Un saluto a tutti, e grazie di cuore a chi e' intervenuto per dire la
sua sulla questione se Mlist debba restare free o ci possa essere
qualche forma di "pagamento" per parteciparvi.
E' stato molto interessante per me leggere cio' che avete scritto, e
volevo che la discussione proseguisse "indisturbata" per qualche
giorno, per avere un quadro piu' chiaro di come la pensate su questo
delicato argomento.
La "delicatezza" del tema non e' correlata solo al fatto che si parli
della nostra lista, ma credo si possa allargare al discorso piu' ampio del
pagamento per i contenuti e per i servizi online.
E proprio da un discorso ampio vorrei partire, per poi invece chiarire
come la penso sulla gratuita' di Mlist.
Anche in Italia iniziano (poco timidamente, in realta') ad affacciarsi
siti e servizi che da gratuite diventano a pagamento...e tutti noi stiamo
per cosi' dire alla finestra a guardare cosa succedera', per esempio, di
Repubblica.it e delle sue sezioni pay.
D'altra parte pero' abbiamo gia' dei dati importanti su cui varrebbe
la pena fare qualche ragionamento, che derivano da esperienze fatte da
altri siti in America, e da ricerche su questo argomento.
Per esempio, ecco gli interessanti risultati di una ricerca di Pew
Internet & American Life Project (www.pewinternet.org) della fine del
2001.
Da un sondaggio effettuato su un campione di navigatori americani,
alla domanda "cosa faresti se oggi il sito che hai sempre visitato
diventasse a pagamento?", gli intervistati hanno risposto
cercherei una alternativa non a pagamento per lo stesso servizio (il
50% degli intervistati)
non utilizzerei piu' il sito e/o il servizio online (36% degli
intervistati)
pagherei per il servizio (12% degli intervistati)
Questi dati sono una ottima base di partenza, pur con tutti i caveat
del caso (come l'interesse reale per il servizio o il sito, la fascia
di reddito degli intervistati, etc.): ci dicono che, in linea di
massima, per una risorsa che e' sempre stata free difficilmente si e'
disposti a pagare, modificandone la modalita' di fruizione.
Inoltre abbiamo anche altri modelli da esaminare attentamente:
MotleyFool.com: il sito di investimenti online proprio in questi giorni
(dal 14 febbraio) e' diventato a pagamento. Il costo per accedere ai
forum e alle discussioni di quella che e' una delle piu' grandi
community online e' di 4.95$ al mese.
Salon.com: ha di recente modificato il suo modello di business,
spostandosi verso il pay. Al momento si compone di tre
sezioni/servizi: TheWell, storica community (per partecipare bisogna
pagare 15$ al mese, oppure 180$ all'anno); Salon Premium, i contenuti
di Salon "advanced" (costo di partecipazione 6$ al mese, oppure 50$
per due anni); e Table Talk (per un interessante spiegazione del suo
funzionamento, ecco l'intervista a Gail Ann Williams, responsabile
community di Salon.com
http://www.onlinecommunityrepo rt.com/features/williams /).
Il sito dichiara di avere ad oggi 35.000 iscritti, che generano il
30% delle revenue totali del sito.
Economy.com, Thestreet.com, Ezboard.com: sono tutti servizi online
che hanno deciso di fare pagare un determinato importo per far si' che
gli utenti possano continuare ad usufruirne. Potete leggere la storia di
Ezboard qui:
http://www.ezboard.com/pressro om/news_onlinecommreport.htm l
onlinecommunityreport.com: e' stato il primo a introdurre un nuovo
modello (nuovo per le community) di pay per content/service. Invece di
comunicare ai suoi iscritti che avrebbero dovuto pagare una certa
cifra per continuare ad usufruire dell'ottimo servizio che il sito offre, ha proposto loro una modalita' di utilizzo "shareware". In pratica il nuovo modello si
basa su contributi assolutamente volontari, e indica dei limiti
minimi e massimi di versamento: da un minimo di 4$ al mese per sei
mesi per chi usa la lista in modo professionale
(che fanno circa 4,6 euro), ad un massimo (si', si stabiliva anche un
massimo, oltre il quale non si poteva contribuire!!) di 50$ per
persona (circa 57,4 Euro). Al momento, di questo programma di "supporto
volontario" non si fa piu' menzione nel sito, ho scritto a Jim Cashel,
grande personaggio delle community, nonche' responsabile di
onlinecommunityreport per chiedergli notizie e aggiornamenti su questo
programma. La sua risposta e' stata che ha interrotto il programma perche'
nono generava sufficienti revenue, e aggiunge inoltre "Sites that offer a premier service, such as a website or newsletter with no ads, often do better, with conversion rates of 5-10% of subscribers."
