Fiat
Inserito da Riccardo Garavaglia
il 27 Aprile 2005 - 07:02 Ciao Elena, ciao Lista. Di corsa. Ho visto la pubblicità (servizio pseudo redazionale) stampa Forse dobbiamo stare a guardare sviluppi ed effetti di queste azioni. Che la Lista sia con Voi. Riccardo Garavaglia. |
Esperienze, idee, visioni. Su internet







Re: Fiat
Inserito da Giuseppe Rollino il 4 Maggio 2005 - 11:59Salve a tutti,
mi permetto di dare il mio punto di vista sulla pubblicità che almeno un
obiettivo l'ha raggiunto: colpire, nel bene o nel male, l'attenzione di un
pubblico che credo sia piuttosto vasto. Insomma, la massima di Wilde è
rispettata.
Onestamente non trovo sia una caduta di gusto o altro. I marchi di Detroit
hanno adottato questa stessa leva (il sentimento nazionale) negli anni '80
per resistere all'invasione dei marchi Giapponesi e non ho sentito nessuno
fiatare in modo contrario. L'esperienza americana però è significativa per
il caso Fiat in altro senso.
Il problema non è tanto far leva sul sentimento nazionale (posso
interpretare il messaggio in tal senso: "Comprare i marchi stranieri è un
tale favore alle economie straniere che i tedeschi, i francesi, i
giapponesi e gli altri ti ringraziano. Quindi, compra italiano") che è uno
dei tanti possibili interruttori dei comportamenti umani; semmai, il
problema è la qualità complessiva di ciò che acquisti e la capacità di
trasmettere questo insieme di valori al potenziale cliente. Per
intenderci, trovo che Fiat abbia un grosso problema su quest'ultimo punto:
anni e anni di errori e di troppi compromessi qualitativi abbiano creato
un forte baratro fra la percezione del cliente e la realta del prodotto.
Talmente grosso che non è sufficiente fare una macchina buona per riparare
al problema; ne servono tante. Non basta aver fatto una Fiat Stilo buona
(indipendentemente dal successo ottenuto dall'auto), serve una storia di
auto di ottima qualità, per poterla poi comunicare a persone che partono
da un preconcetto: le auto FIAT sono di pessima qualità.
Personalmente trovo che questo baratro si sia creato negli anni '80 e sia
peggiorato nei successivi '90. Tanto per fare un esempio, la FIAT 127
(uscita di produzione sul finire degli anni '70 e sostituita dalla FIAT
RITMO) era un auto che aveva creato quello che oggi è il segmento C, le
famose MEDIE. Era un auto affidabile, innovativa, spaziosa, accattivante
con un motore che, come diceva sempre mio nonno (felice possessore per 25
anni di una 127 verde): "Poteva essere preso a martellate senza fermarsi
mai". Nonostante ciò, la Fiat ha inanellato in circa 20 anni prodotti
fallimentari a non finire. E con se' ha trascinato gli altri marchi (e
ancora non è riuscita a tirare fuori dal fango la Lancia).
Personalmente questo è il problema, che riguarda tutte le 4 P del
marketing, e non solo la comunicazione che, da sola, non ha mai fatto la
fortuna né la disgrazia di nessuna azienda.
Saluti a tutti.
Giuseppe Rollino
http://www.giusepperollino.com
Re: Fiat
Inserito da Gaetano Piazza il 28 Aprile 2005 - 08:02Salve Riccardo e un saluto a tutta la lista,
Lo spot che citi credo che sia un pò differente nel significato che
((
trasmette, non lascia l'immagine siamo (i produttori italiani) come i
migliori, metteteci alla prova, quanto un "se comprate dagli stranieri
loro sono contenti (ho visto la variante tedesca e francese, non oso
immaginare le varianti coreane, giapponesi, americane ecc) ergo anche noi
siamo bravi, non fateci piangere...
La sostanza è tra i marchi messi in fila figurano FERRARI, MASERATI, ALFA,
LANCIA oltre che FIAT.
Stimo che il danno all'immagine di tali marchi in Italia sia semplicemente
incalcolabile.
Non so se dietro c'è la stessa mente "criminale"
dello spot Alfa...
comunque poco ci manca.
Onestamente sarebbe stato il caso di far vedere un repertorio dei processi
)
di lavorazione che vengono effettuati per far nascere una Fiat dalla
progettazione alla galleria del vento, alla catena di montaggio Hi tech
alle prove su strada in ambienti ostili... (se qualche casa del gruppo
Fiat vorrà utilizzare l'idea non avanzerò diritti
Sarebbe il caso per la comunicazione del Gruppo Fiat iniziare seriamente a
vendersi bene la Sua Storia e la Sua Tecnologia, per far capire le
differenze reali e tangibili anzichè sperare in forme di..... non so
cosa...
Credo che la sola proposta di immagine (in questo caso neanche quella) o
di comunicazione senza contenuti che differenziano realmente forse qui non
basti più.
Si è fatto un mix simil-patriottico che è sicuramente penoso e dannoso.
1000 volte meglio il DJ TD o l'assciuffatela amici....
Ve lo immaginate qualcuno che decide di comprare una Ferrari o una
Maserati sulla scorta di "non voglio far piangere gli Italiani"???
Direte, ma lo scopo era affiancare Ferrari a Fiat.... ma credete che sia
questo il modo???
Scusate la scarsità in termini di analisi tecnica, ma come al solito ho
scritto di getto.
Grazie a Riccardo che ha notato lo Spot.
Salutoni
Gaetano Piazza
gaetano [dot] piazza [at] siportal [dot] it
Siportal Srl
Responsabile Marketing
Re: Re: Fiat
Inserito da Francesco De FeudisBhe, non so proprio come fai ad affermare che lo spot in questione non
comunichi quello. Se anche tu lo hai scritto vuol dure che qualcuno deve
averlo pensato e te lo ha fatto notare!
Ogni volta che comprate un'auto francese i francesi vi ringraziano. Perchè
non comprate un'auto italiana? Siamo come loro.
Mi sembra abbastanza intuitivo! Ed è chiaro che lo spot punta a prodotti
di massa e non alle auto di lusso.
comunque poco ci manca.
