1. Yahoo ti offre un servizio utile in cambio del
fatto che tu guardi la pubblicita'. Ok: Il meteo
in tv fa la stessa cosa da anni.
2. Altavista censisce per te tutta Internet,
sempre gratis, purche' tu guardi la pubblicita'?
Esatamente come quei volumoni gialli che vengono
recapitati gratis a casa di tutti gli italiani
abbonati al telefono.
3. Playboy.com ti fa vedere le donne nude in
cambio di soldi, e della tua esposizione
pubblicitaria. Ok. E non e' la stessa cosa di quel
che fa su carta?
4. Migliaia di siti, fra cui NY Times, Disney, CNN
ti offrono gratis contenuti di qualita' e in
cambio tu guardi la pubblicita'? Ok. E le tv e
radio private cosa fanno da decenni?
5. Netscape regala milioni di copie del browser
per vendere il server? Ok: e il salumiere che fa
assaggiare il prosciuttino di San Daniele cosa fa?
E l'Azienda che distribuisce milioni di campioni
omaggio del suo prodotto in prova cosa fa? E
George Lucas che ti regala in tv 45 minuti di
backstage di "The Phantom Menace" in tv per farti
venire al cinema a vedere il film?
6. Amazon quando ti colleghi ti dice, piu' o meno,
"Bentornato signor Rossi. Siccome ha comprato I
Tre Moschettieri, volevo segnalarle che e' uscito
Vent'anni dopo"? Miracolo: questo e' one-to-one
marketing! E il libraio esperto col cliente
abituale cosa fa? E il venerando "Book of The
Month" che ti spedisce le schede d'ordine
laserizzate con una selezione di consigli
elaborati sulla base dei tuoi acquisti passati,
cosa fa?
7. Il videogioco Doom ha raggiunto il successo
perche' e' stato distribuito gratis su Internet.
Solo che avevi i primi livelli del gioco e per
continuare dovevi comprare il gioco completo?
Revolution! E le Figurine Panini che mandavano i
"pusher" fuori dalle scuole a regalare le bustine
di figurine quando usciva una nuova collezione,
che facevano? E la Mattel che vende la Barbie a 10
lire e i vestitini a 100 lire e la casa della
Barbie a 1.000?
8. Amazon, quando ha raggiunto milioni di clienti
con i libri, ha venduto agli stessi milioni di
clienti ("visto che ormai ci conosciamo") anche i
dischi e gli oggetti regalo? E un banale agente di
commercio col fresco di lana, il diesel e il
telefonino, quando - una volta creato un
portafoglio di clienti che conosce e che si fidano
di lui - aggiunge nuove marche e nuovi prodotti ai
suoi mandati, non fa la stessa cosa?
9. Su Internet nasce il fenomeno delle comunita'
virtuali? Ok. E le radio private con i talkshow,
le telefonate in diretta, le dediche, cosa sono? E
i radioamatori? E i cb? E i camionisti con cb e lo
pseudonimo scritto sul camion? E' la comunita'
virtuale piu' reale che esista.
10. L'MP3 minaccia di distruggere l'industria
discografica? Ok. E i film gratis in televisione
non dovevano distruggere l'industria
cinematografica?
11. La replicabilita' del formato MP3 minaccia
ulteriormente l'industria discografica? Ach! E i
videoregistratori domestici non dovevano
distruggere l'home-video e il videonoleggio? [Si
potrebbe andare molto piu' indietro: nel secolo
scorso, dato il costo dei libri, sorsero delle
biblioteche circolanti che li noleggiavano. Gli
editori, ovviamente, temevano di scomparire a
causa del nuovo fenomeno. In realta' le
biblioteche circolanti allargarono il mercato dei
lettori e gli editori sono ancora fra noi che si
lamentano del cinema, della tv, di Internet...]
12. La gente impazziva in borsa per le Internet
company? Carrrramba, che sorpresa! Dieci anni fa
impazzivano per le aziende della biotecnologia.
Nel 1968 impazzivano per tutte le nuove aziende
che producevano computer di qualsiasi genere.
All'inizio del secolo tutti gli investitori
impazzivano per le aziende ferroviarie, un tipo di
azienda che oggi scalda l'animo solo ai
sindacalisti.