E con questo mi pare che abbiamo una panoramica sufficientemente ampia
del concetto di "internet" a pagamento (almeno con riguardo ai
contenuti e alle community).
Veniamo a Mlist: avete proposto molte idee interessanti; alcune, lo
ammetto, le avevo gia' prese in considerazione per poi scartarle per
vari motivi.
Per esempio Roberto Nardone (e altri) suggerisce di raccogliere gli
interventi in un CD da distribuire poi a pagamento, oppure di mettere
gli archivi a pagamento. Intorno al 1994, quando iniziai a occuparmi
di community e di internet, mi colpi' una storia singolare: una delle
community piu' grandi ai tempi (ora mi sfugge il nome...e' tarda sera,
sorry), aveva chiuso dall'oggi al domani perche' il suo fondatore un
bel giorno aveva deciso di raccogliere tutti gli interventi in un CD e
di venderlo poi per ripagarsi l'impegno che metteva ogni giorno nella
gestione della lista. Per ragioni legali dovette chiedere
l'autorizzazione agli iscritti, almeno a quelli che avevano postato
degli interventi, i quali pero' gliela negarono...e lui decise di
chiudere la lista. Con i distinguo del caso, mi pare che la situazione
si possa ripetere: per poter registrare tutti gli interventi in un CD,
avrei bisogno della liberatoria esplicita di ciascuno di voi, 3.860
persone (o almeno di quelli che sono intervenuti negli ultimi 12 mesi),
cosa che sicuramente non avrei mai...quindi tenderei a imparare
dall'esperienza degli altri e a non ripetere la stessa proposta. 
Poi Daniele Bochicchio fa notare come in ogni caso la lista mi ha
portato qualche ritorno, seppure indiretto, in termini di
immagine: direi piuttosto che con la lista ho fatto del branding (spero
in una brand equity, non solo brand
)...visto che purtroppo ho
pochissimo tempo per intervenire, e quindi costruire la mia immagine o
almeno farmi conoscere, come alcuni di voi hanno fatto in mesi di
ottimi e acuti interventi. Comunque, confermo Daniele, i ritorni ci
sono stati...anche se di sola Mlist non si vive 
Ancora Laura Ducci parla di introiti da sponsorship: certo, ci sono ogni
tanto degli sponsor paganti (una piccola percentuale degli sponsor
totali, il resto essendo scambi reciproci). Il fatto pero' che i
banner e in generale l'advertising siano in crisi, la dice lunga sulle
prospettive di revenue che derivano da queste iniziative. Come diceva
Luciano Cavagnero, a questo proposito, le possibilita' di
sponsorizzare la lista sono comunque disponibili su richiesta
scrivendo a elena [at] mlist [dot] it
Daniela Apollonio mi paragona ad un personal trainer (per "sillogismo",
se la lista e' una palestra, e io gestisco la palestra, come minimo
sono un personal trainer
)...credo anch'io che Mlist sia per molti
una palestra di internet, un posto dove magari "buttare" le proprie
idee perche' vengano coccolate, esercitate, messe sotto pressione per
poter poi uscire "nel mondo offline" e dare il meglio con un sito o un
modello di business gia' "allenato". Ma non sono d'accordo sul fare
pagare (con le diverse modalita' che avete proposto) un abbonamento a
questo club dell'internet marketing. Mlist e' nata free, e continuera'
ad esserlo, nella misura in cui riusciro' a onorare l'impegno che ho
preso con ciascuno di voi: finche' riusciro' a ritagliare tre ore ogni
giorno per moderarla e gestire le mail personali che mi arrivano
collegate alla lista, per inventare cose nuove, e per proporvele sul
sito...C'e' solo una possibilita' che mi attira e mi incuriosisce,
a livello di test, e ve ne parlero' alla fine di questa mail.
