A noi markettari vengono in mente tutte queste considerazioni
fallimentari sullo spot, ma alla massaia? Non e' che non le viene in
mente proprio nulla?
Ciao Elena, ciao Lista.
Veronica ha ragione. In questo periodo, intendo gli ultimi anni, alla
massaia vengono in mente solo due cose: la dieta, che non comprende il
vino causa rischi di obesità, e la spesa, che non comprende i vini di
pregio causa mancanza di euro.
A chi piace davvero il vino, e cerca di berne di buono, non viene in mente
un vino in tetrapack, perché sà che lì il vino stagna, non matura. Il
vino è vivo, e non può essere conservato in altri modi che nei tini,
nelle botti e nel vetro. Con i tappi di sughero. Ma avete guardato bene
le confezioni in cartone? Che tristi !
Avete visto un'altra campagna del competitor di Tavernello, che punta sul
fatto che, secondo loro, sia un vantaggio avere il vino in un contenitore
in cartone, con un rubinetto, "che non fa entrare l'aria, il vero nemico
del tuo vino" ? E' un tentativo di volgere in positivo un fatto
giudicato negativo: il vino va in aceto. Ma questo lo pensa chi non
conosce il vino. In realtà il vino deve prendere aria, sta a me
trattarlo, servirlo e berlo in modo che non si rovini.
Campagne inutili, perché chi può compra vini di pregio, chi non può, se
vuole, compra quello, punto.
Le fantasie markettare hanno effetti credo marginali, le massaie pensano:
meglio poco, in occasioni particolari, e buono.
Che la Lista sia con voi.
Riccardo Garavaglia.