Ciao a tutta la lista!
si fanno grandi discorsi sul posizionamento nei motori di ricerca, SEO,
ecc.
Mi sono domandata l'anno scorso quanto fossero visibili le aziende
esportatrici italiane sui motori/directory internazionali, cercando con
parole chiave in inglese.
Premetto che lavoro alla Camera di Commercio di Padova e che mi serviva
avere una risposta per poter indirizzare la azioni formative e
promozionali della Camera nella direzione più utile al nostro export.
Ho approfittato di una stagista della locale Università alla quale ho
fatto usare in modo intensivo Agent Web ranking su più di 400 siti di
esportatori padovani che avevano un sito in inglese (gli altri 1400 o non
avevano il sito o ce l'avevano solo in italiano...).
Sono stati analizzati i posizionamenti su google, alavista, aol, yahoo ed
anche overture (a pagamento) utilizzando le parole di descrizione delle
merci per ogni singola azienda che si trovano ora sul portale degli
esportatori padovani www.padovabiz.it.
I risultati sono stati stravolgenti: il 40% dei siti attivi (184 su 464)
non venivano rilevati, neanche cercando con il nome dell'azienda.
Ovviamente il settore industriale era quello più visibile sul web, mentre
la piccole imprese (meno di 20 dipendenti) - come ci si poteva aspettare -
erano molto meno visibili delle aziende al di sopra di tale soglia.
Però (sorpresa!) le aziende non c'era molta differenza di visibilità tra
aziende di 40 dipendenti ed aziende di 400.
Basandosi sul numero di keyword totali utilizzate su 9.165 keyword di
descrizione dei prodotti, solo in 1292 casi è stato raggiunto un qualche
risultato di ricerca (pari al 14%).
Mio commento: le nostre aziende rischiano di essere tagliate fuori.
La grande maggioranza non sa ancora utilizzare il nuovo mezzo di
comunicazione.
La sintesi della ricerca è disponibile su:
http://www.pd.camcom.it/dev_cciaa/web.nsf/web/visibilità_internet_esportatori
Per non parlare poi degli errori di comunicazione dei siti.
E' stato fatto un check su 76 siti di aziende di Padova (check effettuato
da Sofia Postai, per conto della Camera di Padova che ha inviato una
relazione personalizzata ad ogni azienda).
Da mettersi le mani nei capelli!!
(
I risultati sono stati riassunti in un "benchmarking" che sarà in
appendice sul nuovo libro di Sofia ("Siti che funzionano" completamente
rifatto) che uscirà a fine ottobre e poi sarà anche pubblicato su Internet.
Un'anticipazione: il problema in genere non è che le aziende scrivono in
modo troppo sbrodolato, ma che proprio scrivono troppo poco (Sofia parla
di problemi di afasia)...
Se questa non è una sorpresa..
Il check era stato commissionato dopo che un'analisi molto più
superficiale ed approssimativa aveva evidenziato errori macroscopici:
vedi: http://www.pd.camcom.it/dev_cc iaa/web.nsf/web/export_Pd_su_I nterne t
Ovviamente abbiamo avviato dei percorsi di formazione per le imprese che
potranno senz'altro aiutare o almeno spero.
Mi piacerebbe avere dai membri della lista considerazioni e commenti.
Saluti a tutti!
Liana Benedetti
Capo Servizio Sviluppo Informatico
Camera di Commercio di Padova
liana [dot] benedetti [at] pd [dot] camcom [dot] it
www.pd.camcom.it
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Mauro Lupi il 12 Settembre 2003 - 22:13Innanzitutto complimenti per la ricerca e per il supporto che offrite alle
aziende.
Il fatto che molti progetti web trascurino la visibilità sui motori di
ricerca è cosa che succede da sempre, anche se negli ultimi mesi il
settore sta vivendo un'interesse senza precedenti (finalmente!).
Nonostante questo, alcune ricerche dimostrano come anche i siti delle
grandi aziende siano spesso invisibili agli occhi dei search engines.