Un altro intervento di Fabio Metitieri punta giustamente il dito contro
i post "di origine non controllata", e dice che se la lista fosse a
pagamento dovrebbe impiegare piu' di 10 minuti per scrivere una mail,
avendo maggiori responsabilita' verso un pubblico pagante. Se non
ricordo male fu proprio un messaggio di Fabio, a proposito
dell'affidabilita' di chi scrive, a portare ad una aggiunta a Mlist
che, dall'analisi dei file di log mi pare apprezziate particolarmente,
quella dei Biglietti da Visita (www.mlist.it/whoswho.html). Ciascuno
di voi puo' compilare il suo biglietto da visita, che poi viene
"attaccato" a fianco della mail che ha scritto in lista, ed e'
visibile online sull'archivio. Questo e' un primo, rudimentale,
tentativo di dare un "volto" e una "affidabilita'" a chi scrive gli
interventi.
Ultimo intervento che vorrei commentare, quello di Enrico Fedi. Enrico
fa i "conti in tasca alla lista", ma come gli fa notare qualcuno il
giorno dopo, forse esagera in difetto nel calcolare "quanto e' costata
e quanto costa Mlist". Proviamo a fare i classici conti della serva,
non per vantarsi o chiedere denaro, ma per ringraziare coloro i quali
fanno si' che Mlist rimanga gratuita 
Enrico dice che uno il sito web se lo puo' pure fare da solo:
verissimo, come no...ma siccome io (e credo la maggior parte di voi)
non sono un tecnico ne' e' il mio mestiere fare i siti, non sarei
stata in grado di darvi un sito bello e usabile come Mlist (senza
falsa modestia
, e quindi farmi fare un sito (solo per quanto
riguarda la grafica e l'interfaccia di navigazione), mi sarebbe
costato dai 3,000 ai 5,000 Euro. (ringraziate Sofia di Vocabola perche'
invece non e' costato nulla, e anche le modifiche successive non hanno comportato costi, ma solo qualche cappuccino e un po' di pressing per infilare
Mlist in una agenda pienissima di impegni per entrambe).
Per quanto riguarda lo spazio web, i 25 Euro all'anno sono una stima
che potrebbe anche essere accettabile (anche se, come vi dicevo, viene
"criticata" in un altro post)...e di questo invece dobbiamo
ringraziare Gigio di Impression.it.
Proseguendo con la connettivita' non ho l'adsl quindi "risparmio" i
4/500 Euro all'anno, ma in compenso ne spendo 100 per un abbonamento
con un provider, piu' 150 a bimestre a mamma Telecom per le ore in cui
sto connessa per gestire la lista online.
Ed ecco che arriviamo ad una parte che Enrico dimentica, ma che
rappresenta il vero cuore della lista: il sistema di gestione. Mlist
ha un motore potentissimo, costruito da Bago (Impression.it) e dai
sui tecnici, molto lontano da Milano dove abito, dietro mie specifiche
tecniche, dopo ore di mail, di chat e di test...che funziona meglio
di Lyris per le esigenze di Mlist, e non costa nulla
(a differenza della versione di Lyris che avevo provato ad utilizzare,
costo netto 5.000$...grazie Davide e Xmedia che mi hanno fatto
"provare" l'ebbrezza di Lyris
).
Posso moderare la lista ovunque io sia, attraverso una interfaccia
web gestire in automatico iscrizioni e cancellazione, messaggi di
benvenuto e di cancellazione, statistiche sui post, sugli iscritti,
leggere, moderare e organizzare quattro liste (Mlist normale, la lista
Large e i due digest corrispondenti), ho a disposizione un ad server
per programmare e organizzare le sponsorizzazioni, oltre ad un sistema
di publishing per ogni area del sito...non oso immaginare quanto
sarebbe costato questo ambaradan sul mercato: sono sicura che chi di
voi se ne intende un po' sara' impallidito al pensiero.
Ah, dimenticavo...vi piace il logo di Mlist? Beh, costo sul mercato
intorno 1.000 Euro, grazie a Roberto di Unit.it 
Non vorrei parlare del tempo/costo che ci metto a moderare e gestire Mlist,
poiche' come giustamente qualcuno diceva (mi pare Angelo Caravaggi),
il mio lavoro e' prima di tutto una passione, anche se onerosa in
termini di tempo.
