Il marketing, la legalità e la free press
Inserito da Alessandro Cirinei
il 4 Novembre 2008 - 18:18 Buon giorno lista, E' da molto tempo che non intervengo ma noto con piacere che ultimamente ci sono stati molti post interessanti, talvolta non privi di polemica. Apro una nuova discussione nonostante sia decisamente legata al caso "Lanzi Moto". Prima di tutto, personalmente faccio i complimenti per l'iniziativa che è apparsa senza dubbio originale. Non ne conosco i tassi di conversione ma mi fa piacere che si sia trattato di una caso di guerrilla marketing applicato ad un cliente tipico della pubblicità locale come un concessionario di moto. Operazioni del genere per ora vengono condotte da clienti "key" nazionali ma sono convinto che la crescita del mercato della pubblicità, specie quella Internet, stia soprattutto nella pubblicità locale (vediamo cosa ci dirranno allo IAB). Venendo al punto, nonostante capisca benissimo l'osservazione di Pierfranco sulla legalità di certe operazioni, non nascondo che mi ha dato un certo fastidio. Il fastidio è parzialmente provocato dal fatto che lui ha ragione ma anche dal fatto che a mio avviso, la mancanza di chiarezza di certe regole spesso provoca il non rispetto delle stesse. A maggior ragione quando le regole nazionali (quelle del codice civile per intenderci) vanno a cozzare con gli slanci di alcuni sindaci o assessori che nella loro area di competenza fanno il bello e cattivo tempo. Come diceva Henry Ford "per un azienda non fare pubblicità è come fermare l'orologio". Le regole devono essere pensare per consentire senza parzialità le operazioni di marketing, e odio sentire osservazioni come "e se ti cade il totem in testa come la metti?". Mi viene da rispondere "e se domani esci di casa e vieni sdraiato sulle strisce pedonali da un pazzo alcolizzato, tu invece come la metti?". Ecco il mio problema: Il problema maggiore ce l'ho sulla free press. Ebbene, è una lotta continua contro carabinieri e polizia municipale ma soprattutto contro sindaci ispirati che vogliono "pulire" la città. Posto che delle normative esistono e che è anche molto difficile seguirle (il cestello deve avere certi requisiti, il logo deve avere certe dimensioni, la distribuzione deve essere fatta in un certo modo ecc. ecc.) io combatto contro le amministrazioni locali che in alcune città (ma non in tutte e qui stà il bello), passano nottetempo a requisirti cestelli e giornali. Perchè? Beh i soliti i motivi direi...sporcano, intralciano, sono pericolosi ecc. Io vi assicuro che la free press è regolamentata e che noi come gli altri rispettiamo le regole, ma la verità è che le regole sono diverse a seconda di come vengono interpretate dai politici locali i quali semplicemente non capiscono il danno che fanno. Concludo dicendo che a secondo me, il buon markettaro, quasi sempre si esalta all'idea che un determinato progetto sia online che offline possa rappresentare una buona opportunità in termini di conversioni ed alla legalità ci pensa si, ma solo in seconda battuta...magari dandola per scontata. Questo per dire che capisco benissimo l'osservazione di Stefano (che saluto e gli faccio i complimenti per la sua web tv) riguardo al suolo che circonda il Motor Show. saluti |
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