Provo a riassumerne i motivi principali.
Il modo con il quale vengono costruiti i siti moderni va nella direzione
opposta rispetto ai "gusti" dei motori di ricerca in fatto di documenti
web. Siti dinamici, con frames, con animazioni Flash, ecc., trovano delle
evidenti difficoltà ad essere catalogati.
Quando le pagine sono "accettabili" per i motori di ricerca, allora spesso
non si seguono alcuni semplici accorgimenti per renderle interessanti agli
occhi di Google & C., ad esempio, indicare nel titolo di ogni pagina i
termini specifici trattati nel documento.
Da ricordare inoltre che l'enorme importanza assunta della "popularity",
ossia del peso che i motori di ricerca riservano ad ogni documento web in
base ai link che riceve da altri siti, necessità di un'apposita attività
di relazione con altri siti.
Non dimentichiamo, infine, che la competizione sui motori di ricerca sta
crescedo a ritmi vertiginosi: due anni fa venivano catalogate non più di
250 milioni di pagine web, oggi Google e Overture/Fast hanno superato i 3
miliardi!
E se a questo si aggiunge l'oggettiva complessità del settore ed il suo
perenne mutamento, non mi sento di prendermela del tutto con le aziende e
di come scrivono sul web (almeno a riguardo dei motori di ricerca).
Magari potrebbero rivolgersi a società specializzate...
))
Mauro Lupi
Presidente
Ad Maiora SpA
weblog: www.maurolupi.com
website: www.admaiora.com
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Pasquale AlfanoCara Liana,
premesso che non mi occupo di motori di ricerca e keywords,
effettivamente, i risultati di cui parli sono sorprendenti, almeno per me.
Chi, in lista, di motori di ricerca ne sa, forse potra' illuminarci.
Da quello che mi è capitato di vedere in rete, pero', sono portato a
ipotizzare quanto segue:
1 - chi si occupa della produzione dei siti per l'export, spesso dimentica
del tutto
che i prodotti offerti dal sito, dall'estero, verranno ricercati con
parole straniere.
Certamente si tratta di una mancanza importante.
2 - le aziende titolari dei medesimi siti, con ogni probabilita', nemmeno
ci pensano
che serviranno "chiavi inglesi", "chiavi francesi" ecc. e quindi non
possono nemmeno
farlo presente a chi realizza fisicamente il sito.
3 - un po di sana fanta-telematica: non sara' che per motivi di puro e
semplice "calcolo"
alcune keywords vengano deliberatamente non indicizzate?
Che le aziende parlino poco non mi pare. Direi che piu' che altro si va da
un estremo
all'altro: o sono logorroiche o sono telegrafiche, con una netta
predominanza della prima
categoria, almeno nella mia personale, quotidiana esperienza.
Grazie per aver messo in luce la questione e per i link forniti e buon
lavoro.
Pasquale
http://www.zotware.com
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Mariateresa Cendamo il 12 Settembre 2003 - 19:47Search Engine Optimizer ( ottimizzatore per i motori di ricerca ) ecco
cosa si cela dietro la famosa sigla SEO.
Questo risulta dare buoni risultati nell'ambito della "promozione" dei
siti tramite i motori di ricerca in quanto forniscono aiuto per
individuare le directory a cui inviare la segnalazione del proprio sito.
Anche se purtroppo esistono SEO che non garantiscono ciò che "promettono"
Tu hai detto di aver adoperato un numero inimmaginabile di parole chiave e
che hai chiesto l'indicizzazione anche a Google che però "ufficialmente"
non prevede alcuna segnalazione prioritaria in quanto risulta essere
prevista un url apposita per l'inserimento che dovrebbe avere COSTO
ZERO. Sempre rimanendo nell'ambito di google questo non dovrebbe accettare
le descrizioni, parole chiave o altro che non riguarda il contenuto
effettivo del sito stesso.
