Re: Re: Maledetti bloggers

Rispondo a questo messaggio direttamente ma in generale mi inserisco in
tutto il thread. Mi sento molto chiamato in causa, visto che utilizzo un
blog, il mio, in maniera seria e per scopi professionali.

Chiariamo una cosa: l'ordine dei giornalisti non certifica e non
garantisce nulla. Niente. Assolutamente. Così come non garantisce nulla
l'ordine dei commercialisti al quale sono iscritto (anche se non esercito
quasi più). Solo una cosa certificano: che uno ha seguito un certo
percorso di studi e/o formazione. E' l'utente finale che decide se questo
percorso è fondamentale o meno.

Senza voler difendere i giornali e attaccare i blog, il problema
dell'autorevolezza dei blog e dei siti web e' serio.

Io scrivo di economia e finanza. Che un giornalista del Sole 24 ore sia
più autorevole di me solo perchè è iscritto all'ordine semplicemente non
lo accetto. Ti assicuro che su quel giornale, che forse rappresenta la
massima autorevolezza in Italia, ho letto baggianate da primo anno di
economia. Ci sono persone che scrivono senza maneggiare minimamente la
materia.

In un giornale bisogna essere almeno in due, collusi, per far passare una
notizia falsa - chi la scrive e il suo capo / direttore / caporedattore.
A volte c'e' qualcuno del giornale che e' persino andato sul posto a vedere
con i suoi occhi prima di scrivere.

Due persone che vedono le cose allo stesso modo non sono necessariamente
meglio di una che ha un'opinione contraria. Aggiungo una "piccola
sfumatura": non ci sono forse possibilità che i pezzi che vanno in stampa
passano perchè hanno una certa "linea editoriale" e quindi il giornalista,
sapendo come vede le cose il "boss" di fatto scriva anche per compiacerlo
ed avere più possibilità di essere pubblicato?

Riguardo a chi va sul posto a vedere, vale la distinzione fatta tra
redattori, commentatori e reporte fatta già da altri.

Il blogger ha un solo modo per acquisire autorevolezza: i risultati.
Spesso nei giornali scrivono persone di cui sopra che utilizzano
l'autorevolezza costruita dal giornale nei decenni passati.

Un giornale ha una posizione nella struttura della societa' che lo rende
piu' responsabile, agli occhi dell'opinione pubblica - e se viene
scoperto
ad ingannare puo' anche chiudere e passare i suoi bei casini. Cosa che
non va di certo bene ai suoi azionisti.

Questo può valere se gli azionisti fossero SPA quotate a proprietà
diffusa. Considerando che molti giornali fanno riferimento a determinati
azionisti di maggioranza è probabile che rispondano della linea editoriale
più che di quello che effettivamente scrivono.

Non per mischiare mele e
pere, ti ricordi quella società di sondaggi vicina ad una certa forza
politica il cui titolare credo sia finito "non bene" che però aveva al
tempo molta autorevolezza, andava in TV, ecc. Chi dice e chi assicura che
molti giornali e giornalisti non stiano in piedi per motivi simili.

Considerando che per molti poi il finanziamenti pubblici sono la
principale fonte di entrata (la cosa è stata pubblicata di recente),
posizionarsi nell'ambito di un'area politica di riferimento aiuta.

Purtroppo esistono blog che fanno danni, ad es. che incitano all'odio
razziale riproponendo le tesi naziste come se fossero nuove e
scientifiche.

Per questo ci sono leggi precise che puniscono questi reati e quelle
bastano. Premetto che personalmente, pur essendo apolitico e forte
sostenitore di un paese multirazziale, ritengo che se qualcuno ha idee
razziste sia libero di esprimerle.

Blog che si inventano notizie a favore di una causa politica o di un
altra.
Blog che diffamano persone. Ci sono blog che sostengono che nell'Irak si'
che l'esercito cristiano degli US ha trovato le armi di distruzione di
massa ma che un complotto di atei ha impedito che la notizia fosse resa
pubblica.

Sulla diffusione di informazioni false i giornali ti assicuro non sono da
meno. La notizia falsa è spesso sparata in prima pagina, la smentita con
un articoletto in calce.

E direi che non c'e' modo di controllare il fenomeno della cattiva
informazione o della manipolazione dell'opinione pubblica (prima o poi
qualche regime iniziera' ad usare questi strumenti per manipolare il
pubblico, cosi' come stanno cercando di fare certe aziende - vedi coca
cola zero).

Ma scusa, con dei giornali che si dichiarano apertamente di partito mi
spieghi se anche uscissero dei blog di partito o aziendali che danni
potrebbero fare in più?
I regimi non hanno bisogno dei blog, controllano già tutto (altrimenti non
srebbero regimi)

Insomma viva i blog, ma non diciamo che sono tutti buoni o che non c'e'
di
che preoccuparci, per principio. La rete e' un amplificatore, ma molti
messaggi buoni non sono.

Ma questo nessuno lo dice. Peraltro questo dibattito mi sembra anche...
sterile. insomma, i blog ci sono, i giornali pure. All'utente, che non è
sempre stupido come si crede, la libertà di scegliere l'uno, l'altro, o,
meglio, entrambi.

Saluti
Roberto

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