13. Con Internet per la prima volta si puo'
comunicare istantaneamente da una parte all'altra
del continente? Miracolo. E il telegrafo non ha
fatto fare un salto ancor piu' grande? Prima del
telegrafo c'era il messaggero a cavallo (dieci
giorni da Parigi a Roma - col telegrafo dieci
minuti). Prima del telegrafo lo spionaggio
militare praticamente non esisteva: le notizie
viaggiavano alla stessa velocita' degli eserciti -
a cavallo o a piedi.
[Fra l'altro, anche questo e' un fenomeno a
suo modo gia' visto: a suo tempo, le idee di
Martin Lutero fecero cosi' impressione, scatenando
lo scisma protestante, anche grazie al fatto che i
suoi scritti, invece di essere copiati a mano,
potevano essere distribuiti con una velocita' mai
vista prima grazie a una recente invenzione di
Johannes Gutenberg.]
14. Su internet nascono gli amori virtuali? Strano
ma vero: nel secolo scorso i telegrafisti si
innamoravano di telegrafiste che non avevano mai
visto in faccia.
15. Con Internet e' il trionfo dell'azienda
virtuale? Fantastico. Ma nel mondo dello
spettacolo e' una vecchia storia. Una volta le
case cinematografiche assumevano tutti a tempo
pieno, da Rodolfo Valentino all'elettricista.
Adesso ogni film e' un'azienda che raccoglie
temporaneamente finanziatori, piccole e grandi
aziende, consulenti, artisti, attori. Internet
amplifica un fenomeno che era gia' in atto, grazie
al telefono, al fax, al personal computer, alla
facilita' di viaggiare e alla capacita' di
gestione e trasmissione delle informazioni.
16. Il commercio elettronico e' la rivoluzione...
L'e-commerce e' vendita a
distanza, ovvero la vecchia vendita per
corrispondenza con un nuovo nome.
E infatti:
A, chi fa vendita per corrispondenza ha una relativa
facilita' a comprendere e passare al commercio
elettronico (e fa anche profitti).
B, ne condivide alcune metodologie:
misurazione della vita media del compratore,
costo per ordine, sistemi di pagamento, grande
attenzione al principio di Pareto o principio
80/20, costo di acquisizione del cliente, effetto
traino di articoli best seller, semplificazione
delle procedure d'ordine, garanzia soddisfatti o
rimborsati, procedure di lead generation,
procedure member get member, ecc ecc. tutto questo
e' il vecchio armamentario del direct marketing
che - sorpresa! - su Internet funziona benissimo.
E si potrebbe continuare.
[*][nota: copio e incollo da un articolo che ho scritto
nel gennaio 2001, espandendo un intervento che avevo fatto su MKTG - ma
nulla e' piu' inedito del gia' edito :-)]
--
Gianni Lombardi (ADCI)
Autore di "Posta Tosta - E-mail efficaci in azienda,
nella vita privata, nel marketing".
Scrivi a gianni [at] dejavu [dot] it per ricevere l'indice
e uno dei capitoli in formato digitale.
http://www.hopslibri.com/store /hopm0035.shtm l
Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Martin Benes il 26 Luglio 2002 - 17:04Condivido pienamente...il discorso di Gianni Lombardi
Però...c'è un però secondo il mio modesto parere:
E' vero che tutto quello che vediamo ora sul net, si è già visto da altre
parti...
ma è vero anche che tutto quello che vediamo ci ha altamente... ci sta
portando alla nausea...
Il servizio di Yahoo o di chi altro che ti fa guardare la
pubblicità...anche se te la fa vedere...tu la guardi?
Appena appare qualcosa sullo schermo...clik..via...
Credo che la frase "sono le idee nuove quelle che contano, gli approcci
nuovi, la curiosità, l'informazione,
l'utilità." volesse dire che se continuiamo così...ci scaviamo la fossa da
soli...basta vedere che fine hanno fatto i banners...
Ormai la gente, credo, non ci fa nemmeno caso...nemmeno se ci piazzi la
solita bellona mezzanuda...
Per questo credo si debbano trovare soluzioni nuove...piu' che marketing
credo si debba fare un pò di psicologia-marketing, che poi sono due cose,
secondo me, strettamente legate...(io non mi occupo di marketing)
Questo il mio modesto e forse prescontato parere...
Un saluto a tutti,
Martin Benes
Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Gianni LombardiCredo che una parte di questo problema derivi dal fatto che, invece di
avere attese messianiche dalle nuove tecnologie, bisogna prendere atto
che le nuove soluzioni non risolvono "tutti i problemi".
La maggior parte della pubblicita' e' irrilevante per la maggior parte
della gente - ma in modo dinamico: quello che e' rilevante per me e'
irrilevante per te e viceversa.