Ossia non posso inserire che nel mio sito si trovano mp3 da scaricare se
il sito
in realtà è un sito di un'azienda che fabbrica caramelle
passerà da un editor all'altro rallentando il tutto e facendolo finire tra
i siti da rivedere.
Poi alcune aziende che adoperano metodo SEO vi promettono di comparire
alle prime posizioni ma in realtà vi collocheranno molto probabilmente
nella sezione pubblicitaria del motore.
Inoltre Agent Web Ranking è un ottimo programma che permette di
effettuare verifiche di posizionamento e dovrebbe aggiornarsi in base alle
modifiche dei motori di ricerca stessi entro 3 giorni ma io allora mi
domando:
Se alcune volte non basta un mese ad un motore di ricerca per rendere
visibile nelle pagine pubbliche quello che è visibile all'editor come un
software può rilevare questo in soli 3 giorni? O i tre giorni sono da
calcolare dal giorno in cui finalmente le modifiche sono sul lato
pubblico? Direi la seconda:-)
Cmq ho trovato tempo fa un documento interessante:
http://www.google.com/webmaste rs/seo.htm l
Mariateresa
Firma elettronica:
Nessuna Azienda
Chattarola ed anche un pò triste oggi...quindi siate buoni nel replare
thanks.
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Marilena Carloni il 13 Settembre 2003 - 13:43L'altro giorno stavo giusto parlando di questi argomenti con alcuni
colleghi e in un piccolo scritto ho evidenziavo la differenza del
posizionamento sui motori dall'acquisto della pubblicità sul web, come
propongono la maggior parte delle web agency italiane più conosciute.
Credo che sia questo il problema: le aziende (e naturalmente chi le dirige
e deve prendere decisioni) non sanno cosa vuol dire farsi trovare su
internet. E quando una web agency propone loro una certa visibilità coloro
che sono addetti a prendere le decisioni pensano che sia tutto lì. A
differenza del lavoro di posizionamento puro che rimane...per sempre, e
dà, compreso nel prezzo il controllo e il monitoraggio e le varie
modifiche al bisogno per rimanere sempre visibili sui motori.
La vostra
ricerca infatti si basa proprio sul posizionamento puro e la visibilità
per determinate parole chiave. Mentre l'offerta del mercato italiano
riguarda in maggior misura il pay per click e company, che danno una
visibilità ristretta ad un determinato periodo di tempo.
Le aziende non lo
sanno e pensano di aver avuto quello che cercavano, ma alla fine dei fatti
è il posizionamento puro che produce risultati nel tempo duraturi. Queste
forme di advertising possono essere fatte e devono essere fatte al di là
del posizionamento e insieme al posizionamento per poter ottenere
risultati lusinghieri e duraturi nel tempo.
Sono dell'opinione che comunque, il problema nasca proprio dall'assoluta
mancanza di conoscenza di cosa sia internet, di come può allargare il
mercato e della potenza del suo utilizzo in maniera efficace. Si dovrebbe
fare proprio un servizio del genere verso le aziende: far conoscere
internet, far capire loro la potenza di internet e le ragioni (viste
proprio nell'ottica di export) per cui si deve fare ciò.
Marilena Carloni
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Andrea CappelloSalve Liana,
Ti rispondo con piacere in questa lista, ben conscio dei problemi da te
esposti in quanto in parte coinvolto per questioni territoriali
nell'annoso problema "PMI e Internet".
Il problema della mancanza di "cultura" sui motori di ricerca, o meglio,
sul Search Engine Marketing, è un problema in primis di referenti adeguati.
Chi oggi sta seguendo le PMI sul corretto utilizzo di questo delicato
strumento di marketing? Nella maggior parte dei casi le web farm che, una
volta fatto il sito, per "arrotondare" o mantenere in piedi la loro
struttura si improvvisano esperti in materia, generando invece confusione
e disservizio, svilendo il servizio sia sulle sue potenzialità sia sul
suo valore.
Ma anche le stesse agenzie (non solo nel nostro territorio - Triveneto)
che si spacciano Search Engine Agency o Web Marketing Consulting molto
spesso non sono minimamente in grado di dare corretti servizi e consulenza
ai loro clienti sul web advertising in senso più ampio.