Ecco, questo e' il motivo per cui Mlist non e' a pagamento.
E il motivo per cui vi ho scritto i nomi e le aziende di chi vi fa
leggere Mlist "aggratis" e' simile a quello per cui vedete le reti
Mediaset senza pagare il canone, perche' mettere davanti ai vostri
occhi quei nomi e' gia' una pubblicita' di valore.
Detto questo, e concludo, mi piacerebbe comunque sapere come valutate
la lista, e quindi vorrei lanciare prima o poi qualcosa di simile a
cio' che e' stato fatto con onlinecommunityreport: una versione
shareware della lista, nello spirito del software che liberamente
utilizziamo salvo pagare una quota a chi l'ha prodotto, ma non in via
obbligatoria. Chi vorra' e chi onestamente sentira' che Mlist gli e'
di aiuto nella vita business di tutti i giorni potra' versare un
contributo (stabiliremo poi un importo massimo), gli altri
continueranno ad usufruire della lista gratuitamente, se la reputeranno
utile, altrimenti ne usciranno sempre liberamente.
Credo che in questo modo si superino anche i problemi legati
all'immancabile giudizio soggettivo del valore percepito della risorsa
Mlist: per qualcuno 100 Euro sono troppi, per altri pochi, per altri
ancora 10Euro non sono sufficienti...
Stay tuned per vedere come evolveranno le cose...in attesa del
viaggio nei caldi mari tropicali che mi augura Angelo Caravaggi 
A presto
Elena
Elena Antognazza
icq:4560666
www.mlist.it
Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Paola Furlanetto il 19 Febbraio 2002 - 19:55Due commenti all'intervento di elena (e precedenti):
1. ottima l'idea shareware
2. riflettendo sul pagamento obbligato, sarei lieta di sottoscriverlo
)
sopratutto se avessi un servizio "digest", oggi non disponibile.
Ritengo infatti che l'unico limite della lista siano gli interventi
"troppo lunghi" (moderatrici escluse, ca va sans dire...
Quindi... elena perchè non ci obblighi ad un abstract di 5 righe da
mettere all'inizio dell'intervento?
Questo consentirebbe due diversi livelli di lettura (veloce e
approfondita) e la possibilità di sottoscrivere un futura versione
"compact".
Paola Furlanetto
Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Leonardo il 19 Febbraio 2002 - 15:25Ciao Elena,
innanzitutto ti ringrazio per l'ospitalità. Come padrona di casa sei
eccezionale;)
Ho letto con attenzione la tua mail e vorrei porti un interrogativo se
permetti: hai esaminato con attenzione e indubbia qualità di analisi
aziendale tutti gli aspetti di Mlist ma.......non hai considerato il mio
punto di vista e cioè la passione verso la lista. E' una tua creatura e
come tale è un pezzo di te.
Io credo che la possibilità di confrontarsi con gli altri sia un must per
un professionista. A questo punto mi chiedo: hai omesso questo aspetto
perchè lo dai per scontato o perchè non consideri tale aspetto importante?
La mia è una curiosità. Voglio capire se anche nella new economy un
professionista può dare spazio ai "sentimenti" al proprio modo di essere o
bisogna essere aziendali in tutto e per tutto.
Ti ringrazio anticipatamente e spero di poter discutere con te più spesso.
Ciao
Leonardo
Ps: ora che mi sento in famiglia firmo solo Leonardo senza cognome no?
Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Simone Tani (PRESSToday) il 20 Febbraio 2002 - 13:04Vorrei aggiungere un commento su repubblica.it:
leggo su bernabe.it "Dei circa 1500 quotidiani statunitensi, solo 15
garantiscono l'accesso esclusivamente a chi paga un abbonamento. Ad
affermarlo è un documento della società Borrell & Associates, in cui si
legge anche che nessuno dei giornali che fa pagare la consultazione ha
ottenuto un traffico che superi il 26% dei lettori della copia cartacea.