Quando uno entra nella miglior libreria del mondo per comprare libri, da
una scelta di decine di migliaia di volumi ne estrae al massimo una
decina.
Cosa vuol dire questo? Che i libri "non funzionano" perche' di fronte a
un'offerta di 10.000 titoli ne scelgo meno dello 0,1%? Occorrono "nuove
idee" e "soluzioni innovative" perche' il lettore medio scarta il 99,99%
dei libri che gli vengono offerti?
Con questo non intendo dire che il marketing dei libri non debba essere
migliorato. Ma esistono dei limiti fisiologici [uno dei quali, nella
fattispecie, e' il numero dei libri che si possono tenere in mano, come
ha notato Paco Underhill in "Why we Buy", suggerendo quindi cestini e
carrelli in libreria]
Semplicemente, e' fisiologico il fatto che, di fronte all'enorme offerta
di tutto, una persona si sofferma solo su quello che interessa di piu'
*quella persona in quel momento*.
Solo l'1% clicca e quindi i banner "non funzionano" (si fa per dire)...
Ma quanti sono gli spot televisivi per i quali il telespettatore si alza,
si veste ed esce subito a comprare il prodotto promosso?
La differenza fra banner e spot e' che i primi possono essere misurati
all'ultimo clic. Gli spot no. E i banner "non funzionano" perche' la
maggior parte delle aziende non sa gestire un processo di comunicazione
interattiva, ovvero il "dopo-clic".
Invece di imparare a gestire il dopo-clic, si lamentano che i clic sono
pochi. E' piu' facile.
Gianni
--
Gianni Lombardi (ADCI)
Strategic Planner per Dejavu, Milano
Autore di "Posta Tosta - E-mail efficaci in azienda,
nella vita privata, nel marketing".
Scrivi a gianni [at] dejavu [dot] it per ricevere l'indice
e uno dei capitoli in formato digitale.
http://www.hopslibri.com/store /hopm0035.shtm l
Re: Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Captain NEMO il 6 Agosto 2002 - 00:41Ho usato per la prima volta un trenino elettrico nel 1957 e seguo
))
l'evoluzione della televisione dal 1960. Se avessi letto il tuo messaggio
a quell'epoca sull'Intrepido avrei avuto dei grossi dubbi sulla validità
dei tuoi argomenti allora, figuriamoci oggi
Ti porgo un invito: apri un tuo sito, trova un prodotto e vendilo OnLine;
metti all'opera le tue indubbie conoscenze di Marketing e corri dritto
verso il tuo vagoncino di soldi. Sarebbe cosa buona e giusta (e fonte di
salvezza) che chi conosce le regole del successo, approfitti finalmente
dell'occasione e costruisca la sua posizione indipendente. Chi potrebbe
far meglio di chi 'vive' il Marketing?
Ma se desideri restare fermo ed incollato sulle tue fondamenta, sei certo
libero di farlo.....io - al contrario - cerco di viaggiare in giro per il
mondo e navigare sulla rete senza legami con dottrine e modelli che -
spesso - falliscono e non rappresentano la realtà: i modelli sono fatti
per lavorare sulla carta, altra cosa è l'esperienza; il modello matematico
su cui lavorò Einstein era perfetto e 'funzionale', tuttavia oggi la
fisica scopre cose che non ricadono nel modello originale. Parte della
fisica di oggi cerca allora di 'stiracchiare' la coperta di Einstein per
dire che 'tutto va bene, non c'è problema, sappiamo tutto', mentre altri
cercano - ingenuamente ?? - nuovi orizzonti e nuove esperienze.
Ecco, questa diversa attitudine potrebbe definire il tuo approccio ed il
mio: rispetto le tue idee, ma non sono le mie......ciò che mi fa
riflettere, è che tu pensi di voler avere una discussione per dimostrare
che tu hai la soluzione in mano, mentre io di discutere sono proprio
stanco....amo dialogare, e non rimbalzare contro i muri di gomma.
Torno a navigare, caro Gianni.....
Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Stefano Sirri il 31 Luglio 2002 - 14:59Salve a tutti,
Riassumo la lettera di Martin Benes:
Concordo pienamente con questo discorso:
la new economy semplicemente non e' mai esisitita, eppure......
Eppure le cose cambiano, ed e' questo che crea la "confusione".
Come la TV non ha esattamente gli stessi modelli dei giornali,
o della radio, anche internet ha i suoi modelli di funzionamento.
