Insomma una moltitudine di persone che sposano il gusto (il loro
rispettabilissimo gusto)
con il costo e/o che non da al vino definito di qualità, l'importanza
che invece assume per chi giudica quest'ultimo
un vero piacere (e non una bevanda), da gustare in momenti particolari
(ad esempio il vino da meditazione) e con abbinamenti ambientali,
climatici, stagionali, odorosi (oltre che alimentari).
Certamente questo aspetto è importante.
In effetti volevo solo portare la mia esperienza, mi rendo conto, però,
che è comunque limitata a un ambiente abbastanza ristretto e che di per
sé propone un campione di clientela comunque già orientata a un certo
tipo di spesa.
Tutto sommato la maggior parte del vino viene venduto nei supermercati,
direttamente dai produttori e sfuso. L'enoteca di qualità rappresenta
un'eccezione.
In ogni caso il mio post era di risposta a una domanda fatta in
precedenza: centra l'istruzione negli acquisti del vino? Penso ancora
che non centri, tutto qui. 
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Marco Meneghello