Il secondo motivo mi è venuto dalla presentazione dei casi aziendali.
Storie di grandi successi degli investimenti nella pubblicità in
internet ma con budget minimi annuali di 130000 €. Secondo voi sono
cifre alla portata di tutti? I casi presentati erano aziende come
INGDirect, BenQ, Wind e Vichy, possono essere esempi rappresentativi del
mercato pubblicitario in internet? Non sarebbe stato più rappresentativo
portare alla luce successi pubblicitari di aziende medio piccole che si
sono affermate grazie al web?
Ciao,
concordo, faccio però notare che € 130.000 all'anno significa un budget
mensile di € 11.000 circa.
Onestamente non credo che 20 milioni di vecchie lire al mese siano un
budget pubblicitario spropositato per una PMI.
Ovviamente dipende da azienda ad azienda, da settore a settore però...Mi
permetto di fare questa constatazione, perchè credo che uno dei problemi
che questo settore ha, è lasciare che i "clienti" pensino che tutto ciò
che ha a che fare con internet sia lavoro "da cantinari" e quindi ogni
euro speso deve avere una strana giustificazione.
Il che vale per le campagne pubblicitarie, come per il resto.
Una pagina su un quotidiano nazionale costa in periodi di bassa circa €
20.000 (se conosci qualcuno e sai come comprare e quando). In periodi di
mercato felice anche il triplo.
La domanda è: quanta gente la vede, quanta la ricorda etc...?
Quanto costa per un'azienda di servizi stampare diciamo un migliaio di
brochure?
E così via...
Cosa fa la stamperia, chiede mettiamo 15.000 euro per il servizio, e
l'azienda che fa? La paga perchè è normale.
Ovviamente. Il fatto è che secondo me spesso qualcuno si aspetta che gli
operatori del web si dovrebbero vergognare di chiedere certe cifre. Che i
contatti siano gratis.
Quante volte vi è capitato che il direttore generale o l'imprenditore
mettessero in concorrenza i vs servizi con quelli "del cugino di un amico
di mia moglie che dice che me lo fa per la metà"?
Io mi chiedo ogni tanto se Tronchetti-Provera ha mai detto una cosa del
genere alla McKinsey...
Prendiamo i motori di ricerca.
0,20 per click. E a qualcuno sembra tanto.
Vogliamo provare a considerare quanto costa ad una azienda la persona che
stacca il tagliando dalla rivista?
Non credo 0,20 euro. Prendiamo i 130.000 euro e investiamoli ad esempio in
affiliazione o motori di ricerca (che poi è quello che ha fatto ING direct
usando il web come mezzo solo di direct response, magari limitativo come
approccio ma nell'insieme del piano efficace).
Consideriamo un CPC medio di 0,30 e ricaviamo più di 400.000 clicks.
Persone che hanno interagito con l'azienda, non che hanno visto una pagina
sul corriere.
E' ovvio che non tutte le aziende investono in comunicazione, ma la natura
di mezzo interattivo e la facilità di contattare target specifici fa del
web come media una opportunità proprio per le PMI.
Bisogna poi considerare che le aziende che muovono il mercato
dell'advertising sono le solite, i cosiddetti "big spender" e se il
mercato vuole crescere deve cercare di portare qs tipo di inserzionisti e
di investitori in generale.
Le condizioni di mercato ci hanno costretto a rivolgerci fin qui ad una
stretta cerchia di clienti, ma non consideriamo il mestiere di internet un
lavoretto da cantinari, almeno non noi!
Sia chiaro che non è una accusa a nessuno (la mail sopra mi ha spronato),
anzi è un invito a tutti noi ad essere maggiormente consapevoli del lavoro
che facciamo e delle sue potenzialità.
Un saluto a tutti,
Marco Fontebasso