Internet non e' un nuovo mercato, ma un nuovo canale sul
quale il vecchio mercato puo' proporre i suoi servizi e prodotti.
Poi ci sono dei nuovi operatori: i "tecnici" specializzati in quel
canale, come per ogni altro canale.
Il "capitano" parlava di idee nuove. Certo che servono idee!
Anche la TV commerciale ha perso gran parte del suo appeal
e vi servono idee nuove (infatti si sta attrezzando).
La radio le ha trovate ed ha allargato il suo mercato.
I giornali stanno uscendo da una guerra all'ultimo sangue.
Il web, essendo il piu' giovane, non ha ancora formalizzato
per bene i suoi modelli ..... ..... o forse si.
Una volta (ma quanto tempo fa?) fornire libero accesso al web
era un modo per avere utenti-clienti, cosi' come dare una e-mail
..... ma ora?
Il punto nasce qui.
Il modello di internet si basa sul cambiamento e l'evoluzione.
Capiamoci, neppure questa e' una cosa nuova (chi propone
oggi il carosello? una volta funzionava benissimo).
La differenza, anche qui, e' quantitativa e non qualitativa, ma c'e'
uno scarto tale da generare un modello qualitativamente diverso.
Internet e' il mezzo con i cambiamenti piu' veloci, quindi bisogna fare
un salto, e smettere di pensare alle "strategie" per far funzionare
un sito. Ma sviluppare delle meta-strategie, che proprio per il fatto
di essere meta, ci permettono di includere il cambiamento a livello
strategico. Nella "old" si chiama "la gestione del cambiamento".
Per esempio vi voglio lanciare una domanda provocatoria:
Per quanto tempo ancora il piazzamento nei M. di Ricerca sara' ritenuto
una cosa molto importante?
Ciao a tutti.
Dott. Stefano Sirri
Direttore Marketing di I-nfinity Consulting
Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Sofia Postai il 29 Luglio 2002 - 09:19Gianni Lombardi:
come (quasi) sempre, potrei sottoscrivere col sangue quello che dice
Gianni.
Vorrei solo aggiungere che i guai in cui si trova il settore sono quasi
tutti dovuti all'idea che internet fosse una cosa completamente
diversa... che ha originato business plan assai fantasiosi, griffati da
societa' notissime.
Se questo non coinvolgesse tante persone che rischiano di perdere il
proprio lavoro, che lo hanno gia' perso, o che si trovano comunque in
condizioni lavorative frustranti, sarebbe una faccenda assai comica.
Saluti a tutti
sofia postai
--
====================================================
Sofia Postai - Vocabola srl - usable web design http://www.vocabola.com
tel +39 41 5242209 cell 347 3736369
il mio libro e' alla seconda ristampa: http://www.sitichefunzionano.i t
====================================================
Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Marco MoruzziIo veramente ho sempre pensato che caratteristica di Internet non fosse
tanto quella di permettere di fare cose completamente nuove, ma di
permettere di fare cose in modo completamente nuovo.
E, tra queste cose,
ci sono anche molte cose che erano state pensate e magari sperimentate, ma
che non avevano avuto seguito perchè non esisteva il mezzo adatto per
farle convenientemente.
Perchè, come recita l'adagio, nulla di nuovo sotto il sole...
La maggior parte della mia attività consiste nel fare cose vecchie in modo
nuovo ed innovativo, sfruttando l'informatica e la telematica. E sono
sorpreso di come praticamente tutto possa essere ripensato, in modo
conveniente (ed affascinante) in quest'ottica.
Marco Moruzzi
Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Captain NEMO il 31 Luglio 2002 - 23:34Caro GIANNI,
la tua lunga elencazione è, credo volutamente, piuttosto ovvia dato che
non scende nel dettaglio della questione: e scenderci attraverso uno
scambio di messaggi mi pare tedioso (magari lo si potrebbe fare in un
incontro aperto agli addetti ai lavori ed ai naviganti).
In ogni caso cercherò di spiegare meglio cosa intendo per ".. Internet non
è qualcosa di facilmente assimilabile al 'classico' market".
La prima cosa che mi viene in mente è che - se fosse come dici tu - non
esisterebbero problemi di alcun tipo per chi fa business su Internet
utilizzando le regole del Marketing 'classico': in realtà io credo che chi
utilizza questi strumenti partendo da zero - non avendo cioè un 'brand'
alle spalle, una riconoscibilità già acquisita, una serie di punti vendita
già presenti sul mercato, etc. - rischi molto se si affida ai teoremi del
Marketing.
