Sottoscrivo e “rinforzo” i concetti espressi da Roberto Venturini, a
proposito del Guerilla Marketing, che è esattamente l’opposto di quanto
pensano Matteo e Antonella Russo.
Il G.M. è una tecnica che non considera le strategie classiche della
comunicazione (per lo più per la inconsistenza del budget) e ricorre alla
tattica di colpire una nicchia con strumenti (veri e propri “media”
alternativi) very low cost. Ma attenzione: stiamo parlando di una vera e
propria tattica di comunicazione, con degli obiettivi e dei tempi ben
definiti, che affronta anche dei costi, e non di un semplicistico
“divertimento da ragazzotti”.
Esso è altra cosa dalla street art, dalla quale trae sicuramente
ispirazione, e che mi ricorda più da vicino gli interventi pittorici sui
manifesti del Berlusconi.
Ahimè! Se non è zuppa è pan bagnato: dall’Arte della guerra di Von
Klausevitz alla Tecnica della guerriglia di Mao Tse Tung, per un popolo di
pacifisti come sono, di solito, i pubblicitari…
Silvano Tommasoli
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