Ferrari è del gruppo Fiat da decenni. Ammesso e non concesso che la Fiat
abbia costruito cessi di auto negli ultimi 30 anni, non mi sembra che
l'immagine Ferrari ne sia stata danneggiata. La Maserati era nella m....
fino al collo ed ora, pur non navigando in ottime acque, ha perlomeno
tirato fuori alcuni modelli che vendono. L'Alfa ha riscosso una serie di
successi nelle vendite. Mi sembra che il tuo ragionamento sia proprio out.
Lo è ancora di più se applicato alla sola Italia visto che difficilmente
vi può essere un italiano che non sappia che questi marchi fanno tutti
parte del gruppo Fiat. Anzi, potrebbe essere motivo di vanto. La Ferrari
che negli anni scorsi, e speriamo anche in questa stagione, vinceva i gran
premi di Formula Uno fa parte del gruppo Fiat. Le Ferrari da strada le
produce il gruppo Fiat. Le Alfa, tanto apprezzate all'estero, sono
costruite dal gruppo Fiat.
La realtà è che gli italiani sono esterofili. Non si sentono in grado di
fare cose importanti e pensano che la tecnologia possa essere sviluppata
solo all'estero.
In merito, poi, alla mente criminale dello spot Alfa, che anch'io ho
duramente criticato su questa lista, non mi sembrava che lo spot fosse
imbecille o inutile. Personalmente non condividevo la forma e mi sembrava
una mancanza di fantasia, ma che potesse produrre danni incalcolabili non
lo immaginavo affatto!
Perchè non utilizzare anche un bel filmatino di Nilla Pizzi che gira per
Sanremo con la sua Cinquecento nuova fiammante?
La pubblicità è una cosa e l'informazione un'altra. La tecnologia, le
prove ed altro possono essere ottimi argomenti da comunicare ma non
possono trovare spazio in 30 secondi. Per questo ci sono le riviste
specializzate, le trasmissioni tv, le prove in concessionaria...
Su questo sono d'accordo ma... si tratta sempre di comunicazione! Il punto
è capire se la "Sua Storia e la Sua Tecnologia" esistono o no! Perchè se
la tecnologia esiste e viene comunicata allora, se le auto non si vendono,
è il consumatore che è un cretino e quindi bisogna far leva su altri
argomenti! Ma se storia e tecnologia non esistono allora non vedo cosa
potrebbe "vendersi" Fiat! In questo caso serve una comunicazione che
utilizzi altri argomenti!
Lo spot non è rivolto a chi vuole acquistare Maserati o Ferrari. E'
esattamente l'opposto: chi vuole acquistare un'utilitaria troverà
sicuramente stimolante sapere che la sua automobilina, per quanto piccola,
è costruita da chi produce anche Ferrari e Maserati!
Ferrari non fa pubblicità! Non ne ha bisogno. Ne parlano fin troppi e poi
partecipa in Formula Uno.
Maserati, ovviamente, ha una pianificazione molto mirata e di certo non
andrebbe in tv.
Alla ghigliottina chi ha ideato questo spot!
Personalmente non ti scuso per un motivo molto semplice: hai firmato il
messaggio con l'indicazione della tua posizione in azienda ("Responsabile
Marketing"). Non puoi permetterti un'analisi così superficiale. Non devi
espriemerti come un consumatore.
bye.
francesco
Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Guglielmo Pizzinelli il 4 Maggio 2005 - 07:59Beh, se ti riferisci a quello della 147 uscito subito dopo che la BMW ha
copiato l'auto all'Alfa, io trovo che fosse una piacevole ventata di aria
fresca in termini di comunicazione.
Il prodotto 147 era già noto, posizionato e stravenduto. Lo spot diceva in
maniera ironica ed elegante: 1) ci avete copiato un modello; 2) non lo
avete fatto neppure tanto bene in ternmini di linea e - subliminalmente -
di prezzo.
Nilla Pizzi magari no, ma se ci metti la Venier secondo me una fascia di
pubblico la tiri dalla tua.
Beh, partire dal pressupposto che il consumatore possa essere cretino, mi
pare vada contro tutte le leggi del marketing.
Che significa? Se non capisci che macchina favolosa è la Lybra, allora sei
scemo?
Non sono molto d'accordo. L'analisi era sì un po' superficiale, ma la
comunicazione fine a se stessa non funziona. La comunicazione che viene
capita e apprezzata nella sua interezza solo da altri addetti ai lavori
(altri markettari, per intenderci) funziona ancora meno.
Le TV sono piene di spot pensati per autocompiacere gli autori o gli
imprenditori (vogliamo parlare di quelli con Giovanni Rana o Francesco
Amadori?).
Credo sia fondamentale mettersi nella testa dei consumatori nel momento in
cui si imposta o si approva una campagna di comuncazione. Magari anche al
suo fianco, dandogli "di gomito" con qualche trovata carina o divertente.
Oppure puntando a fargli capire che se compra un'auto X, soddisfa alcuni,
se non molti, dei suoi bisogni. Vedi lo spot Yaris dove in 30 secondi ti
dicono tutte le incredibili dotazioni di serie che ti forniscono con
l'auto.
Insomma, essere responsabile marketing significa far vendere. Non dirsi
"come sono bravo!".
Cordiali Saluti,
Guglielmo Pizzinelli
Marketing e Comunicazione - Comet Records
Re: Re: Fiat
Inserito da Pierfranco G. B. il 29 Aprile 2005 - 15:37ciao Lista, ciao Elena, ciao Fiat ( se legge)
Il problema della Fiat si può riassumere allegoricamente nelle poche righe
qui sotto, ricavate dal sito di motorbox sulla nuova Croma, link inserito
subito dopo. Tra due pagine di note più o meno positive appare questo.
Dopo la linea di Giugiaro, una migliorata e tangibile qualità complessiva,
pare che non ci si possa stare seduti comodamente, e visto che non si
riesce a guidare da in piedi...e che non è una citycar per brevi
spostamenti...