Molti quotidiani sul web hanno scelto di aprire gratuitamente il sito a
tutti e di
proporre a pagamento solo servizi di approfondimento o, magari, l'archivio
degli anni precedenti."
Chi ha ragione? Repubblica o i 1485 giornali statunitensi tra cui cito il
NY Times, il LA Times, il Washington post ecc. ?
Repubblica ha fatto un mix delle strategie che sin'ora ho visto attuare:
pagamento dei contenuti o pagamento dei servizi a valore aggiunto connessi
ai contenuti. Ha messo a pagamento tutti e due. E' una soluzione che non mi
convince e che a mio parere rischia solo di far perdere a Repubblica la
palma di sito di News più visitato in Italia (stando alle statistiche di Prima
Comunicazione).
Io continuo ad affermare che o si hanno dei contenuti veramente
specialistici oppure l'unico modello di business che possa aver
successo sia il pagamento dei servizi.
Ovvero: attraggo tanti visitatori con i contenuti (la cui replica non ha
costo) e cerco di vendergli dei servizi.
Sono pronto a essere stupito dal successo di Repubblica ma, non è per
portar sfiga, non ci credo tanto.
Ciao, Simone
Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Sofia Postai il 19 Febbraio 2002 - 23:25saluti a tutti
Paola Furlanetto dice
... intervengo con un po' di imbarazzo in questa discussione perche' ho
stima e affetto per Elena, e da questo punto di vista penso che ci siano
delle ragioni per cui sarebbe giusto che ricavasse dal suo impegno un
qualche tangibile ritorno.
Pero' e' un'idea che non condivido...
E tantomeno condivido quest'idea di intervenire con degli abstract...
Mlist e' un luogo in cui si parla di lavoro, d'accordo, ma se intervenire
deve essere impegnativo come preparare una conferenzina... no grazie
E do' ragione a Fabio Metitieri che pensa che se la gente paga (anche su
base volontaria) per leggerci... beh... mi sento un po' meno libera di
scrivere quel che mi pare ...
mi verrebbe in mente che forse non e' questo il modo piu' giusto per
scriverlo... e poi lo scrivero' quando saro' piu' calma e avro' modo di
pensarci meglio (forse a ferragosto?
Insomma, sono molto combattuta...
... ma tutti questi discorsi non mi piacciono tanto.
La rete non mi piace piu' tanto...
Elena, dacci un servizio peggiore, modera a giorni alterni, non
risponderci se ti rompiamo le scatole privatamente, obbliga tutti gli
iscritti a sottoscrivere una liberatoria sui propri interventi (sono pur
pubblici sul sito).
E se siamo cosi' stronzi da non fare neppure un click per acconsentire...
chiudi la lista senza rimpianti...
... ma difendiamo da qualche parte la "logica del dono" che una volta era
alla base della rete...shareware non e' freeware
O e' un'idea troppo stupida e/o romantica?
saluti a tutti
sofia postai
====================================================
Sofia Postai - Vocabola srl - usable web design http://www.vocabola.com
tel +39 41 5242209 cell 347 3736369 hops!... e' uscito il mio libro.
Info a http://www.sitichefunzionano.i t
====================================================
Re: Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Gisella Pesce il 22 Febbraio 2002 - 08:11Ciao a Elena e a tutta la lista
Secondo me Sofia ha centrato un bel punto
...
Magari da una selezione e un mix di risposte ad alcune domande si potrebbe
farne un libro, con allegato CD, why not?
Fateci sapere
Gis
Re: Mlist resta free (ecco perche')
Inserito da Piero IntontiSalve Lista,
Ho seguito un po' in ritardo il thread che ipotizzava i modelli di
business possibili di una lista come Mlist.
Me ne scuso, ma spero di recuperare con un contributo un po' fuori dalle
righe (io sono costantemente guidato dai "pensieri trasversali") e con una
proposta diversa da mettere al centro e da discutere con Voi e con la
nostra Moderatrice.
Taglio corto sulla discussione dei modelli di business presi in esame e
arrivo al punto: di fatto, cos'e' Mlist? Una comunita' di esperti (o di
interessati a diventarlo) nel campo del web marketing. In questa Lista ci
sono persone del calibro di Rob Venturini, della nostra stessa Elena e di
tanti altri amici che mi onoro di conoscere personalmente e
"digitalmente". Insomma, il nostro valore, il Valore di questa lista
(quello che potrebbe trasformarsi in soldi) e' dato dall'*insieme* delle
persone che la compongono.
