Ciao Roberto, ciao tutti,
In un blog o sito chiunque puo' scrivere quello che vuole e se scrive
bene puo' essere anche credibile.
Roberto, perdonami, ma l'esperienza quotidiana di ormai cinque anni di
intenso e divertito bloggare, attivo e passivo, mi rende molto difficile
credere che chicchessia, fosse anche Shakespeare redivivo, possa far
credere a qualcuno cose non vere.
Il blogger che si diletta con temi degni di interesse giornalistico (una
specie rara, visto che la maggior parte dei blog sono diari
adolescenziali) e' un fruitore accanito di informazioni che arrivano da
piu' parti: la molla per dedicare una parte del tuo tempo a scrivere un
blog e a leggerne altri e' proprio la passione per l'incrocio delle
fonti, lo spirito critico, l'abitudine a mettere in discussione cio' che
si legge.
E' vero che un secolo di informazione manipolata dall'alto ci ha
istupiditi, ma sfido chiunque a trovare anche un solo essere umano che
si sia convinto di una qualche cosa non vera leggendola su un solo blog.
Fosse anche la ricetta dell'amatriciana.
Chi lo ritiene facile, o probabile, ci provi: aprire un blog e' alla
portata di tutti.
E comunque, qualcuno dica a Garimberti che "Hyde Park Corner" non
esiste: esiste lo Speaker's Corner di Hyde Park. D'altra parte, un suo
collega (Vittorio Zambardino) si chiede sul suo blog "E' obbligatorio
capirci di internet per parlare di internet?"
http://vittoriozambardino.blog .kataweb.it/zetavu/2006/01 /
e_obbligatori_c.html
Magari per Zambardino non e' un problema che chi trova Garimberti
credibile adesso sbagliera' il nome di un angolo di un parco londinese:
certo e' che sentire i giornalisti italiani preoccupati per la
correttezza dell'informazione, gli stessi giornalisti che parlano di
Internet solo per associarla a crimini efferati e che sono cascati come
pere in hoax idioti come quelli dei gattini bonsai, fa decisamente
ridere, amaro.
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Mafe de Baggis | Daimon
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