Quindi non c'è pubblicitario che tenga, se la prima caratteristica del
prodotto non va:
se lui è bravo magari la compro, ma ricorderò poi Fiat ( perlomeno le mie
terga...) ogni volta che salirò in macchina, sentendomi turlupinato.
Ecco, questa è la "filosofia" che ha animato il Gruppo nei confronti di
Clienti, Fornitori e Partners negli ultimi 30 anni e dalla quale dovrebbe
emendarsi, per convincere tutto coloro che hanno motivi di "ricordare"
negativamente....dopodichè evviva la pubblicità!
Vi risparmio l'elenco (lunghissimo) di casi personali, che comunque non
farebbero testo ( potrei essere stato solo "sfortunato" decinaia di
volte...compresa la volta dove, provando una Lancia Lybra mi sono
tagliuzzato la mano con la maniglia interna della porta, lato
passeggero...non l'ho comprata...).
Sono ovviamente a disposizione di Fiat e di chiunque lo desideri per
recitare l'elenco completo.
Cordiali saluti / Freundliche Grüße / Kind regards
Pierfranco G. B.
"TIRAMOLLA Chi ha calibrato le misure fondamentali del posto di guida deve
avere le braccia estensibili come quelle di Tiramolla. Il volante molto
alto e parecchio inclinato in avanti, come quello di una monovolume di
prima generazione o di un furgone. Anche regolando il volante in altezza e
profondità, la posizione rimane scomoda e l’inclinazione costringe a
staccare la spalla dal sedile quando si sterza. L’unico rimedio rimane
quello di alzare e spostare in avanti il sedile, con la cornice superiore
del parabrezza, piuttosto arretrata, che incombe se non avete proporzioni
da fenicottero. Anche il miglior compromesso alla lunga si dimostra
scomodo.
Sarebbe sufficiente spostare l’escursione della regolazione del volante
più in basso…"
http://www.motorbox.com/Auto/V isteeProvate/Le_Nostre_prove/f iatcroma.htm.. .
Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Andrea Caretta il 4 Maggio 2005 - 13:34Gentile Lista,
non sono certo un esperto di marketing, ma in questa occasione provo per
la prima volta a intervenire nel dibattito.
Dopo la visione dello spot credo che in questa campagna pubblicitaria ci
sia il tentativo, secondo me riuscito, di recuperare un'immagine di
gruppo, cosa che finora FIAT non aveva mai fatto. Visto che la
comunicazione, la ricostruzione di un'immagine, sono state spesso
decisive per il rilancio di marchi automobilistici, i casi di Renault e
Citroen sono esemplari, questa prima campagna di spot, volutamente e
necessariamente provocatoria, forse vuole essere il primo passo per una
campagna di comunicazione più omogenea.
I marchi Fiat, Lancia, Alfa, per
non parlare di Maserati e Ferrari, dal punto di vista del prodotto già si
propongono a target diversi. Il tentativo però di farli percepire come
facenti parte di un'unica realtà a me non pare sbagliato.
Andrea
Re: Re: Fiat
Inserito da Giuseppe Rollino il 11 Maggio 2005 - 12:50Salve a tutti,
a mera continuazione di quanto introdotto dalla discussione in corso,
segnalo a tutti che lo spot della FIAT pare abbia creato qualche reazione
da parte dei tedeschi che, attraverso i propri media, si sono parecchio
indignati.
Il "Frankfurter Allgemeine Zeitung", cita una lettera di protesta scritta
a Luca di Montezemolo dal direttore dell'Istituto culturale tedesco Villa
Massimo di Roma, Joachim Blueher.
Anche il giornale finanziario "Handelsblatt" ha reagito con un articolo
dal titolo "Italiener, kauft italienisch" ("Italiani, comprate italiano"),
ironizzando sul fatto che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi,
immortalato mentre telefona comodamente seduto sulla sua Audi "A8"
superblindata. Pare inoltre che diverse Case straniere operanti in Italia
stanno pensando di contrattaccare, magari utilizzando la stessa arma
dell'ironia scelta dai pubblicitari Fiat.
Insomma, la FIAT rischia di avere una reazione contraria nei mercati
stranieri a quello che voleva attivare in Italia.
Saluti a tutti
Giuseppe Rollino
http://www.giusepperollino.com
Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Manu il 13 Maggio 2005 - 07:20Buongiorno Lista,
trovo interessante questa reazione sullo scenario internazionale e mi
ricollego al messaggio di Giuseppe per fare una domanda e sollevare un
dubbio:
non è possibile avere un abstract dell'articolo? al di là del commento su
le abitudini del nostro cavaliere, sarebbe interessante vedere in quale
altro modo commentano questa pubblicità, che a mio avviso è assolutamente
senza senso e inappropriata.
E adesso cosa succede? Si risolleva il problema BMW/ALFA? si riparte da lì?
Come sempre,
i miei migliori saluti.
Manuela Boscarato
Re: Re: Fiat
Inserito da Gerardo D'andreaCiao alla lista e ciao a Elena,
Vorrei inserirmi in questo thread perchh mi appassiona particolarmente.
Pur essendo sintetici bisogna per un momento valutare cosa sia stata la
FIAT decenni fa e cosa erano decenni fa i concorrenti.
Pensate alla VW che produceva praticamente un solo modello in sole due
versioni (chiusa ed
aperta). Motore posteriore 4 cilindri contrapposti raffreddato ad aria. Un
modello progettato nel 1933.
Negli anni '70 ci fu una rivoluzione strategica: molti modelli e versioni
(GOLF, POLO,
PASSAT, JETTA, SCIROCCO). Tecnologia completamente diversa. Motore e
trazione anteriore o
intergale, 4-5-6 cilindri in linea, motore diesel, raffreddamento ad acqua.
Da allora fino ad oggi la trasformazione della percezione del marchio VW h
radicalmente
cambiata (chi potrebbe oggi associare al marchio VW auto di progettazione
superata, lente,
scomode e rumorose, anche se affidabili, ottimamente assemblate e
durature?).
Per una virata a 1800 di questa portata e per cambiare la percezione del
marchio ci sono voluti perr 30 anni.