Io credo che debba essere quello il Valore da sfruttare.
Spiego meglio la mia proposta/idea: perche' la brava Elena non sottopone a
tutte le web agency sul territorio nazionale un "pacchetto di discussione"
a pagamento da inserire quotidianamente in Lista? Supponiamo infatti che
un'Azienda stia per mettere on line il frutto di un lavoro che pensa (o
vorrebbe che fosse) accurato. Bene, essa (o la web agency che la cura)
sottopone il sito "in pasto" a questa Lista nella fase di testing (quindi
possibilmente "prima" che venga messa definitivamente on line) ad un
prezzo concordato.
La Lista in maniera costruttiva o distruttiva si "sperimenta" nel
contributo critico al progetto in partenza mettendo su, di fatto, un
brainstorming della community piu' estesa e qualificata che ci sia in
Italia nel campo del web marketing.
La brava Elena raccogliera' tutti i contributi e provvedera' alla fine di
un tempo prefissato a consegnarli all'Azienda che ne fara' l'uso che
riterra' piu' opportuno.
Alcune riflessioni ulteriori a supporto dell'idea:
sullo spamming perche' era stato male consigliato. Con un servizio del
genere avrebbe probabilmente potuto evitarlo.
(vabbe' che diciamo ad Elena sempre "grazie", ma non credo che compri il
fornendo quello che gia' spesso ha fatto:
prosciutto con i "grazie"
discutere sui temi che ci sono a noi cari.
Per le web agency un'occasione per certificare la qualita' del lavoro
svolto e un'opzione su eventuali integrazioni che emergono successivamente
alla raccolta delle riflessioni da parte della Lista.
Per la Moderatrice un po' di soldini in tasca e per i partecipanti un buon
modo per "farsi osservare" e giudicare sulla pertinenza delle proprie
osservazioni. Insomma, se dico str**** qualcuno si guardera' bene
dall'affidarmi incarichi, se dico cose interessanti magari possono nascere
nuove opportunita' (in fondo Elena ha tratto un beneficio professionale di
immagine, no?)
Bene, non so se nella speigazione sono stato felice, ma ho una lunga
giornata che mi attende e devo ancora prendere il mio quarto caffe'.
In attesa di leggerVi
Buon Lavoro
Piero
Piero Intonti | Team Manager
intonti [at] webdes [dot] com | http://www.webdes.com
BARI tel. +39 0805241925 | fax +39 0805241821
Via Andrea Da Bari, 38 | 70122 - BARI
Re: Re: Mlist resta free (ecco perche')
Inserito da Alessia il 21 Febbraio 2002 - 13:32Ciao a tutti,
sono un "nuovo" acquisto, nuovo si fa per dire, è già una settimana che vi
seguo ed imparo cose interessanti sia leggendo i vostri interventi sia
visitando i vostri siti (non sono d'accordo con chi dice che non si
dovrebbero scrivere in calce alle e-mail) che sono molto interessanti.
Mi sento di intervenire sulla proposta/idea di Piero: proposta molto
interessante e che mi sento di appoggiare in pieno con una sola
"aggiunta": perchè non formare un vero gruppo di lavoro?
Alessia
www.nonnaelvira.com
www.diffusionelibro.com
www.dallamatitaalmouse.it
Re: Re: Mlist resta free (ecco perche')
Inserito da Sandro Mostarda il 21 Febbraio 2002 - 11:45Ciao a tutta la lista,
concordo pienamente con questa proposta di Piero,
Circa tre anni fa quando lanciammo il nuovo sito
www.snai.it chiesi proprio la stessa cosa, e non
ricordo più se fosse IMLI o MKTG la lista in
questione.
La proposta si perse nel vuoto, giustamente ci sono
fior di professionisti che vogliono esser pagati per
tali consigli.
Ma forse è questo il problema, che ne pensate?
Saluti.
Sandro Mostarda
Re: Re: Mlist resta free (ecco perche')
Inserito da Voxidea il 21 Febbraio 2002 - 17:56Ciao a tutta la lista.
