Re: Re: Email marketing, privacy e richieste di consenso
Inserito da Stefano Bagnara
il 4 Marzo 2009 - 10:01 Matteo Bianchi ha scritto:
Invece mi sa che sarebbe proprio utile "divagare", perchè se non citi le fonti, o non citi la deroga o la decisione del garante o comunque la legge alla quale ti riferisci rimane solamente un'opinione personale.
A parte che il corso mi sembra sia sul Direct Marketing in generale e che solo una piccola voce riguarda l'email (e di conseguenza "potrebbe" non essere così specifico), non voglio assolutamente giudicare l'autorevolezza del corso, ma sarebbe utile se tu volessi portarci i dettagli riguardanti l'email marketing che ti hanno spinto verso una così solida convinzione.
Se tu fossi legislatore le scriveresti e non avresti bisogno di spulciare Sarebbe molto utile alla costruttività di questa conversazione se tu volessi citare alcune delle varie leggi che avete trattato, invece. Come dicevo, a mio parere è tutto molto interpretabile, ma se non ci dai i riferimenti sui testi da interpretare...
Le misure minime e le misure idonee riguardano la protezione dei dati personali. Una volta che hai avuto il consenso o che in ogni caso hai il diritto a trattare alcuni dati personali sei tenuto a tenerli al sicuro. Non significa che se rispetti queste misure allora puoi non richiedere il consenso. Si tratta di una cosa successiva e il DPS lo devono fare tutti coloro che trattano dati personali, indipendentemente che facciano email marketing e che questo sia B2B o B2C.
Io credo che Elena sia interessata a capire quali siano le possibili implicazioni di ciò che deciderà di fare. Non hai idea di quante aziende facciano SPAM senza essere consapevoli di farlo. Una sentenza recente (26/04/2007) abbastanza nota è quella di un Giudice di Pace di Napoli che ha condannato la Clarima S.p.A (gruppo Unicredit) a pagare 1000€ di risarcimento danni ad un avvocato (più 800 e qualcosa euro di spese legali) per il fatto di aver inviato email a quest'ultimo senza previo consenso: L'avvocato specifica che utilizzava quella casella di posta sia per scopi personali che professionali (come dicevo è difficile stabilire a priori se un indirizzo non venga usato anche per scopi personali, ammesso che cambi qualcosa dal punto di vista legislativo)
Potresti approfondire su questi MEZZI e METODICHE? Se ti riferisci alla quantità di email inviate purtroppo le mie ricerche in merito non hanno mai avuto risposta e la conclusione che ho tratto è che una singola email con contenuti promozionali inviata senza previo consenso ricade già nella definizione di SPAM. Tant'è vero che per fare una denuncia è necessaria una sola email, e non c'è bisogno di dimostrare che sia avvenuto un invio di massa (basta leggere i documenti che ho linkato nel precedente messaggio). L'interpretabilità a mio parere nasce proprio dal fatto che non esiste una "legge sullo spam" e che non esiste una legge che definisca lo spam. Detto questo sottolineo che non sono un avvocato, ma che ogni fatto ed ogni opinione personale (facendo forte distinzione tra le due) riguardante l'argomento mi interessa molto e sono contento che questo approfondimento avvenga qui, luogo imparziale che conta numerosi addetti ai lavori. Stefano |
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