Re: Re: Re: La web-tv dei morti viventi

Molto interessante la replica di Stefano Pepe, da cui si capisce la difficoltà di fare webtv e di far quadrare il bilancio :)

Riguardo ai canoni estetici è vero: certi tipo di programmi, come ad esempio quelli di sport automobilistici, richiamano inevitabilmente il confronto con quanto si vede sulla tv tradizionale. Non si può quindi presentarsi sulla webtv col video girato in cantina o in garage... ci vuole uno straccio di scenografia, una regia, telecamere eccetera.

Lo sforzo notevole nella produzione si scontra però con la bassa audience della webtv paragonata alla tv tradizionale. E' anche vero però che su internet l'audience si fa nel medio-lungo periodo, poiché il programma non svanisce con la messa in onda ma rimane on line (rimane vero?).

Personalmente trovo molto noiosi, quasi inguardabili, i programmi registrati e trasmessi sul web, mentre provo molto più interesse per i programmi in diretta. Non so se è una mia inclinazione personale, ma io su youtube (che non è una web-tv) resisto al massimo mezz'ora, poi mi rompo le scatole.

Ritengo quindi che la differenza fondamentale, web tv o tv tradizionale poco conta, sia ancora la "conduzione umana". Se su una web tv trovo un programma di F1 con un conduttore migliore di Poltronieri, magari mi fermo. Se poi posso interagire con mail o chat in diretta, cioè un vero dialogo con il telespettatore, tanto meglio. Insomma a me piace (e preferisco di gran lunga) l'idea che ci sia qualcuno "dall'altra parte". Altrimenti tanto vale guardare dvd...