Non basta una serie di messaggi ben azzeccati, anche se dal punto di vista
della comunicazione la FIAT h una spanna sugli altri (mi fa impazzire il cambio
DFN rispetto alla massa di acronimi tecnologici: ABS, ESP, SRS, ecc...).
E' necessario che la FIAT continui per un bel po' a fare auto ben fatte a
prezzi piu' bassi
del 10-20% e con una comunicazione azzeccata per rifarsi una faccia dopo
anni di delusioni.
Per esempio: invece di chiamare la riedizione della 500 "Trepiuno" (ma che
roba e'?), perche' non rispolverare il semprevivo "Cinquino"?
Possibile che nessuno ci abbia pensato?
Forse impegnarsi in un cambio di gestione cosl pesante e difficile dipende
anche dalla vera
volonta' della proprieta' di rimanere nel business dell'auto. Per esempio la
scelta di vendere
il brevetto del common rail e' senz'altro valida finanziariamente in un
ottica di breve
periodo, ma in una visione strategica non paga (ve lo immaginate il valore
aggiunto in
immagine e prezzo se FIAT fosse l'unica a contendere il mercato dei diesel
ad alte prestazioni alla VW?).
Saluti a tutti.
Gerardo D'Andrea
dandrea [at] pccom [dot] it
Re: Re: Fiat
Inserito da Manu il 3 Maggio 2005 - 07:27Buongiorno Lista,
velocemente (siamo sempre tutti di fretta!) rispondo con una piccola
provocazione.
Lo spot Fiat in realtà non suona come "comprate i nostri marchi e farete
felici gli italiani" ma come "comprate i nostri marchi e farete felici i
paesi dell'est".
perchè, non dimentichiamolo, fiat sta mettendo in mobilità troppi suoi
dipendenti per trasferire la produzione in paesi dell'est (Europa e Asia).
E allora a noi italiani cosa viene in tasca? a me che non faccio parte
della famiglia di sicuro niente....se non la consapevolezza che non mi
conviene mandare lì un cv per farmi assumere....
omaggi
Manuela
Re: Fiat
Inserito da Franco LiuzziCredo che siamo di fronte ad un'operazione disperata.
La quota di mercato del gruppo Fiat in Italia si è ulteriormente
ridimensionata (c'é stata un'epoca in cui era il 55%).
La campagna vuole stimolare un acquisto sciovinistico, un "comprare
italiano" che credo non appartenga alla nostra cultura.
Credo di ricordre che nel 1973 (?), Fiat abbia tentato la carta
dell'ingresso in un nuovo segmente con la 130, auto straordinaria che
puntava a competere con Bmw e Mercedes.
L'operazione si rivelò un clamoroso flop. Il posizionamento della Fiat era
quello di una casa automobilistica in grado di produrre utilitarie e
berline e mancò quindi la "credibilità" del prodotto. Una certa parte la
svolse il naming del prodotto. La sequenza numerica (124, 125, 126, 127,
128) lasciò intendere che si trattava di un'ulteriore berlina.
Credo poi che in questa campagna ci sia il tentativo di far percepire
tutti i brand come facenti parte di un unico gruppo. Non credo che
l'intera Opinione Pubblica sappia dell'esistenza della grande famiglia.
Franco Liuzzi
Re: Re: Fiat
Inserito da Guglielmo Pizzinelli il 11 Maggio 2005 - 07:47Buongiorno a tutti,
io credo sia un po' l'ora di smetterla di sostenere questa tesi del "ha
fatto comunque parlare di sè".
Ad esempio, il film "Supersize Me" ha fatto molto parlare di McDonalds, ma
estremamente in negativo. Lo stesso dicasi per eventi e/o comunicaziuoni
legati a Microsoft, Philip Morris etc.
Il tempo del "se ne parli bene o male, purchè se ne parli" è finito, se
non per personaggi dello show business quali Britney Spears, Puff Daddy e
pochi altri.
Se abbiamo stabilito che non si comprano auto per curiosità, come si
compra un Cd, e che tantomeno si compra Fiat per fare tendenza, allora
diventa fondamentale la credibilità prima di tutto del prodotto e poi del
marchio. Nulla contro scarpette e magliette, ma non sono i gadget che
risollevano la credibilità di un marchio.
E se si arriva a ridere anche su un quotidiano, come abbiamo visto qui,
della comunicazione di un gruppo, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E
di brutto.
Sarà anche vero, poi, che alcuni moduli e componenti delle auto oggi, così
come delle moto sono diffusi su più modelli e marchi e standardizzati. Ma
è la qualità dell'assemblaggio e dei componenti accessori che incide
altrettanto sull'affidabilità.
Ho un bell'avere un navigatore che mi porta dove voglio, se poi l'auto mi
lascia a piedi per un banale guasto elettrico o elettronico. O perchè una
cinghia di distribuzione cede dopo 60.000 km invece che dopo 110.000 come
su una giapponese.
L'idea di comunicazione e di marketing oggi è sempre più confusa. Forse
perchè si fa sempre più confusione tra il concetto di avere vendere un
prodotto da vendere e fare marketing.
L'altra settimana è bastata una semplice domanda per mettere in crisi un
personaggio, titolare e sedicente esperto di web marketing per una
dot-com, che sproloquiava di marketing e strategie di comunicazione.
Non che io sia un guru, beninteso, ma mi faccio spesso molte domande su
cosa non capisco...lui evidentemente no.
La domanda era: perchè non vediamo pubblicità di moto in TV.
Analogamente, si poterbbe chiedere qualcosa di simile ai responsabili
comunicazione di Fiat..chissà...
Ciao,
Guglielmo
Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Roberto Venturini il 13 Maggio 2005 - 16:14Anch'io mi faccio molte domande - e molto spesso rispondo "non lo so". Ma
questa, forse la so, perche' ho gestito clienti del settore.
La risposta, almeno ai tempi in cui me ne occupavo, era che non c'erano
budget sufficientemente corposi (pensa che il mio cliente , nota casa
orientale, aveva un budget annuale appena sufficiente a comprare una
decina di pagine all'anno, divise fra le varie testate specializzate -
roba che ci compravi un solo passaggio da 30 secondi l'anno...).
