Ancora un paio di spunti sulla comunicazione Fiat più recente con
l'intento di analizzarne il criterio strategico.
1) Si comunica il marchio (inteso come gruppo) perchè non c'è prodotto? Si
comunica il gruppo perchè contiene brand trascinanti anche per gli altri?
Si cavalca l'autarchia perchè si ritiene il consumatore interno
impreparato e più facilmente condizionabile?
2) Chi è il cliente per Fiat: quello che dovrebbe staccare un assegno dopo
aver letto sulla pubblicità della Panda 4x4 che la vettura ha un impianto
frenante idraulico?
Da anni Fiat ha politiche industriali contraddittorie. Thesis viene
prodotta in perdita e si paga l'assenza di prodotti di nicchia (come i
Suv) che permettono di avere maggiori margini di contribuzione. Le
strutture di engineering non hanno potere decisionale (è un caso che
General Motors abbia pagato il put a patto di poter disporre dei motori
multijet?). E come se non bastasse, i top manager non stanno in azienda
più di sei mesi,anche perchè Marchionne ha deciso di fare tutto lui. Si
potrebbe proseguire a lungo...
Non sono forse tutti segnali di un'azienda allo sbando? Perchè la
struttura di comunicazione dovrebbe esserne immune?
Personalmente mi chiedo se esistano ancora possibilità concrete per
salvare Fiat, non il Gruppo si badi bene! La Punto esce a settembre e da
quel momento si dovrebbero capire molte cose. Anche perchè al salone di
Francoforte (il tempismo torinese è fantastico come al solito) arriveranno
anche 207, Clio, Yaris, Polo....
Avanti Savoia gridava la cavalleria lanciata contro... i tank!
Enrico Ravini