La mia critica è aspra, ma di fatto vedere ridotto il discorso del search
engine marketing alla vendita delle parole chiave un tanto al kilo senza
capire come dove quando perché mi fa rabbrividire.
Fortunatamente le cose però stano cambiando. Come scrive correttamente
Mauro Lupi (AdMaiora) nel suo blog
(http://admaiora.blogs.com/maur olupi/advertising_online/index .htm l) il
Search
Engine Marketing, a seguito anche dell'affermarsi di modelli di business
come il pay per click, sta trovando un suo codice e una sua definitiva
affermazione come strumento autonomo di marketing (ripeto marketing, senza
"web" davanti).
Questo in primis all'estero
(http://www.sempo.org/sempo-pr- 20030820-launch.ph p).
E fortunatamente cominciano ad esserci società anche in Italia che stanno
evolvendo il settore con con strumenti e metodologie di lavoro ed analisi
all'avanguardia, ma anche con volontà e disponibilità nel fare
"formazione" sull'argomento tramite convegni, articoli, pubblicazioni.
Tra i pochissimissimi, cito volentieri Mauro Lupi, Marco Loguercio e Lucio
Miranda.
Tali società sono ad oggi però realmente troppo poche (dozzina?), e per
5milioni di aziende obbiettivamente non bastano....
In tale scenario quindi, è molto spesso la "fortuna" delle PMI di trovare
corretti referenti più che la loro incapacità di utilizzare al meglio lo
strumento del marketing applicato ai motori di ricerca. Molto spesso la
volontà di fare infatti c'è (seppur abbozzata) manca chi la traduca
realmente in pratica con tutta la pazienza che occorre (ma non di pazienza
si mangia).
IN SINTESI
Alla ricerca svolta dalla camera di commercio dalla brava Irene sarebbe
interessante far seguire una ricerca sulle motivazioni del perché di tali
risultati. Che potrei anticipare con un:
ma realtà (molto) impreparate
case, seminari, etc...) da parte di un po' tutti gli attori coinvolti
soldi in internet dicendo bugie
Un personale saluto a Liana (complimenti per il nuovo sito)
Andrea Cappello
www.studiocappello.it
Search Engine Marketing
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Patrizia BizzottoFinalmente un'iniziativa concreta!!!
Qualcuno che parla di un internet vero, applicato, calato sulla realtà
delle nostre aziende.
Hai fornito una fotografia della realtà padovana chiara, senza ambiguità e
sostenuta da numeri, non da opinioni.
Scusate lo sfogo, ma dopo anni di prima linea internet, di grandi idee e
blabla questa è la realtà con la quale ci si confronta ogni giorno: che
"la grande maggioranza delle aziende non sa ancora utilizzare il nuovo
mezzo di comunicazione"...
E credo che analisi come queste possano contribuire notevolmente ad alzare
la comprensione della rete, perché sono semplici da capire, perché
spiegano come l'essere in rete equivalga a incrementare il proprio
business, perché sono rivolte a chi banalmente deve "usare" internet.
Non mi sorprende che non ci sia differenza tra le aziende da 40 a 400
dipendenti, perché credo sia l'età media del decisore (escluse poche
eccezioni) a influire sull'investimento nel mezzo internet.
Pensate che chi usa a malapena la posta elettronica sia in grado di
comprendere facilmente il concetto di "visibilità internet"?
Grazie Liana e buon lavoro,
Patrizia Bizzotto
bizzotto [at] workup [dot] it
WorkUp S.p.a - Your Net Strategy
Via Capitano Alessio, 189
36027 Rosà (VI) - Italy
http://www.workup.it
info [at] workup [dot] it
Tel: +39 0424 584000
Fax: +39 0424 584099
Re: Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Mariateresa Cendamo il 25 Settembre 2003 - 18:38(..cut..)