Volevo aggiungere delle cose all'ottimo intervento di Piero Intonti:
Quello del gruppo di discussione e verifica di un sito potrebbe inmho
essere sicuramente fattibile.
La stessa cosa potrebbe a maggior ragione valere in fase di progettazione:
verificare prima se un progetto è valido, che accoglienza troverebbe, se
vale la pena investire risorse... non un vero e complesso studio di
fattibilità ma un giudizio a naso... dato da nasi (spesso) esperti... come
accennavo in un mio intervento del 19.2 (..se io ad esempio volessi
contattare in un
sol colpo diversi esperti di un settore per avere un parere di fattibilità
oppure una visione orientativa sul tipo e l'opportunità di una iniziativa
che vorrei intraprendere, potrei ricorrere alle varie professionalità
presenti nella lista ....).
Addirittura la cosa si potrebbe estendere alla partecipazione a progetti
.
"open", suscettibili, a progetto sviluppato, di esecuzione in proprio o per
conto di imprese e/o finanziatori (o magari progetti non profit), come
accennavo in un altro messaggio
giorni fa (progetti aperti, modelli di business...), scusate le
autocitazioni
Tutto questo pone però alcuni problemi (a mio parere risolvibili), in
diverse aree:
valutazione siti e iniziative già definite, in fase di test prima
dell'uscita definitiva:
Da parte dei potenziali "clienti" ci potrebbe essere qualche remora a
sottoporre a pubblica "lapidazione" la propria creatura appena nata e con
imperfezioni e debolezze normali nella prima fase di sviluppo..... che se
enfatizzate e messe alla berlina da "esperti" potrebbero, invece che
aiutare, affondare la barca prima del varo.... ovvero: sicuro che una web
agency, a scatola chiusa, direbbe al cliente guarda cosa pensano i miei
colleghi/concorrenti del lavoro che ho appena fatto per te?
si potrebbe ovviare con gruppi di lavoro tratti dalla lista che si
impegnano
alla non divulgazione a terzi e i cui risultati non sono noti all'esterno,
almeno in prima battuta.... non è una soluzione perfetta (si limita il
brainstorming al gruppo +/- grande e non ci sono vere garanzie di
segretezza) ma potrebbe essere un compromesso accettabile.
Lo stesso meccanismo potrebbe valere per la valutazione di progetti
"chiusi"
(con attori già determinati) in fase embrionale per testarne la
fattibilità.
L'idea non viene divulgata a tutti ma solo ad un gruppo selezionato in base
alla materia e al tipo di valutazioni da fare, si firma un impegno alla
riservatezza ecc.. Per non perdere gli apporti di brainstorming si
potrebbero lasciare al pubblico dibattito solo alcuni temi generali del
progetto per avere un feedback migliore....
I partecipanti al gruppo, oltre all'esperienza potrebbero sviluppare utili
relazioni per consulenze + approfondite e addirittura potrebbero
svilupparsi
meccanismi di compenso non solo per Elena ma anche per i partecipanti.
La composizione dei gruppi di valutazione potrebbe seguire delle regole
basate sulle competenze ed essere gestita da Elena ed altri moderatori.
Importante sarebbe la funzione di moderazione dei lavori (in questo la
ragione del ruolo principale di Elena ed altri moderatori). Inoltre per
progetti specifici si potrebbe prevedere l'utilizzo di strumenti di
groupware ecc.
Ancora più interessante sarebbe inmho l'idea di usare la comunità della
lista come punto di partenza per progetti "open", dove l'apporto sarebbe
più "fattivo" che "consultivo":
si parte dalla proposta di un'idea o dalla specifica necessità rappresentata
da un'impresa e si crea un progetto... se si lavora bene il progetto può
essere realizzato, finanziato, acquistato dall'impresa, realizzato a scopi
di beneficienza ecc..
Molto importante sarebbe la scelta dei metodi di lavoro, il
coordinamento, gli strumenti di interazione in rete ecc.
A questi progetti open potrebbero partecipare prevalentemente giovani e
studenti coordinati e seguiti da esponenti senior...
