Re: Re: Maledetti bloggers

Mostra il biglietto da visita di Alessandra Rossi

Paolo Garimberti nel suo editoriale sul "Venerdì" di Repubblica di
questa settimana mette in guardia i lettori dai bloggers

Ecco, torniamo a scandalizzarci, giustamente. E gli interventi in polemica
con A.Ghezzer mi trovano parzialmente d'accordo, ma ribadisco la
necessita' della libera informazione, dato che ritengo dobbiamo difenderci
assolutamente dal monopolio di quella funzionale al "mass-market".. o ai
mass-media. Che poi alla fine dei conti in cassa, e' lo stesso.

Cari ragazzi, vorrei tornare un momento al passato, agli esordi di questa
comunity; allora furoreggiavano le campagne, anche del "rinomato" SOLE 24
ORE, a favore di uno sconsiderato E-Commerce sbandierato come OCCASIONE
PER TUTTI, cimentandosi nel quale molti manager, imprenditori, addirittura
negozianti al dettaglio o giovani in cerca di occasioni, hanno sparso
lacrime amare.

Le baggianate ed il sensazionalismo che leggevamo sui media scatenarono su
questa lista e su altri testi di settore, autorevoli e competenti risposte
atte ad aprire gli occhi ai disinformati.

Ricordo con rispetto professionale e simpatia l'editoriale "E-Basta" di
Alberto Bregani ed "Internet, un pericolo per le aziende" di Roberto
Venturini su Web Marketing Tools, ma anche le sviscerate raccomandazioni
di Giancarlo Livraghi...

E che dire della criminalizzazione generale del web? "Non andare su
Internet che ci stanno i pedofili, l'ho sentito alla TV" disse mia madre
nel 2000...

(Solo che avevo gia' 39 anni, ed ero per niente appetibile almeno per
loro, benedetta la mi' mamma!).

Ed anche su questo tema noi amanti dell'approfondimento sudammo sette
camicie e sette retoriche per far emergere dati reali. Cosa ottenemmo? In
verita' credo proprio niente, al momento. Poi la storia ha parlato da se':
l'E-Comm e l'E-Boom hanno svelato tutti i loro limiti e si e' piu'
diffusamente compreso che tanto i pedofili che le brave persone abitano il
mondo reale, quindi all'occorrenza pure quello virtuale.

Ora, per non limitarmi ad allungare il brodo della sia pur giusta
indignazione, vado al sodo: e se ci sforzassimo di fare uscire queste
informazioni dai contesti specializzati e li portassimo "in strada", un
po' di piu'? Ad esempio...le scuole, dalle elementari alle Universita'
competono molti di noi. Da mamma promuovo presso il liceo di mio figlio
incontri tematici (gratuiti) sul buon utilizzo della rete. Poco tempo per
il volontariato, ma molta motivazione.

Non e' per bonta'... gia' nel 1999, quando Elena creo' questa realta' di
scambio, fu chiaro a tutti che il mercato dei servizi web alle PMI non
sarebbe mai decollato senza una cultura di queste ultime in merito alla
conoscenza dei criteri di investimento in ICT. Guardando i siti aziendali
adesso, non vi pare che ad eccezione di una nicchia, la maggioranza degli
imprenditori non sia stata affatto raggiunta da una corretta informazione?
E se loro NON SANNO... non comprano *bene*. Ovvero: tanti preparati
professionisti non trovano a chi vendere la competenza. Allora....

Grazie ed ancora grazie a questa lista, che ci fa incontrare ed arricchire
gli uni delle idee e del lavoro degli altri! Dopodiche', usciamo allo
scoperto, un po' di piu'.
Basta poco, che ce vo'?

Alessandra Rossi
(pertinacemente)
www.percheinternet.it