Il fatto che ci siano persone che ancora non hanno dimistichezza con l'uso
di applicativi per molti di noi o voi molto semplici non vuol dire che
non sia in grado di poter comprendere il valore o le possibilità che si
nascondono dietro un medium come internet.
Io non ho alcun tipo di conoscenza inerente all'uso di altri mezzi di
comunicazione di massa o di cura dell'aspetto pubblicitario di un prodotto
ma sono comunque consapevole del peso e del ruolo che hanno.
Non credo che sia un punto di partenza vincente pensare "
soggetto_che_usa_ilpc:conoscenza_del
medium=soggetto_che_non_usa_del_pc:ignoranza_totale " credo che bisogna un
attimo rivederlo questo concetto:-)
p.s. scusate il riferimento matematico:-)
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Marco Loguercio [Sems S.r.l.] il 15 Settembre 2003 - 07:40Ciao Liana, ciao Lista
Le considerazioni che tu fai sono interessanti, soprattutto perche' per
una volta a porre l'attenzione su questi punti non e' un "addetto ai
lavori" del mondo del search engine marketing bensi' la rappresentante di
una struttura autorevole (ed ascoltata dalle aziende, almeno sulla carta)
quale una camera di commercio puo' essere.
Non sono pero', ovviamente, una novita'. E, se e' vero che il mal comune
e' mezzo gaudio, anche nei tanto celebrati USA non sono messi meglio: alla
fine del 2001 una delle principali agenzie di search engine marketing
d'oltreoceano aveva pubblicato i risultati di un'analisi sulla search
engine friendlyness dei siti web dei "colossi" Fortune 100: ebbene, il 97%
di questi siti (con alle spalle investimenti nell'ordine di milioni di
Dollari tra content management, piattaforme di profilazione dinamica e
personalizzazione dei contenuti ecc ecc ecc) era di fatto invisibile o
quasi nei motori. Buona parte di questi, invisibile anche cercando il
brand aziendale.
Alla base di questa situazione, negli USA come da noi, una scarsa
attenzione al tema "visibilita' nei motori" in fase di progettazione di un
sito (si ritiene che gli spider sappiano fare tutto da soli); eppure
sarebbe proprio questo il momento migliore per pensarci, per evitare di
dover spendere il doppio (o molto di piu´), successivamente, in interventi
correttivi.
Perche' allora si salta a pie' pari questo argomento? La risposta e'
ovvia&banale: tanto nelle grandi agenzie quanto nelle piccole web agency,
nel momento in cui si progetta un sito, si cura principalmente
speciali...)
aggiornare direttamente i contenuti (piattaforme di content management)
regga i forti flussi di traffico previsti... traffico che dovrebbero
arrivare da dove, se magari l'azienda investe forti somme nello sviluppo
del sito, per poi non avere un centesimo per la promozione dello stesso?
Misteri della fede... Quello che predicano molti "guru" statunitensi del
web marketing (il budget destinato ad un nuovo sito dovrebbe essere per
meta' destinato alla progettazione e sviluppo di questo, l'altra meta'
alla promozione) raramente l'ho visto applicare qui in Italia (e non la
meta' del budget, ma il 20% o meno).
La necessita' che il sito debba anche essere visibile nei motori (per
avere flussi di traffico qualificato costanti e GRATIS, e scusate se e'
poco) non viene affrontata perche'
a) non e' compito del web designer (l'importante e' che il sito sia bello)
e del programmatore (l'importante e' che funzioni senza "piantarsi"), che
giustamente hanno altre priorita'
b) mancano le risorse skillate che sappiano esattamente cosa fare
c) (prosecuzione del punto b) non si approfondisce l'argomento perche'
c'e' sempre la credenza che basti mettere online il sito per farlo trovare
automaticamente dagli spider, e che questi siano in grado di indicizzare
tutto il sito perche' evoluti tecnologicamente
d) l'azienda committente del sito ignora che la visibilita' nei motori
implichi un qualche tipo di lavoro gia' nella fase di progettazione dello
stesso, e raramente affronta questo tema con la web agency.
