Inserito da Gianluca il 7 Novembre 2008 - 00:01 Ciao Sara, trovandomi d'accordo con la maggior parte delle risposte che già hai avuto non rispondo direttamente alle tue domande ma condivido una riflessione su tre elementi che ritengo importanti: 1) Approccio - serve una forza ed una chiarezza enorme nel definire lo scopo e i destinatari del servizio, senza compromessi. I tre "segmenti" che citi (utenti, enti e "provider di servizi") in che misura, e se, possono interagire nel raggiungimento di questo scopo ? Non è detto che ci sia un fattore comune. La scelta è, se vogliamo, strategica e dovrebbe essere contenuta nel mandato che ti hanno dato. Se non lo fosse il primo tavolo da aprire è secondo me con i dirigenti del tuo servizio. "Facciamo un sito sul turismo" è una frase che nelle amministrazioni pubbliche gira tanto e perlopiù a vuoto. 2) Verso l'utente: ordine, completezza e autorevolezza. Sono marchigiano e ogni tanto cerco mete locali per gite fuori porta. Avrai notato... è un delirio ! Ci sono siti turistici creati da praticamente tutte le amministrazioni pubbliche locali, camere di commercio, associazione degli industriali, degli albergatori, agenzie parapubbliche, patti transadriatici, tour operators, blogs, parchi, clusters di comuni, siti degli operatori dell'accoglienza... Il problema non è che manchi informazione, ma manca l'ordine (il percorso rosso di Boston). La Regione è nella posizione istituzionale giusta, sempre secondo me, per creare un strumento che introduca l'ordine. Lavorando bene sulle policy per cui gli altri soggetti (quali?) possono essere rappresentati. 3) Per gli enti e gli operatori: policy e non bypass. L'argomento è troppo vasto per essere gestibile da una redazione regionale (che non c'è), e quindi è importante la collaborazione dei tanti enti e operatori che posseggono i contenuti. Servono però delle logiche di collaborazione chiare che rispettino identità e autonomia dei tanti tipi di soggetti da coinvolgere, che altrimenti preferiranno giocare da soli - sperando ognuno di fare IL portale del turismo nelle Marche - e si rimane come adesso. Quano il tuo progetto sarà compiuto mandacene il link, sarò felice di esserne utente
Ciao Gianluca!
Rispondo al tuo messaggio dicendo che non esiste alcun mandato relativo al progetto perchè è il borsista che da solo lo realizza...senza nessun intervento da parte della Regione.
Ovviamente questo è uno dei motivi per i quali ci si trova ad essere spaesati e disorientati; ma il progetto è stato ideato da me (a livello embrionale) e quindi sono io a doverlo gestire...
Si, hai ragione anche a dire che esiste un caos totale in tutti i siti della Regione Marche relativi al turismo e sicuramente la ricerca di informazioni non è agevole nè funzionale. Purtroppo credo sarà molto difficile ottenere un buon risultato inziale nel "raggruppare" vari siti ecc anche perchè molto spesso chi gestisce questo aspetto o che si occupa di aggiornare siti ecc non conosce bene lo strumento che utilizza e quindi non lo sa sfruttare appieno..
Inserito da Marco Dini il 6 Novembre 2008 - 10:16 Azzardo una ipotesi che spiegherebbe la tua difficoltà a tradurre in pratica i principi del Web 2.0. Il successo di Facebook, Myspace, Flickr e di tutte le iniziative Web di successo hanno un solo obiettivo: servire il cliente con quello di cui ha davvero bisogno. Questi media permettono di stabilire relazioni personali e di trovare persone che non contattiamo più da tempo. Possono essere anche utilizzati per contatti di lavoro, per costruirsi reputazione online (linkedin), ma comunque attengono sempre alla sfera personale. Rispondono al bisogno delle persone di soddisfare la necessità di relazione umane e sociali, di creare gruppi di propri “simili”. La gente quando lavora non è così. Non ha le stesse esigenze di quando la sera è a casa davanti al proprio computer. Chi utilizza Internet per lavoro ha un task da completare ed in genere ha fretta. Scopri quello che gli risolverebbe i problemi ed avrai un sito di successo. Sono un convinto sostenitore della tesi che non si deve partire da quello che vorremmo per i nostri clienti, ma da quello che vogliono loro. Te lo dico perché ho visto innumerevoli fiaschi che violavano questo principio. Qualche mese fa ho assistito ad un seminario di Gerry McGovern a cui partecipavano alcuni webmaster delle agenzie delle entrate; stavano progettando il nuovo sito e per farlo frequentare da tanta gente avrebbero voluto inserirci un forum di discussione, ma non avevano idea di come stimolare la discussione e farlo decollare. Gerry che aveva lavorato a 2 progetti con l’ente governativo americano che raccoglie le tasse, disse: “due cose ho imparato sulle tasse: la prima è che la gente odia le tasse (gli italiani le odiano ancora di più) e la seconda è che la gente non vuole parlare di tasse. Dategli il modo per pagare agevolmente le tasse online o di calcolare una detrazione o di reperire un certo modulo e la gente verrà da sola sul sito e sarà contenta”. Complimenti. le domande che ti sei posta sono importantissime, adesso sei a mezza strada per il successo, devi dare loro la riposta giusta.
Marco, hai davvero ragione! Per questo nella mia analisi e progettazione teorica ho cercato di mettermi nei panni dei fruitori del sito per capire cosa possa interessare loro.
La cosa che mi viene in mente come principale è quella di snellire l'iter organizzativo e rendelo pià funzionale, con mezzi e strumenti messi a disposizione dal portale. Creare anche delle sezioni dove si possa pubblicizzare la propria attività (una sorta di scheda personale) e attivare uno scambio di servizi fra gli utenti. In questo modo, chi decide di iscriversi alla community potrà trovare dei servizi utili, veloci che facilitano il suo lavoro....
Ovviamente...tutto sta nel far capire ai potenziali utenti che questi servizi sono reali e davvero utili..!