Cercherò di dare qualche ulteriore dettaglio per rilanciare il dibattito.
mi pare che sempre di più la produzione di advertising inizi ad
interessarsi a tutti quegli oggetti che non siano più lo spot televisivo
classico. Sempre più qualcosa che assomiglia al "product-placement" per
intenderci:
Come sapete, il product placement è consentito al cinema, dal recente
decreto Urbani, mentre non lo è in televisione perché contrario alle tre
linee principali della direttiva Tv Senza Frontiere, che costituisce il
framework europeo per la pubblicità in televisione, che poi ogni
legislazione nazionale va a disciplinare.
Come ha ripetutamente denunciato
l'EGTA un associazione di broadcaster europei che si occupa di
advertising, questo framework è molto confuso in molti aspetti,
soprattutto quello che dovrebbe stabilire un confine tra product placement
(non consentito) e branded content (consentito), per questo se pur i
branded contents sono ritenuti molto interessanti, diversi produttori non
se ne occupano, fino a che non ci sarà la ridiscussione del framework che
dovrebbe avere luogo entro l'anno, ma che i bene informati a Bruxelles
stimano che avverrà entro il primo trimestre 2006.
Temo che dovremo aspettare per avere delle indicazioni più chiare in
merito.
- l'esperienza del WEB pagherà prima o poi:
chi meglio di noi conosce le tecniche di costruzione di interactive
advertising. Prevedo (o meglio... mi auguro!) che finalmente riusciremo a
monetizzare meglio le nostre esperienze, Che dite?
L'esperienza del web sarà utile, ma l'interactive advertising per la tv
dovrà sviluppare linguaggi suoi propri che deriveranno da una
contaminazione ed ibridazione di forme e stili, a tale proposito si sta
lavorando intando a livello internazionale per definire un insieme di
termini comuni. Personalmente sto lavorando per una razionalizzazione dei
formati suddiviso per obiettivi di marketing e comunicazione.
Intanto mi sono fatto una convinzione personale. L'importante è a mio
modesto avviso, cercare di capire che l'interattività in tv se ci sarà
(vedi il discorso fatto da Marco Tosi) deve essere funzionale alla
fruizione dei programmi.
L'obiettivo rimane quello di fare buoni
programmi televisivi, in cui l'eventuale interattività deve essere a
supporto e non un'attività a sè stante, perché chi vuole l'interattività
spinta la potrà trovare sul web. Credo che i formati che funzioneranno,
saranno quelli che valorizzano e non interrompono la fruizione della
programmazione lineare dei contenuti.
Un saluto a tutti
Maurizio
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Maurizio Goetz
Consulente di Marketing Digitale e Comunicazione Interattiva
Il blog del nuovo marketing relazionale
www.marketingusabile.blogspot. co m
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