Quoto, appoggio, condivido: datemi notizie per le quali valga la pena pagare e le pago eccome !
Magari facendo on line una versione di 'assaggio' che mi invogli a passare a quella a pagamento. Ne ho sperimentate alcune, per capire che non valevano la pena, ad esempio l'offerta di QN, grazie per il test, ma no. No grazie, ovviamente.
come al supermarket : passi, ti chiedono di assaggiare qualcosa, se ti piace lo compri : lo fece ( o fa ancora) anche il Sole24Ore di carta, sempre di DeBortoli ( allora) .
Dato che mi veniva recapitato sempre in ritardo di almeno un giorno ebbi modo di fare un esperimento: armato di pennarellone nero 'cassavo' tutti i contenuti che nel frattempo erano stati superati o che ( come la pubblicità) non erano di mio interesse. Risultato: meno del 20% del giornale era significativo o attuale. Ripetendo il 'trattamento' dopo una settimana, molte notizie erano infondate, si rivelavano pettegolezzi oppure semplici ipotesi del giornalista. Direi che meno dle 10% del giornale avesse valore. Quindi 'no grazie' anche a loro.
Stefano Pepe parla anche dei mensili, ed anche qui l'esperienza si è rivelate sempre più deludente : per anni ho comprato riviste motociclistiche, do ogni genere ( anche straniere) ma poi pian piano l'fferta si è come 'appiattita': tutti parlano delle stesse cose nello stesso momento e modo. Ben diverso da quando la testata 'A' provava in esclusiva o in anticipo mentre la testata 'B' faceva invece altro ( analisi tecniche etc.) . Ad un certo punto la più antica di queste testate iniziò a fare degli 'speciali' su arogmenti specifici ( moto d'epoca, fuoristrada etc.) prima stagionali ed episodici, poi a cadenze specifiche ( semestrali ) e poi via via a cadenze sempre più strette fino a farle diventare mensili. Risultato: per avere notizie ridondanti, uguali per tutti e potre leggere quanto già c'era su UN mensile dovevo comprarne un bel po'.... Oltre all'esborso economico, le pubblicazioni si accumulavano perchè non avevo più il tempo di seguirle- Un anno, ad Agosto, mi resi conto di passare il mio tempo libero in vacanza nel tentativo di 'recuperare' la lettura di sti cosi, sottraendolo a migliori attività, con il risultato di interrompere l'acquisto di tutte le riviste. E di avere le notizie più banali (quelle d'agenzia o di cronaca: cioè, con la pubblicità, l'80% della rivista-madre) da altre fonti gratuite.
Quasi un 'lavoro' seguire il tutto: da qui la provocazione circa il fatto che, se vogliono farmi vedere le loro pubblicità, gli interessati comunicati stampa e le loro opinioni, che mi paghino loro, appunto.
In carta o sul web, è lo stesso.
saluti disinteressati
Pierfranco