E, probabilmente, anche per clienti piu' danarosi, la TV era un mezzo con
una dispersione troppo elevata, tipo 80% dei telespettatori non potenziali
acquirenti di moto...(invento)
Pronto ad essere smentito
Omaggi alla lista
Roberto
Re: Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Francesco De FeudisRispondo a Roberto Venturini (moooo, quanto mi piace intervenire sui suoi
interventi!!!).
Non parlo da adetto ai lavori (permettetemi questa espressione) ma da
motociclista.
In effetti il settore delle due ruote andrebbe diviso in due (scusate il
gioco di parole): scooter e motocicli. Il motivo è evidente: il primo
segmento interessa potenzialmente una massa di persone considerevole,
mentre la seconda è decisamente più limitata. Lo scooter è un mezzo alla
portata di molti, sia in termini di costo di acquisto che di guidabilità.
Una moto oramai (sigh!) ha costi equivalenti a quelli di un'auto ed una
potenza che a molti può non servire, oltre che spaventare.
Chi acquista uno scooter lo fa per muoversi agevolemente in città e per
altre ragioni di natura per lo più pratica. Chi acquista una moto, invece,
è spinto da altre motivazioni. Poi, certo, può anche usarla in città.
Secondo me il bello a livello di comunicazione nel settore moto è che si
tratta, per utilizzare un termine di moda, di una classica community che
vive quasi di logiche e regole sue. Vi è la passione innanzitutto. Poi vi
sono le riviste di settore, i motoraduni e, cosa non da poco, gli amici,
gli amici degli amici, con cui si condivide quella passione, si scambiano
notizie, si vive il prodotto moto. Ah, dimenticavo le corse, roba mica da
niente!
La comunicazione di una motocicletta, lo dico da venditore di spazi, non
può passare attraverso la pubblicità. Credo non ne abbia nemmeno bisogno.
Oltretutto il target dei motociclisti è davvero eterogeneo: provate a
proporre ad un guzzista una giapponese! O parlate di una Harley ad un
affezzionato di quattri cilindri in linea...
Sarebbe davvero dispersivo utilizzare la tabellare per qualcosa che gode
già di molta visibilità, spesso gratuita!
bye.
francesco
Re: Re: Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Massimo Tegon il 18 Maggio 2005 - 07:29Non condivido le affermazioni di Francesco De Feudis (spero non me ne
voglia), che dice:
"La comunicazione di una motocicletta, lo dico da venditore di spazi, non
può passare attraverso la pubblicità. Credo non ne abbia nemmeno bisogno.
Oltretutto il target dei motociclisti è davvero eterogeneo: provate a
proporre ad un guzzista una giapponese! O parlate di una Harley ad un
affezzionato di quattri cilindri in linea..."
Vorrei ricordare che il fatto "certo" di riconoscere il possibile cliente
(nella fase del processo di Microsegmentazione)
come appartenente ad un gruppo (la cosiddetta segmentazione tribale)
(esempio citato dai libri di marketing appunto Harley Davidson)
ci permette di definire delle strategie. (che non sto qui ad elencare)
Oltre a questo ritengo necessario distinguere (il primo dal successivo
acquisto).
Ci sono due tipologie di clienti:
1) coloro che ancora non appartengono alla tribù specifica (Harley o
Japan) ma vorrebbero una moto.
2) quelli che già appartengono alla tribù specifica e in questo caso
Francesco ha ragione : chi compra Harley non compera poi Honda...
Tuttavia chi compra Honda può comprare Yamaha!! Senza citare quanti poi
passano dalla moto allo scooter per andare in giacca e cravatta in
ufficio? O perchè la moglie ha paura della moto? E quelli che hanno sia
moto che scooter?
(il mio vicino ha una Harley e uno scooter, io una Honda e uno scooter)
Indipendentemente dal mezzo potrei decidere di fare una campagna di
comunicazione su coloro i quali diventeranno i miei futuri clienti....
e a tale proposito ti ricordo che a metà degli anni 80 (strategia
successivamente abbandonata) Pepsi Cola decise di riposizionare il leader
Coca Cola rivolgendosi alle nuove generazione con la campagna "The choice
of new generation" la scelta della nuova generazione, al fine appunto di
crearsi una futura generazione di clienti...Pepsi iniziò cosi' a
riguadagnare grandi quote di mercato...e poi come sempre si montò
nuovamente la testa ricambiando strategia (questa affermazione è dei papà
del Posizionamento Al Rjies e Jack Trout)
Saluti a tutti.
Massimo Tegon
massimo [dot] tegon [at] bitbeep [dot] it
www.bitbeep.it
Re: Re: Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Guglielmo Pizzinelli il 18 Maggio 2005 - 10:21Giustamente. Al di là del fatto che per un motociclista, quando si parla
di moto, lo scooter non viene neppure preso in considerazione.
Alla mia domanda, il Mario Gilera sedicente esperto di Adv e Mktg, aveva
risposto "Mah, io vedo quelle del Burgman", beccandosi in risposta un
gelido "Il Burgman è uno scooter, non una moto" dal suo collaboratore
-evidentemente motociclista - seduto di fronte a me.
Mi pare una opinione priva di riscontro.
Le pubblicità di moto esistono eccome. Il fatto che non si vedano in TV,
come detto, non vuol dire che non fioriscano sulle riviste di settore e
non.
Mentre è infatti intuitivo e persino sovrascontato fare ad per una moto su
riviste come Motociclismo, In Moto etc, diventa azzeccato e più opportuno
farle -come accade- su testate di lifestyle di vario target, da GQ a
RollingStone, da Gulliver a Men's Health ( e potrei continuare)
La moto è anche e soprattutto un giocattolo, un lusso per quella parte di
noi maschi -ma non solo, vedi motocicliste.it- che non sono mai cresciuti
del tutto.
E' anche il sogno, lo sfizio, la soddisfazione che non è mai tardi
togliersi. E che costa. L'acquisto emozionale (da Fazer a Harley) o
d'immagine (BMW).
Le differenze tra gusti e appassionati di vari tipologie che evidenzi tu,
parimenti hanno poco impatto sull'opportunità di fare ad o no - al di là
del fatto che nessuno sano di mente farebbe la pu della Kawa z750 su un
giornale di Bikers, ovvio.
