Sono state raccontate al mondo balle colossali riguardo all'Irak, grazie
alle quali si è scatenata una guerra insensata che ha provocato decine di
migliaia di morti innocenti.
Ben vengano dunque i blog, fonte alternativa non per conoscere la verità
rivelata propinata dai tiggì 1, 2, 3, 4, 5 e 6, ma per riflettere,
discutere, confrontarsi, insomma ragionare.
In questo 3D si è discusso molto e tutto su un piano decisamente sensato e
utile.
Il problema è l' "universo nero della comunicazione" italiana e del
giornalismo in generale. Dobbiamo per forza generalizzare ricordandoci che
non brilliamo sicuramente per "indipendenza" e rispetto delle fonti o
anche solo per lucidità rispetto a come vengono trattati (spesso con
madornale e mediocre superficialità) certi temi (pensiamo ai casi
giudiziari, alla politica, al sociale).
E' sufficiente aprire una pagina di un quotidiano o sentire i titoli di un
TG per aver chiara l'idea di come stiano andando le cose (da molti anni).
Informazioni spesso vecchie, mal approfondite e soprattutto dedicate ad un
target che è "inesistente" come i mitici stereopiti stile
"maschio-italiano-media cultura-agiato".
Le masse le raggiungiamo con i giornaletti da 20 cent e la raffica di talk
show "giornalistici" delle reti Rai o Mediaset.
I blog sono un fenomeno, ma ormai anche una grande realtà.
Si possono usare in modo dilettantistico, personale, goliardico ma anche
estremamente professionale. Nel mondo dell'informatica, della "web
evolution" e dei nuovi media sono praticamente solo i blogger a dire cose
utili e aggiornate (senza tanti agganci con i grandi nomi o le
"superpotenze").
I blogger sono una cassa di risonanza, un melting pot dinamico e "umano"
che macina, interiorizza e fa informazione. I lettori NON SONO PASSIVI.
Non esistono blog letti in "sottofondo".
Uno legge questo o quello e cambia quando si rende conto che o non è
interessato o l'informazione la trova "cucinata" meglio su altre fonti, in
continuo e costante aumento.
Io ho spesso, da anni, a che fare con giornalisti che devono scrivere o
parlare di ICT. E trovo in tutte le testate anche in quelle super
carozzate gente dotata di enorme ignoranza e superficialità restia a
capire il fenomeno Internet (vecchio di una decina di anni) e in
difficoltà anche solo a mandare una mail. Sì, una mail.
E quando scrivono di ICT il più delle volte sono della banalità enormi. Se
fai notare loro gli errori ti rispondono che tanto il lettore non capisce
la differenza.
Non di puo' generalizzare. Ne' con il giornalismo ne' con le dinamiche
della Rete di cui i blog sono solo uno strumento animato da persone alcune
estremamente in gamba e ispirate, altre semplicemente "normali".
Mi sembra che i giornalisti debbano scendere dal piedistallo e leggere di
più.
Anche Blog, anche Forum... ma soprattutto leggere e ascoltare prima di
scrivere e commentare.
Cordiali saluti alla lista, ad Elena e a tutti gli amici che ho letto in
questo 3D.
Andrea Toso
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