Ciao Marina,
se c'è un aspetto positivo nella figura del consulente è quello di non
avere un solo cliente e di avere una certa libertà di non essere una
yes-person (inquietare il 5/10% del tuo fatturato è meno pericoloso che
farlo con il tuo datore di lavoro).
Secondo me la deontologia professionale ti impone di esprimere con
chiarezza (e quindi esplicitare in forma scritta) la tua analisi della
situazione (sarebbe interessante capire cosa succede ai diretti
concorrenti in questo momento) e le azioni che ritieni indispensabili per
uscire dalla crisi, anche se spiacevoli. Tutto questo insieme a tempi e
risorse, in modo molto oggettivo, professionale e pacato, non con il tono
della Cassandra, ma con l'atteggiamento del "ce la possiamo fare ma
bisogna muoversi". L'ottimismo è una cosa bellissima, senza l'azione non
serve.
Passa questo progetto al tuo cliente, dandogli un arco di tempo per
pensarci, se possibile metti a parte anche qualche altra figura aziendale
(c'è anche un consulente sull'area economico-finanziaria?). Fai loro
capire che non sei una mangiavenditori, ma che ragioni in termini di
risultati.
Controlla che i pagamenti delle tue prestazioni siano regolari e chiediti
magari se l'atteggiamento nei confronti dei commerciali possa essere
motivato da qualche scheletro nell'armadio (ad esempio irregolarità
fiscali a conoscenza dei commerciali): credo poco nell'amore cieco per i
commerciali da parte degli imprenditori.
Buona Fortuna,
Rita Bonucchi
Bonucchi & Associati srl
Consulenza per l'impresa
www.bonucchi.com
bonucchi [at] bonucchi [dot] com