Quindi, fammi capire, siccome ci sono un sacco di auto per la strada con
caratteristiche evidenti, sarebbe dispersiva anche la pubblicità per quel
settore?
Ciao,
Guglielmo
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Francesco De FeudisEhm... a dire il vero mi riferivo solo alla pubblicità in tv. In effetti
la mail non era chiarissima. Tuttavia ho anche fatto un accenno alle
riviste di settore...
fdf
Re: Re: Re: Re: Re: Fiat
Inserito da Davide Wallach il 18 Maggio 2005 - 08:58ciao lista tutta ed elena in particolare
il thread FIAT sta diventando "pubblicità delle moto"....
condivido l'intervento sulla pubblicità per motociclisti quasi al 100%
da motociclista (bmwista e quindi snob per definizione
riconosco
esattamente quello che dice anche Francesco sul fatto di essere una
comunità particolare con regole tutte sue ed un codice di comunicazione
molto particolare (avete mai visto automobilisti salutarsi quando si
incrociano???)
però da markettaro il dubbio mi sorge.
anche la mercedes e la jaguar non si facevano pubblicità perchè erano
"chissachi". eppure alla fine hanno ceduto alla volgare pubblicità, ed
evidentemente perché i famosi ROI ci sono.
il trend del mercato motociclistico oggi mi pare proprio che porti in
quella direzione. come dice Francesco è vero che ad oggi ci sono
scooter/motorini e moto, ben separati l'uno dall'altro. Ma il mercato moto
si sta segmentando sempre più, ed alla segmentazione segue quasi sempre un
impegno in comunicazione.
Il settore "moto di lusso" è infatti in enorme ascesa e nettamente in
separazione da quello delle moto "per tutti" (quasi semrpre made in japan;
lo dicevo che ero un bmwista!!!). Una volta c'era solo la BMW a costare
tanto. Poi sono risorte le varie Triumph, Guzzi, Ducati. Tutte con
prodotti da diverse migliaia di euri e con una identità ben precisa. Ed
ora ci sono un fottio di case che fanno moto semi-artigianali a prezzi da
orafo fiorentino (MV Augusta)
insomma, pensate che tutto questo impegno (che evidentemente va a cadere
su un mercato che in crisi non è per nulla) non sfocierà prima o poi in
vera e propria pubblicità? è proprio da escludere questa ipotesi?
DAv
Re: Fiat
Inserito da Vittorio il 3 Maggio 2005 - 12:28Ciao lista
ecco in sequenza le mie reazioni dopo aver visto per 3/4 giorni lo spot:
1 giorno: beh lavorano sull' "emozionale", in fondo in un momento di crisi
puo' essere giusto puntare sul sentimento nazionale (...se esiste)
2 giorno: certo che questa pubblicità mi lascia un senso di fastidio che
non mi piace, in fondo non posso essere io quello che "fa andare male
l'italia..".
3 giorno: cavolo!! ma questi mi stanno accusando di fare andare male
l'italia (o meglio gli altri paesi) perche' non compro i loro prodotti!
Ieri sera ho razionalizzato tutte le mie reazioni che sintetizzo di
seguito:
ma possibile che se il cliente non compra un prodotto, il colpevole sia il
cliente stesso??!! non dipenderà dal prodotto e dal marketing?
si sono chiesti alla fiat se i loro prodotti sono percepiti di qualità
pari a quelle delle altre marche?
ci sarà un motivo per cui gli automobilisti comprano macchine francesi,
tedesche o giapponesi. non puo' essere solo per fare un dispetto alla fiat!
In questo spot ci vedo molta, troppa presunzione come se ne vede tanta in
questo periodo (noi siamo i buoni, tutti gli altri i cattivi....)
saluti
vittorio
Re: Fiat
Inserito da Stefania Palazzesi il 9 Maggio 2005 - 14:08Salve a tutti,
noto con piacere che a prescindere della qualità o meno dello spot Fiat,
l'agenzia che lo ha pensanto ha ragiunto in parte il suo scopo: far
parlare del Gruppo Fiat.
E' innegabile che negli anni Fiat non ha di certo sempre interpretato gli
standar di qualità, estetica e confort che gli altri competitors
internazionali hanno.
Vorrei porre l'attenzione su uno dei sensi che il marketing ha, cioè quello
di accrescere la notorietà di un brand!
E ritengo che con queto spot la Fiat abbia fatto centro e questo è
dimostrato anche dalle numerose e-mail arrivate alla nostra lista.
Ritengo anche che oggi come nel passato gli italiani non sempre sono stati
nazionalisti sul discorso di acquisto delle auto.
Non so se siete mai passati davanti alla Mirafiori a Torino, nel
parcheggio la metà delle auto sono straniere... non è che con questo che
uno è costretto ad acquistare auto dal proprio datore di lavoro ma è vero
che grazie a quel lavoro che la loro famiglia poù andare avanti.
Di certo lo spot in oggetto riuscirà a risollevare le sorti della Fiat
poichè forse i suo management doveva persarci prima e non arrivare quando
la situazione economica è abbastanza disastrosa come adesso... dove il
mercato auto sta percependo cali di vendite a livello internazionale da
qualche periodo ormai.
Ciao a tutti
Stefania Palazzesi
ASTEL sas
di Palazzesi Fiorenzo & C.
Mailto: perastel [at] tin [dot] it
Tel 0731 878631 - 0731 878572
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Re: Fiat
Inserito da Marco Tosi il 4 Maggio 2005 - 08:03Vorrei intervenire andando un po' al di là del puro confronto sul
prodotto, che secondo me è solo una conseguenza di un sistema malato da
tempo che sta lentamente peggiorando.
Sono stato fornitore di Fiat, ho conosciuto un po' anche dall'interno lo
stile e la cultura di questa organizzazione.
Il mio parere è che i prodotti di questa azienda (Fiat, non Ferrari che è
un'azienda totalmente diversa) riflettono esattamente lo stile dominante
del sistema di management: i prodotti sono il risultato di una cultura
supponente, verticista, burocratica, che lascia zero spazio all'iniziativa
personale, in cui la capacità imprenditoriale dei singoli è punita e non
premiata, per cui clienti e fornitori sono polli da spennare e non partner
da ascoltare.
