Re: Maledetti bloggers

Paolo Garimberti ha scritto una verità, tant'è che ha fatto incazzare il
mondo della Rete perché ha messo in crisi un sistema.

Lodi e squisitezze ai bloggers d'Italia e del mondo, persone che hanno
portato una ventata d'aria nuova nel mondo della comunicazione, facendo
crollare barriere e appropriandosi dell'unico media davvero democratico:
Internet. L'unico limite del web è che contiene tutto: l'esatto e il suo
contrario. La Rete ha consegnato nelle nostre mani, specie in quelle di
chi fa della comunicazione una professione, un grande tesoro da filtrare
con intelligenza e un pizzico di buonsenso.

Fare il giornalista è un lavoro, fare il blogger è una sana passione da
incentivare. Ma solo una passione.

Il "fenomeno blog", la moda, sta creando un mare di cattivi profeti. Un
conto è scrivere sul proprio diario per condividere racconti, emozioni e
opinioni con tanti amici. Altra cosa è pensare, per il solo fatto di aver
spazio su qualche pagina web, di essere "meglio" o i depositari di qualche
verità assoluta. Cari bloggers, mi piace leggervi ma non diventatemi anche
voi dei "bulli".

Infine un dubbio: tra qualche anno esisteranno dei maxi cestini virtuali
traboccanti dei vecchi diari (blog) abbandonati ad ingiallire?

Emanuele Bottiroli (*)

(*) Uno degli iscritti a quell'Ordine che a qualcuno sta sulle ... ma che
non esiste per puro caso.