Ci risiamo:
Ancora insuccessi nel mescalinico mondo di Internet.
Interfree Spa molla il colpo e ritira le proprie ambizioni. Non chiude, ma
si ridimensiona in modo piuttosto pesante.
Cosa è successo:
CDC si occupava di hardware (ferro lo chiamano), e anche bene (Computer
Discount, Cash & Carry, Compy…..) poi ha deciso di crescere e ha aperto un
ISP, Interfree Spa, una compagnia telefonica, Policom, e si è addirittura
comperata una casa editrice, Futura.
Poi?
Poi, la casa editrice gli ha fatto perdere l’Ira di Dio e quindi l’ha
riveduta (male). Per inciso mi piacerebbe sapere perché gli imprenditori
nella vita almeno una volta ci cascano e buttano via denaro nell’editoria.
Forse per comprarsi un posto in paradiso?
In ogni caso, venduta la casa editrice si è concentrata sulla compagnia
telefonica che perdeva decine di miliardi. Ha trovato qualcuno che era
interessato alle infrastrutture della Policom ma per comprarla voleva
qualcosa in cambio (se compro una società che è indebitata così tanto,
qualcosa bisogna dare anziché ricevere) quindi cosa chiede? Chiede un ramo
d’azienda di Interfree, ovvero il dial-up, ovvero l’unica attività che fa
fatturare Interfree.
Quindi? Quindi CDC rimane con il 49% di Interfree senza più un ramo che fa
fatturato e l’unica voce di valore è la community e il marchio.
Accidenti che affare.
Non solo, ma per convincere questa “famosissima” società a comprargli la
baracca, CDC mette pure qualche miliardo nel fondo della “famosissima”
società.
La famosissima società si chiama Telcom3, di legnano e il fondo Upside 1
(www.cdc.it ). Un fondo, a dire il vero, enormemente
modesto.
E ora mobilità per 17 persone in Interfree (30 dipendenti in tutto, mica
la Fiat) e io che avevo deciso di andare a vivere a Pisa da Milano per
lavorare in un grande Gruppo e mi ritrovo a lavorare per una aziendina di
legnano, da Pisa. Mi sembra troppo.
Tornerò a Milano, ma un cosa è sicura: il prossimo che mi dice: abbiamo
una grande progetto di e- ….., se è fortunato mi alzo e me ne vado, se
sono di cattivo umore prima di alzarmi…. Non so, sarò sicuramente di buon
umore.
Conoscete qualche acciaieria che ha bisogno di un capo comunicazione?
Un abbraccio
Geronimo Emili
Interfree Spa
Marketing Manager
geronimo [dot] emili [at] interfree [dot] it
www.interfree.it
Re: Interfree - In mobilità quasi tutti.
Inserito da Renzo MarcosanoBè, caro Geronimo,
ti assicuro che non sei ne il primo ne', tanto meno, l'unico ad avere la
sfortuna di poter raccontare un episodio del genere.
Io e qualche altra persona (non faccio nomi;-) potremmo raccontarti come
sia andata con il progetto www.lavoroinrete.it attualmente nelle mani del
"benemerito" Gruppo Class Editori. Tante idee, alcune anche molto buone,
tanta voglia di fare ma, nostro malgrado, scarse competenze manageriali.
Certo, tutto il settore Internet ha subito una brusca battuta d'arresto
(benefica, secondo me!!!). Sono convinto, però, che con una gestione più
oculata, i danni, derivanti da tale congiuntura, si sarebbero potuti
ridurre.
Le responsabilità sono di tutti ma vanno distribuite in misura
direttamente proporzionale al livello gerarchico che si occupa
nell'organigramma, no?
Scusate il piccolo sfogo,
Renzo.
Re: In mobilità quasi tutti.
Inserito da Titti Zingone il 12 Febbraio 2002 - 13:57Cara Elena e cari amici di lista,
solo di recente ho potuto leggere il post di Geronimo Emili (Marketing
Manager di Interfree SpA) datato 23/01/02, ove amareggiato diceva:
In quei giorni tirava aria di mobilità pure in Matrix/Virgilio.
L'informazione però si appassiona solo ai casi più eclatanti di questo
genere di insuccessi. Nelle piccole realtà va ancora peggio, ma pochi lo
raccontano. Internet si è purtroppo prestato a speculazioni di ogni genere
(società di comodo, investimenti defiscalizzati, etc.), ma gli operatori
seri li vediamo tutti.
Propongo di creare un'Associazione Delusi della New Economy Sbruffona. Mai
.
come in questo periodo potrebbe contare su un numero esagerato di iscritti,
Chi (come me) ha speso molto del suo tempo e delle sue energie in progetti
ed aziende di rilevanza nazionale, può riconoscere "a fiuto" i bidoni. Se
talune esperienze, però, nel corso del tempo si trasformano in qualcosa di
diverso da come ce l'avevano prospettato fa parte del gioco: anche
nell'industria tradizionale ciò può accadere, ed è assolutamente
fisiologico.
L'e-... ha un grande futuro dietro le spalle, proprio per questo diventa
ancora più facile capire se quello che ci propongono ha un margine di
concretezza.
Saluti.
Titti Zingone
ex Fondoweb.net srl
tittizingone [at] interfree [dot] it