Il navigante è selvaggio/a, non legge la pubblicità (i banner sono stati
il miglior fallimento del Marketing su Internet), va dove lo porta il
click, non vuole saperne di fare il 'bravo consumatore'. Il Navigante -
oggi - sta iniziando a scoprirsi ....libero.
Libero dal condizionamento diretto ed indiretto della TV, della pagina
patinata e dell'inserto allegato al quotidiano.....per la prima volta il
navigatore è libero di scegliere dove andare a curiosare, sia che cerchi
notizie, sia che voglia fare acquisti. Questa è una rivoluzione, io credo.
Forse non la percepisci perchè mi pare che tu viva ben radicato dalla tua
parte della barricata.....ma il navigante è poco inquadrabile. Non ha una
identità fissa, definibile facilmente, non è immediatamente
'targettizzabile' (piace la parola?), ama sentirsi protagonista
imprevedibile ed esigente. Ama abbandonare la fedeltà per trasgredire,
seguendo solo il suo intuito ed il suo mouse. Perchè?.....perchè Internet
è ENORME, senza limiti, e cresce e muta a dismisura ogni giorno che il
sole sale......mentre sulla carta può leggere solo quello che è contenuto
nelle 112 pagine della rivista che ha comprato, mentre in TV può vedere
solo quello che gli hanno preparato-confezionato gli esperti, mentre
quando va a fare shopping nei centri commerciali può farsi ispirare solo
dalle 98 vetrine dei vari negozi......su Internet può fare - per la prima
volta - assolutamente quello che vuole: può visitare un sito, 1234 siti,
accendere spegnere, ordinare, disdire, curiosare, entrare e non comprare
(nè ora nè mai), fare una capatina e fare un ordine megagalattico, può
scambiarsi messaggi con i suoi simili, decidere di mandarti a quel paese
se gli mandi un messaggio di invito-promozione, decidere di giocare
on-line, decidere di provare a scaricare gratis un pezzo di musica dal
sito 'oscuro' .....il tutto stando comodamente seduto sulla sua sedia in
ufficio o a casa.
NON E' NUOVO TUTTO QUESTO?....certo possiamo dire che non c'è nulla di
nuovo sotto il sole, possiamo dire che il telegrafo faceva la stessa
funzione del telefono......ma a mio avviso vuol dire volersi metter a
tutti i costi dei confortevoli paraocchi.......c'è qualcosa di nuovo sotto
il sole, oggi.......e credo che molti Marketing-Consultants comincino -
timidamente - ad accorgersene.
Le regole di Internet vengono scritte ogni giorno, come tutti i fenomeni
umani...quindi se si comprendono e si studiano le regole potrebbe nascere
l'Internet-Marketing.....ma temo che si trascuri un evento importante:
Internet non è un 'settled event'.....muta continuamente e cambia, si
sviluppa, propone nuove forme....di fatto è appena nato e la tecnologia
che alimenta Internet è ancora 'primitiva' (Telecomunicazioni in
testa!)...ci vorrà ancora qualche anno perchè si inizi a formare una base
più solida: forse allora anche il Marketing si adatterà e troverà delle
soluzioni. Ma occorre del nuovo, occorre un approccio più umano e
semplice, più diretto e meno 'Internet-in-a-box', occorre della genialità
anche per chi deve promuovere e/o vendere qualcosa. Occore anche che una
nuova generazione di Marketing Men nasca, abbandonando una scuola un pò
'vecchiotta' e iniziando a sperimentare tecniche nuove: chissà ....tu mi
dirai che sogno, che tutto è stato già scritto. Could be......
Io - da marinaio - so solo che il mare è senza limiti e non finisce mai di
stupirti, anche se navigo da anni......
Captain NEMO, raggiungibile - se vuoi - su:
http://radio.weblogs.com/01100 01 /
Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Gianni LombardiHo usato per la prima volta la posta elettronica nel 1991 e seguo
l'evoluzione di Internet dal 1994. Se avessi letto il tuo messaggio a
quell'epoca avrei avuto dei grossi dubbi sulla validita' dei tuoi
argomenti allora, figuriamoci oggi
Internet e' semplicemente un nuovo canale di comunicazione, con delle sue
particolarita' esclusive, ma che non sfugge alle leggi generali del
marketing: perche' gli esseri umani che navigano sono comunque esseri
umani che mangiano, vanno nei negozi, hanno bisogno di una casa, di
arredarla, di sposarsi, avere dei figli, e tutto il resto. Un bancario
che naviga su Internet (una categoria professionale ad elevata
informatizzazione), non cambia testa mentre e' online. Ne' un
commercialista, per citare un'altra categoria che utilizza molto Internet
e che non mi sento di iscrivere fra gli anarchici e ribelli.
