Mamma mia! Quanta acrimonia nei post di Alessandro e Pierfranco! E, secondo voi, quale sarebbe l'alternativa? Forse passare ore davanti al computer cercando le notizie che interessano su migliaia di blog e siti analoghi? Oppure, e qui Alessandro si contraddice, pagando per leggere una testata che ho scelto fra tante?
Quindi, anche lui "paga le notizie, ha ha". Certo, i giornalisti italiani non sono tutti campioni di giornalismo come lo sono quelli di certi giornali americani, ma, tutto sommato, non sono male e qualche volta ci lasciano le penne per le inchieste che fanno (vedi Ilaria Alpi). Poi magari è vero che spesso sono fermati dagli editori, ma qui sta nella capacità di ciascuno di noi di andare a cercare la verità (sic) sull'immensità della rete, magari durante le ore di ufficio (Brunetta permettendo).
Tornando al problema di pagare le notizie, perché no se mi fanno pagare quello che spenderei per acquistare il giornale di carta o anche meno? Perché una volta scelto il giornale di cui mi fido, devo farlo affondare economicamente insieme a tutti quelli che ci lavorano solo perché posso leggermelo tranquillamente su Internet senza pagare? Io lo faccio, ma vi assicuro che ogni volta che lo faccio mi rimorde un po' la coscienza. E' un po' come scaricare un programma shareware e non pagare nulla non rendendoci conto che dietro c'è il lavoro di una o più persone che è giusto retribuire.
Alessandro e Pierfranco, nel loro austero integralismo direbbero che è meglio far morire quotidiani come quelli che abbiamo nel nostro Paese. Tanto non ci smeniamo nulla in fatto di notizie veritiere. Ma, ripeto, qual'è l'alternativa? Attendo da loro una guida alla navigazione su Internet, ringraziando anticipatamente