Per le patatine, scusami ma sono veramente disgustata. Forse avrei avuto
un'opinione diversa se fossi stata un uomo, ma l'associazione di idee,
ora come ora, mi disgusta veramente tanto...
Ciao Elena, ciao Lista.
L'osservazione e la dichiarazione di Ilaria mi trovano d'accordo.
Ci sono argomenti e accostamenti che, fatti in privato e all'interno di
una specifica categoria, non sono considerati negativi, perché, Ilaria,
sono espressione di una considerazione benevola di sé e del rapporto che
la comunità (in questo caso "gli uomini") "deve" avere, che è "giusto"
che abbia nei confronti di un tema. Ci si riconosce tutti e ci si
sostiene nella conferma di un sentire comune. Sbagliato è il trasferire
questo "sentire" su un altro obiettivo, al fine di vendere.
Esso non può essere usato nei confronti di tutti, proprio perché offende,
o anche solo può offendere, una parte del pubblico, come avvenuto con te
e sicuramente con altri, non credo solo donne. Sbagliato è sfruttare la
benevola considerazione di una categoria per obbligare tutti gli altri a
sopportare quel comportamento. Tra l'altro è anche antidemocratico. Ma lo
fanno i politici per primi.
E' lo stesso che per la pubblicità gay, è lo stesso che usare un qualsiasi
risibile comportamento maschile per vendere qualsiasi cosa. Tra l'altro
offendere gli uomini è lo sport preferito dei pubblicitari: per loro sono
goffi, distratti, insensibili e non so cos'altro. Ma gli uomini, per loro
natura, non si lamentano...
Io credo non sia passato giorno, non sia avvenuto un solo incontro, da che
il mondo esiste, in cui due donne che si trovino insieme non abbiano
parlato male degli uomini, ma questo non è da considerare in modo
negativo, finché avviene in privato e all'interno di una specifica
categoria. Diventa scorretto se viene usato per creare un transfer su un
prodotto.
Hai detto che ti senti svilita. Anche io, quando vedo una figura paterna
messa alla berlina dalla moglie davanti alla famiglia solo per esaltare un
prodotto (non ricordo il soggetto). Ma non mi sento svilito in quanto
uomo. Mi ci sento in quanto Essere Umano. Vorrei far capire questo
concetto, che l'errore è applicare questa pratica, non sta nel singolo
fatto.
Sarà che non mi sono mai piaciuti i luoghi comuni, gli stereotipi, le
categorizzazioni, gli estremisti, i Talebani, gli integralisti, chi ha
sempre ragione, chi non da la precedenza alla sensibilità altrui.
Però l'etica, oltre che una regola di comportamento, deve essere basata su
un sentimento più profondo, la "pietas" , altrimenti è un bell'esercizio
di stile, non un vero sentimento, come deve essere. Perché solo possedere
un tale sentimento ti avverte "da dentro" che un comportamento è
sbagliato. Se è solo intellettuale, puoi dimenticare di applicarlo a un
tema e sei bell'e fritto, ti accorgi solo dopo dell'errore.
Che la Lista sia con Voi.
Riccardo Garavaglia.