Re: Re: Email marketing, privacy e richieste di consenso

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Matteo Bianchi ha scritto:

Cari tutti. Qui la questione era molto semplice, e ora si sta complicando. Elena chiede informazioni per quanto riguarda il BtoB. Punto. Eviterei di divagare citando deroghe, o papiriche decisioni del garante che non rispondono alla domanda "BtoB o non BtoB" ma che trattano casi più articolati sui quali sorvolerei.

Invece mi sa che sarebbe proprio utile "divagare", perchè se non citi le fonti, o non citi la deroga o la decisione del garante o comunque la legge alla quale ti riferisci rimane solamente un'opinione personale.

Attualmente lavoro nel BtoB e le mie fonti sono quelle dei professionisti che trovate a questo link: http://www.knowita.it/ita/news /Marketing-e-Commerciale/20080 826120410.ht.. . il corso che ho seguito circa una settimana fa' e che mi ha visto fare numerose domande sulle differenze che riguardano il BtoB e il BtoC nell'uso dell'e-mail mktg.

A parte che il corso mi sembra sia sul Direct Marketing in generale e che solo una piccola voce riguarda l'email (e di conseguenza "potrebbe" non essere così specifico), non voglio assolutamente giudicare l'autorevolezza del corso, ma sarebbe utile se tu volessi portarci i dettagli riguardanti l'email marketing che ti hanno spinto verso una così solida convinzione.

Ora, non essendo un legislatore, eviterò di andare a spulciare tra i testi delle varie leggi che abbiamo trattato durante la giornata. Non è la mia materia. Riporto a Elena quelle che sono le mie conclusioni, e che ritrova nella mia prima risposta.

Se tu fossi legislatore le scriveresti e non avresti bisogno di spulciare ;) . "Purtroppo" non è ammessa ignoranza in merito e quindi ci tocca più spesso di quanto vorremmo spulciare i testi delle varie leggi (o pagare un avvocato che lo faccia per noi).

Sarebbe molto utile alla costruttività di questa conversazione se tu volessi citare alcune delle varie leggi che avete trattato, invece. Come dicevo, a mio parere è tutto molto interpretabile, ma se non ci dai i riferimenti sui testi da interpretare...

C'era comunque un'imprecisione: le procedure di sicurezza primarie e aggiuntive non sono così denominate, ma si chiamano "misure minime" e
"misure idonee". (Ed è appunto non rispettando le misure minime che si rischia il penale).

Le misure minime e le misure idonee riguardano la protezione dei dati personali. Una volta che hai avuto il consenso o che in ogni caso hai il diritto a trattare alcuni dati personali sei tenuto a tenerli al sicuro.

Non significa che se rispetti queste misure allora puoi non richiedere il consenso. Si tratta di una cosa successiva e il DPS lo devono fare tutti coloro che trattano dati personali, indipendentemente che facciano email marketing e che questo sia B2B o B2C.

Per farvi un esempio che valga per tutti: un relatore, avvocato, ha detto: "un'azienda vinicola può assolutamente contattarmi per vendermi del vino, poiché io posso essere interessato a regalare del vino ai miei clienti in occasione del Natale". Tutti gli altri discorsi sulla non chiarezza delle leggi, l'uso degli elenchi pubblici, il "calcolo del rischio"... sono tutte divagazioni sacrosante ma off-topic.

Io credo che Elena sia interessata a capire quali siano le possibili implicazioni di ciò che deciderà di fare. Non hai idea di quante aziende facciano SPAM senza essere consapevoli di farlo.

Una sentenza recente (26/04/2007) abbastanza nota è quella di un Giudice di Pace di Napoli che ha condannato la Clarima S.p.A (gruppo Unicredit) a pagare 1000€ di risarcimento danni ad un avvocato (più 800 e qualcosa euro di spese legali) per il fatto di aver inviato email a quest'ultimo senza previo consenso:
http://www.unioneordiniforensi .it/IT/default.asp?opt=celenta no&id=25.. .
E qui il testo completo della sentenza per risarcimento danni:
http://www.noiconsumatori.org/ articoli/articolo.asp?ID=74 2

L'avvocato specifica che utilizzava quella casella di posta sia per scopi personali che professionali (come dicevo è difficile stabilire a priori se un indirizzo non venga usato anche per scopi personali, ammesso che cambi qualcosa dal punto di vista legislativo)

P.S. La legge sullo "spam" vale anche nel BtoB. Ma attenzione alla definizione di spam. Una e-mail non richiesta non è per forza spam. Lo spam riguarda i MEZZI e le METODICHE di invio.

Potresti approfondire su questi MEZZI e METODICHE?

Se ti riferisci alla quantità di email inviate purtroppo le mie ricerche in merito non hanno mai avuto risposta e la conclusione che ho tratto è che una singola email con contenuti promozionali inviata senza previo consenso ricade già nella definizione di SPAM. Tant'è vero che per fare una denuncia è necessaria una sola email, e non c'è bisogno di dimostrare che sia avvenuto un invio di massa (basta leggere i documenti che ho linkato nel precedente messaggio).

L'interpretabilità a mio parere nasce proprio dal fatto che non esiste una "legge sullo spam" e che non esiste una legge che definisca lo spam.
Il garante, unica autorità che si sia espressa ufficialmente nel merito, parla di email con contenuto promozionale senza previo consenso, senza specificare mezzi o metodiche.

Detto questo sottolineo che non sono un avvocato, ma che ogni fatto ed ogni opinione personale (facendo forte distinzione tra le due) riguardante l'argomento mi interessa molto e sono contento che questo approfondimento avvenga qui, luogo imparziale che conta numerosi addetti ai lavori.

Stefano