Nessuna sorpresa che l'azienda sia in queste condizioni oggi. E i cinesi
non c'entrano nulla. Il mio parere è che, nonostante gli spot, non si
salverà. O perlomeno non si salverà da sola. E purtroppo prevedo che
saremo ancora noi a pagare l'agonia del dinosauro: sono pronto a
scommettere che prima o poi (ma non manca tanto) arriverà l'agognato
salvataggio di Stato.
Che li mettiamo alla prova o no, alla fine comunque ci toccherà pagare...
Saluti a tutti!
Marco Tosi
Amministratore Delegato
IconMedialab Italia
Re: Re: Fiat
Inserito da Cristian Jean Jaures SettiBuongiorno Elena, Buongiorno Lista.
Spendo anch'io due parole sull'argomento Fiat Auto.
Ovviamente la questione è complessa e si dipana lungo la storia del nostro
paese a partire dal secolo scorso.
Il mio sospetto è che il problema di fondo non sia esclusivamente legato
all'advertising.
La mission di Fiat dovrebbe essere quella di fare buone auto, l'esempio
della 127 che non si ferma "neanche a prenderla a martellate" mi sembra
molto significativa ed una brillante idea per un futuro advertising, che
ovviamente dovrebbe poggiare su politiche di brand image speriamo coerenti.
Mi preme sottolineare che alla base ci deve essere un prodotto valido, con
un pricing se non aggressivo quantomeno competitivo con la concorrenza
tedesca, francese o di qualunque altro paese europeo e non.
In riferimento alla leva "nazional-sentimentale" attuata da Detroit per
arginare l'invasione giapponese, dobbiamo tenerer conto che il prodotto GM
non ha tradito in quel periodo almeno le aspettative legate allo styling
del prodotto e soprattutto ad una qualità globale comunque valida.
È comunque vero che le poliche di TQM e BPR portate avanti da Toyota & Co.
hanno rivoluzionato il modo di fare e vendere auto in tutto il mondo e che
i colossi americani hanno pagato gli estremismi fordisti e post fordisti
in termini di gestione delle risorse umane, materiali e strategiche.
Fiat, non nascondiamocelo, ha perso in 20 anni molte battaglie di prodotto.
Automobili mal targhettizzate e fuori mercato in termini di rapporto
qualità/prezzo, hanno logorato l'immagine del marchio e di quelli
correlati, lasciati volontariamente e colpevolmente nell'oblio quando non
relegati alla dannosa creazione di cloni.
Il fatto che ci faccia costante ricorso alla cassa integrazione, che si
mantengano attive linee di prodotti ormai invendibili, che nel presente
solo "Alfa" e l'ex polo del lusso "Ferrari-Maserati" (lontano dai gangli
del potere di Torino) facciano parlare di se' per la qualità ritenutea
intrinseca ai marchi dovrebbe farci meditare sul rapporto che gli italiani
hanno con questa azienda.
Questa campagna "emotiva" può essere forse indirizzata ad un recupero del
feeling con il mercato nazionale, cosa comunque importante, ma che si
potrebbe fare con strategie più costruttive: Alfa ha recuperato immagine e
quote realizzando prodotti qualitativamente validi e con uno stile
personale, discutibile d'accordo, ma finalmente l'Arna e l'Alfa Sud
sembrano lontane nella memoria....
Un caro Saluto
Christian J.J. Setti
www.bluevenom.it
chris [at] bluevenom [dot] it
Re: Re: Fiat
Inserito da Cristian Jean Jaures SettiBuongiorno Elena, Buongiorno Lista,
In un post inviato poc'anzi accennavo, solo marginalmente ai "gangli del
potere Torinese", il messaggio di Marco Tosi mi rincuora ed incupisce al
tempo stesso.
Personalmente ho potuto riscontrare lo stile Fiat che purtroppo non ha
niente a che fare con il tanto propagandato "Stile di casa Agnelli".
Purtroppo possolo solo confermare che le best practices di Fiat auto sono
permeate dalla supponenza di essere un azienda grande e badiamo bene non
una "Grande Azienda".
A chi vive o ha vissuto la realtà dell'indotto, non dovrebbe essere ignoto
il modo di fare del management Fiat, a partire dalle politiche di
pagamento con emissioni di pagamenti a fornitori e terzisti a 180 giorni,
volute per strangolare un tessuto di piccole e medie imprese, soggiogate
da strategie di acquisto che riducono i margini dei fornitori all'osso e
impediscono di gestire clienti altri da Fiat.
Per quanto riguarda la gestione delle risorse umane , impera ancora il
fordismo piu' radicale, "ovviamente" le risorse umane sulle linee
produttive vengono gestite come fossero propagini delle macchine, non
esseri umani; Anche a livelli superiori il libero pensiero e le idee
brillanti non vengono incoraggiate, anzi, come commenta laconico un
collega che ha lavorato da quelle parti "Potessero cucirti il cervello
oltre alla bocca l'avrebbero già fatto..."
Altro fatto strano, che qualche perplessità in termini di best practices
potrebbe lasciarla, riguarda i nomi e soprattutto i cognomi di piccoli e
grandi dirigenti del gruppo, sarà un caso ma molto spesso i suddetti si
ripetono identici nelle generazioni....alla faccia della meritocrazia...
La speranza è che si riesca a venire fuori dalle secche che caratterizzano
la situazione odierna senza farla pagare (cara)a tutti, ossia tramite una
nazionalizzazione che oltre ad andare contro le leggi del mercato
caricherebbe lo stato di un ulteriore debito e a mio avviso trasformerebbe
la Fiat in una futura Rover portando ulteriore livore da parte della
nazione nei confronti di un'azienda che a quel punto potrebbe rinunciare
agli obiettivi di mercato per farsi mantenere dal paese (ma non dovrebbe
essere il contrario?!)