Mi viene in mente a questo proposito quello che ha da poco suggerito il
Prof. Gianni Degli Antoni in un'intervista apparsa su il Nuovo
http://www.ilnuovo.it/nuovo/fo glia/0,1007,106787,00.htm l relativamente ai
giovani, all'uso di Internet e alla necessità di creare impresa.
Ovviamente tutto quello che ho accennato finora ci porta lontano dagli scopi
per cui è nata e vive la lista.... che sarebbe un punto di partenza ma non
potrebbe convertirsi nello strumento per realizzare tutto questo... come
Mlist.... e quindi ha ragione Elena quando dice che Mlist deve restare
free.
Però la community che si è creata ha molte potenzialità e forse è giusto

che si provi a far in modo di investire i talenti del gruppo che pure ha
un'alta
dose di individualismo.... La lista sarebbe la piazza virtuale dove
annunciare le iniziative e formare i gruppi... il lavoro di discussione e
sviluppo all'interno dei gruppi potrebbe poi costituire in futuro nuovi
argomenti di confronto per tutta la lista ... il solito circolo virtuoso
Da parte mia sarei sin da ora disposto a sviluppare l'argomento e
parteciparvi attivamente ... mettendo a disposizione le risorse necessarie
(... ovviamente nell'ambito delle possibilità e degli obbiettivi
dell'impresa) e sarei sicuramente disposto ad utilizzare e proporre i
servizi descritti da Piero.... essendo peraltro tutto questo
particolarmente vicino ad alcuni progetti che stiamo sviluppando.
se può valere come primo feedback...
ciao a tutti e scusate la lunghezza
roberto nardone
www.voxidea.com
Re: Re: Mlist resta free
Inserito da Boris La Corte - bolac il 22 Febbraio 2002 - 16:35un cordiale saluto ad Elena ed a tutti i colleghi di lista.
Leggo con interesse l'intervento di Piero Intonti e gli altri commenti
che ne sono scaturiti.
Mi ritengo particolarmente attratto da quanto proposto da Piero
ma suggerisco di fare molta attenzione ad un aspetto:
qualcuno ha giustamente sottolineato il termine comunità che è quello che
non dobbiamo mai perdere di vista. A mio modo di vedere la comunità di Mlist
può certamente essere proposta "all'esterno" per fini utili alla causa (leggi
?...) ma trovo importante che la comunità non perda di vista la sua funzione
"interna", quella cioè di servire ai propri membri, a tutti coloro che per
professione, per diletto, per mero interesse traggono beneficio da quanto
trattato dai colleghi più "titolati" (il riferimento ad una polemica dei giorni
scorsi non è tanto casuale...).
Accetterei ben volentieri la proposta di Piero nel momento in cui
venissero ben bilanciate le istanze che ci fanno proporre all' "esterno" con quelle
della integrazione, della crescita e dell'affiatamento delle risorse "interne".
In caso contrario non sarebbe più una comunità. Da questa si staccherebbe
la categoria degli "eletti" rendendo di fatto l'insieme come una mera
somma di caste, dalle più modeste a salire. E questa non sarebbe più una
comunità.
Saluti.
Boris La Corte
www.bolac.net
Re: Mlist resta free (ecco perche') - lungo
Inserito da Angelo Caravaggi il 20 Febbraio 2002 - 17:27Ciao Elena
Concordo pienamente con la tua scelta di mantenere mlist free.
. Giustamente tu proponi:
Non credo nel 'ppcmm' (pay per community
E' la versione, più elegante, della buona vecchia colletta (pro vacanza in
mari tropicali) che avevo proposto nel mio post precedente.
La trovo un'ottima soluzione. Dovresti fare una bella 'campagna
abbonaggio'...come fa Radio Popolare (chi l'ascolta sa di cosa parlo).
Una volta all'anno dedicano un'intera settimana ad invitare gli
ascoltatori (in modo ironico) a sottoscrivere l'abbonamento. Ovviamente
sia chi ha sottoscritto, sia quelli che non l'hanno fatto possono
ascoltarne le trasmissioni ...ma la campagna abbonaggio fa leva proprio
sul 'senso di appartenenza' alla comunità che si è creata intorno a questa
radio (e anche un pò sul senso di colpa degli ascoltatori più tirchi).
....ma io intendevo passione da 'patior'
Angelo Caravaggi
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