Re: Re: Re: Re: Legalità nella Comunicazione (+ o -) non convenzionale: una questione giuridica o deontologica?
Inserito da Stelio Verzera
il 7 Novembre 2008 - 17:43 Beh, Pierfranco, scopro che ci troviamo d'accordo su parecchie cose dopo questo tuo intervento, e mi fa piacere. Avevo riletto più volte il post di Andrea, dopo che l'hai citato, e non riuscivo proprio a interpretare cosa tu intendessi dire. Se poi alcune tue affermazioni erano generalizzazioni e non accuse specifiche, ribadisco anche che non c'è nulla di personale nemmeno nelle mie considerazioni. La "furbizia" inoltre non è un male, a meno che non la si intenda "all'italiana".. appunto. Riguardo l'operazione specifica per Lanzi Moto (anche se avevo aperto questa discussione per non andare OT di là, e ora mi sa che andiamo OT di quà! Un po' di "orgoglio" lo abbiamo, ma è sano credo, e per operazioni più grandette (almeno rispetto a noi). Questa davvero ha già fatto più di quanto atteso da tutti noi. Per quanto riguarda la sicurezza invece (autorizzazioni a parte), credimi, sarebbe stato più facile farsi male mordendosi la lingua, o inciampando su una borsa poggiata per terra alla fermata dell'autobus, che con quei totem. Lo affermo con cognizione di causa, anche per mia formazione e provenienza. Torniamo invece al famigerato "quid"
Mi trovi perfettamente allineato su tutto. Il che "risolve" il problema della legalità (saltandolo) ma, a mio avviso, demolisce la deontologia, lasciando per altro chi ha meno budget (per la sanzione ma anche per i legali) come si suol dire "con una mano davanti e con una di dietro". Dunque, posto che se le normative non fossero necessarie allora non ci sarebbero più, campagne come quella che ha scatenato questi discorsi sarebbero indiscutibili e innocue, noi non staremmo parlando di nulla e vivremmo in un altro mondo, allora io mi chiedo perchè non diamo una mano a fare evolvere queste dinamiche di valutazione e decisione, da entrambi i lati? Accanto a questo mi piace pensare che pure la nostra consapevolezza professionale cresca, come scrivevo nel primo post di questa discussione, e anche questo credo si possa aiutare. Come? I tre nomi che ho citato aprendo questa discussione, ad esempio, sono di persone che conoscono queste problematiche e che hanno visibilità per quanto hanno (molto bene) fatto fino ad oggi nella Comunicazione non convenzionale. In questa lista ho visto anche molti nomi di persone con altissima professionalità e spesso anche con visibilità. Beh, io propongo (umilmente) di iniziare questo dialogo davvero. Abbiamo normative che non vanno bene, e schemi di Comunicazione che sono cambiati. Ci troviamo spesso a dover scegliere se abbandonare uno schema valido o se evadere (con o senza autorizzazioni "aggiustate") le norme. Noi (EJWD) nel farlo usiamo oggi la nostra discrezionalità, la nostra deontologia, per quanto questa sia intrinsecamente discutibile, ovviamente. Ma se provassimo insieme a fare in modo che lo scenario cambi? Un codice etico condiviso nel settore? perchè no. P.S. per la questione del nome, come puoi immaginare, ti capisco bene! Un saluto a te e a tutta la lista, |
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