Un caro saluto
Christian J.J. Setti
www.bluevenom.it
chris [at] bluevenom [dot] it
Re: Fiat
Inserito da Ambrogio Ghezzi il 4 Maggio 2005 - 08:49Un saluto a tutti.
Non sono giovane ma neanche così anziano da aver vissuto il periodo
fascista.
Ho però sentito parlare degli anni dell'autarchia.
Forse sono tornati?
In un momento in cui l'Unione Europea non è poi così certa - basta
guardare cosa sta succedendo in Francia - una campagna del genere è
l'ennesima buccia di banana della nostra "amat"a Fiat.
Questa azienda ha sempre fatto quello che ha voluto a spese di tutti noi
italiani.Da tempo però gli eventi hanno presentato il conto.
Le magagne dei vari modelli (e delle varie marche esclusa Ferrari) sono
davanti agli occhi di tutti quindi mi domando con quale coraggio i vertici
del gruppo hanno deciso di spendere soldi per una comunicazione simile.
Una vera vergogna.
Un saluto a tutti.
Ambrogio Ghezzi
Re: Fiat
Inserito da Giampaolo MattaQuante chiacchiere intorno ad una “normale” operazione di comunicazione,
di una azienda disastrata e disperata, che cerca di forzare la mano,
ripescando quel “buy American” di qualche decennio fa di Ford, GM e
Chrysler unite contro il made in Japan. I tempi cambiano e qualcuno ci
riprova, in maniera più o meno riuscita, a toccare le stesse corde
emozionali. Comunque al di là di tutto qualcosa si muove nella palude
torinese.
Chi ha avuto l’occasione di avere a che fare, a vario titolo, con Torino,
può rendersi conto di quello che sto evidenziando. Il problema non sta
nella comunicazione ma in decenni di errori strategici, di immobilismi e
di grande confusione nel definire “la business mission” del gruppo, forse
nella stessa “famiglia” non tutti erano d’accordo sulla strada da intraprendere:
meno auto e più finanza o viceversa salviamo le origini e rinverdiamo il
background industriale.
La comunicazione è una timida e forse inutile panacea senza una reale ed
efficace strategia. Più ci penso e più ritengo che l’attuale management
Fiat ci stia provando seriamente a risalire la china, spero che anche i
prodotti possano confermare che la direzione enunciata sia quella giusta,
in un mercato globale che fa tremare i polsi.
Al di là dei nostri gusti automobilistici dobbiamo augurarci che il Gruppo
Fiat possa farcela a stare sul mercato, con prodotti ben posizionati nei
diversi segmenti, attrattivi e quindi di successo.
I miracoli talvolta accadono! Lasciamoli lavorare.
Un saluto a tutti.
Giampaolo Matta
Ps. Non c’è alcun conflitto di interessi, sono solo alcune opinioni
personali di un cinquantenne (ex manager) che non ha neanche un’azione
Fiat.
Re: Re: Fiat
Inserito da Stefania Palazzesi il 7 Maggio 2005 - 18:04Salve a tutti,
noto con piacere che a prescindere della qualità o meno dello spot Fiat,
l'agenzia che lo ha pensanto ha raggiunto in parte il suo scopo: far
parlare del Gruppo Fiat.
E' innegabile che negli anni Fiat non ha di certo sempre interpretato gli
standar di qualità, estetica e confort che gli altri competitors
internazionali hanno.
Vorrei porre l'attenzione su uno dei sensi che il marketing ha, cioè quello
di accrescere la notorietà di un brand!
E ritengo che con questo spot la Fiat abbia fatto centro e questo è
dimostrato anche dalle numerose e-mail arrivate alla nostra lista.
Ritengo anche che oggi come nel passato gli italiani non sempre sono stati
nazionalisti sul discorso di acquisto delle auto.
Non so se siete mai passati davanti alla Mirafiori a Torino, nel
parcheggio la metà delle auto sono straniere... non è che con questo che
uno è costretto ad acquistare auto dal proprio datore di lavoro ma è vero
che grazie a quel lavoro che la loro famiglia poù andare avanti.
Di certo lo spot in oggetto riuscirà a risollevare le sorti della Fiat
poichè forse i suo management doveva pensarci prima e non arrivare quando
la situazione economica è abbastanza disastrosa come adesso... dove il
mercato auto sta percependo cali di vendite a livello internazionale da
qualche periodo ormai.
Ciao a tutti
Stefania Palazzesi
ASTEL sas
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Re: Fiat
Inserito da Enrico Ravini il 9 Maggio 2005 - 09:42Ancora un paio di spunti sulla comunicazione Fiat più recente con
l'intento di analizzarne il criterio strategico.
1) Si comunica il marchio (inteso come gruppo) perchè non c'è prodotto? Si
comunica il gruppo perchè contiene brand trascinanti anche per gli altri?
Si cavalca l'autarchia perchè si ritiene il consumatore interno
impreparato e più facilmente condizionabile?
2) Chi è il cliente per Fiat: quello che dovrebbe staccare un assegno dopo
aver letto sulla pubblicità della Panda 4x4 che la vettura ha un impianto
frenante idraulico?
Da anni Fiat ha politiche industriali contraddittorie. Thesis viene
prodotta in perdita e si paga l'assenza di prodotti di nicchia (come i
Suv) che permettono di avere maggiori margini di contribuzione. Le
strutture di engineering non hanno potere decisionale (è un caso che
General Motors abbia pagato il put a patto di poter disporre dei motori
multijet?). E come se non bastasse, i top manager non stanno in azienda
più di sei mesi,anche perchè Marchionne ha deciso di fare tutto lui. Si
potrebbe proseguire a lungo...
Non sono forse tutti segnali di un'azienda allo sbando? Perchè la
struttura di comunicazione dovrebbe esserne immune?
Personalmente mi chiedo se esistano ancora possibilità concrete per
salvare Fiat, non il Gruppo si badi bene! La Punto esce a settembre e da
quel momento si dovrebbero capire molte cose. Anche perchè al salone di
Francoforte (il tempismo torinese è fantastico come al solito) arriveranno
anche 207, Clio, Yaris, Polo....
Avanti Savoia gridava la cavalleria lanciata contro... i tank!
Enrico Ravini