La discussione mi sembra molto interessante e viste le vostre
considerazioni a maggior ragione mi sento di riproporvi una supposizione
del mio primo intervento: il Tavernello deve combattere la concorrenza di
una serie di follower a marca commerciale (Dì per Dì solo per fare il
primo nome che mi viene in mente), che costano ancora meno.
Voglio dire: se attribuisco al vino in cartone uno scarso valore allora
scelgo in base al prezzo e le marche commerciali mi offrono proprio il
prezzo più basso.
Quindi questa pubblicità non è tanto utile ad affermare la qualità di un
vino da tavola ma di una commodity da cucina.
Dico questo anche perchè, pur non essendo in possesso di dati di mktg, non
ho mai visto nonni e zii di una certa età privarsi del vino in bottiglia...
Che ne dite?
Veronica.