Credo che il ragionamento di fondo di questo topic sia poco condivisibile.
Effettivamente ci sono utenti che, al pari di Margherita, credono poco
nell'affidabilità dei motori di ricerca e li ritengono macchine per far
soldi, ma a mio avviso si tratta di utenti ben poco "smaliziati".
L'utente esperto, come si è già detto in questa discussione, non è quello
che filtra gli annunci in base alla posizione, ma quello che, da una
semplice occhiata alle SERP è in grado di intuire quali siano i contenuti
di qualità, separandoli dal resto.
Del resto pensiamo ai numerosi passi avanti che si stanno facendo in
direzione del Web 2.0 e delle ricerche semantiche: l'obiettivo dichiarato
è quello di fornire all'utente esattamente ciò che trova, non i siti che
più hanno pagato.
Con questo non voglio assoutamente affermare che prendere parte a
programmi quale AdWords sia inefficace; comparire "in alto" sarà sempre un
punto a favore, ad esempio si guardi agli interessanti studi di
eyetools.com: gli utenti danno più attenzione ai risultati nelle prime
posizioni (di seguito le percentuali degli utenti che guardano un
determinato sito nelle SERP, ordinati per posizione):
Rank 1 – 100%; Rank 2 – 100%; Rank 3 – 100%; Rank 4 – 85%; Rank 5 – 60%
Rank 6 – 50%; Rank 7 – 50%; Rank 8 – 30%; Rank 9 – 30%; Rank 10 – 20%
anche se questi sono collocati nella sezione "sponsored sites" (in Google
separata dal contesto).
1 – 50%; 2 – 40%; 3 – 30%; 4 – 20%; 5 – 10%; 6 – 10%; 7 – 10%; 8 – 10%
Questi studi, il buon senso e l'esperienza suggeriscono a mio avviso,
univocamente e incontrovertibilmente, che essere "in alto" sarà sempre un
valore aggiunto. Certamente non sufficiente per garantire il successo di
un sito, ma indubbiamente un GROSSO PUNTO A FAVORE.