Re: Re: Il flagello dei comunicati stampa

Il giorno 24 marzo 2009 10.33, Angela Bertani ha scritto:

Ancora oggi si pensa che tanto è qualità! Non ho mai creduto in questa teoria e soprattutto ho sempre "forzato" gli uffici stampa con cui ho lavorato a scegliere e a prediligere un lavoro di conoscenza e condivisione con il giornalista.

Va anche detto che il giornalista talvolta ha anche una certa autoindulgenza demiurgica nello scegliere uno piuttosto che l'altro.
Se non c'è notizia in un incontro B2B fra aziende e buyers fatto in un hotel, beh, non dovrebbe esserci mai. Invece a me è capitato che lo stesso giornalista cambiasse i parametri al mutar del vento. Oddio, è vero che alla fine chi scrive su un quotidiano o una rivista vuol raccontare qualcosa, ma un pochino rode quando vien dato spazio a boutade evidenti o a iniziative strapaesane e magari non si pubblicano notizie rilevanti perchè quel giorno si aveva già la pappa pronta e si voleva smontare alle 18 anzichè alle 19 (per non dire dei c.d. "markettoni", sui quali non vorrei aprire nemmeno il dibattito).
Non venga il mio intervento letto polemicamente: volevo solo riequilibrare il concetto: talora si è parlato sulla ML di sciatteria degli addetti stampa; esiste talvolta anche quella dei giornalisti.
Lo diciamo senza chiusure corporative?
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Cosmo Albertini
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