Le attivita' che descrivi come rivoluzionarie lo sono quanto aggirarsi in
un centro commerciale, passare di scaffale in scaffale, leggere le
etichette, sfogliare le riviste, chiedere informazioni sui prodotti e
attaccare discorso con le donne carine - o cercar di farsi notare dagli
uomini interessanti. E poi magari uscire senza comprare nulla (circa il
50% di coloro che entrano in un centro commerciale, escono senza comprare
nulla: perche' sono ribelli?)
TUTTE le nuove tecnologie dell'informazioni, dalla stampa a caratteri
mobili in poi, nella loro infanzia sono state utilizzate a fini
pornografici. Se Internet e' cosi' rivoluzionaria, allora il sesso lo e'
ben di piu'. Eppure non si rilevano novita' sostanziali in proposito, sin
dai tempi del peccato originale.
Quello che intendo dire e' che Internet e' un fenomeno nuovo (come la
televisione ai suoi tempi, peraltro) pero' le regole fondamentali del
marketing - e piu' particolarmente quelle del direct marketing -
continuano a valere e ad essere una buona base di partenza per lavorare
anche su Internet.
Gianni
--
Gianni Lombardi (ADCI)
Autore di "Posta Tosta - E-mail efficaci in azienda,
nella vita privata, nel marketing".
Scrivi a gianni [at] dejavu [dot] it per ricevere l'indice
e uno dei capitoli in formato digitale.
http://www.hopslibri.com/store /hopm0035.shtm l
Re: Re: Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Luca Cenci il 5 Agosto 2002 - 06:27Ciao a tutta la lista.
Credo che Gianni Lombardi abbia toccato un punto estremamente rilevante.
La retorica di Internet per qualche verso assomiglia a certi libertarismi
anni '70: "Internet spezza le catene del sistema per definizione e sua
propria caratteristica".
In realtà, come la storia recente dimostra, i libertaristi del gratuito
per tutti - una delle premesse delle "catene spezzate" - sono scomparsi o
stanno scomparendo, vuoi perché (Napster) nel condurre la loro "battaglia"
infrangevano qualche decina di leggi o vuoi perché il gratis (per
definizione) non genera revenues, ovvero presto o tardi conduce al
fallimento economico.
E l'attitudine di un consumatore non cambia se usa il PC per aggirarsi tra
gli scaffali. E' ancora un altro mito di internet che va sfatato. Le mie
attitudini non cambiano se sento la radio invece della televisione o se
decido di tenermi informato leggendo i quotidiani piuttosto che leggendo
cnn.com. Sono sempre io: semplicemente, utilizzo un altro mezzo per
arrivare dove voglio.
E' banale, ma è così. Altrimenti questi non si chiamerebbero "mezzi", ma
"fini" (quello che i guru di internet per molto tempo hanno voluto
propinarci).
Luca Cenci
lcenci [at] vesperteam [dot] com
Re: E ora, qualcosa di completamente diverso...
Inserito da Antonio Tombolini il 2 Agosto 2002 - 13:10Caro Gianni, di questi tempi fare la parte del "l'avevo detto io" per
sostenere che, tutto sommato, Internet non è niente di più che una
evoluzione di ciò che già conoscevamo rende molto, e fa molto "esperto",
"vissuto", e "navigato". Insomma, uno che la sa davvero lunga.
Io invece sono uno di quelli - assolutamente demodé - che si meraviglia
per un nonnulla, e Internet, per me, ancora oggi assomiglia più a un
miracolo che a un "mezzo di comunicazione" o a un "canale di vendita".
Poiche' credo anch'io che spesso "nulla e' piu' edito del gia' edito", mi
permetto di rinviare a un mio scrittarello della primavera del 2000 (la
prefazione alla versione italiana da me curata di Cluetrain Manifesto),
dove si sostiene esattamente il contrario di cio' che sostieni tu:
http://www.antoniotombolini.it /cambiait.htm l
Grazie!
Antonio Tombolini
http://www.antoniotombolini.it
il di piu', viene dal maligno (Mt 5,37)