Ovvio, non dappertutto e' cosi', ma la realta' e' questa (detto da chi, in
passato, ha lavorato per web agency di tutte le taglie).
Questo spiega anche la considerazione
il modus operandi che porta alla realizzazione di un sito e' abbastanza
standardizzato e la grandezza di un'azienda in termini di impiegati non
implica necessariamente che quella di 400 persone debba avere un sito piu'
complesso ed articolato di quelle di 40 o di 4. Stesso discorso per gli
investimenti in visibilita' nei motori: non e' detto che l'azienda di 400
persone abbia per forza un budget per l'advertising nei motori mentre
quelle piu´ piccole no.
Molte aziende si trattengono poi dall'investire nei motori perche' non
sanno come misurarne i ritorni; si sono sempre sentiti dire "devi essere
primo nei motori, devi essere in testa per le tue parole chiave, devi
farti trovare da possibili prospect, se investi in positioning avrai la
casella piena di richieste d'ordine...". E stop. Ma come sapere se gli
ordini arrivati via telefono o mail sono realmente frutto della
visibilita' nei motori? Non dimentichiamoci mai che la maggior parte di
queste aziende (e nel panorama delle PMI del Triveneto questa e' la norma)
sanno a malapena quanti visitatori fa il proprio sito (analisi dei file di
log? E che e'?), per loro e' sempre piu´ facile e sicuro decidere di
investire in pubblicita' sulle riviste di settore (se poi si ricordassero
di mettere la URL del sito, nella pubblicita' cartacea, sarebbe anche
meglio).
Non bisogna dimenticare infine tutto quello che un'attivita' di
visibilita' nei motori potrebbe implicare nei processi interni aziendali
(come gestire gli ordini e le richieste via e-mail? C'e' qualche risorsa
che possa presidiare questo canale per dare una risposta in tempi brevi
alle richieste? Si e' in grado di capire e rispondere alle richieste che
arrivano in lingua straniera?).
Certo, molto spesso basta una case history di successo del settore per
Per dare
destare notevole interesse, salvo poi vedere le facce spaventate degli
interlocutori quando si accorgono che dietro ogni successo c'e' sempre
molto lavoro che, nel search engine marketing, non vuol dire solamente
saper scegliere le parole chiave migliori. L'idea di doverci perdere tempo
dissuade molti (e pensare che andrebbe a loro vantaggio...
una buona idea di cosa intendo dire c'e' una bella case history pubblicata
recentemente da MarketingSherpa
(http://www.marketingsherpa.com /sample.cfm?contentID=244 1 in inglese)
Mi piacerebbe sapere se l'analisi condotta ha verificato la presenza delle
aziende italiane non solo tra i risultati di ricerca di Google, ma anche
tra gli adwords. Hai infatti citato, per i listing a pagamento, Overture;
il fatto e' che le piccole aziende italiane non conoscono Overture a meno
che non siano seguite da un'agenzia/consulente o abbiano (come spesso
accade) il figlio del titolare abbastanza smanettone da convincere ad una
prova. E' molto piu´ facile invece che, per fare un test, abbiano optato
per gli adwords di Google in base ad una semplice considerazione: in molte
aziende viene utilizzato Google per le ricerche in Rete, e' cosi' piu´
semplice che i titolari scoprano gli adwords e, grazie alla possibilita'
del "fai da te" a costi minimi, decidano di provare (ho avuto molte
conferme su questo modus operandi in un mini sondaggio fatto tra quanti
hanno acquistato il libro che ho pubblicato
-che spiega proprio come aprire una campagna ppc sui vari google,
overture, espotting, findwhat, ah-ha, kanoodle- e mi hanno dato un
feedback). Devo dire effettivamente che molte piccole imprese italiane
hanno scoperto le potenzialita' del keyword advertising proprio attraverso
Google (con questo non voglio dire che overture o espotting siano a priori
meno validi come canali, tutt'altro) con campagne test adwords gestite in
proprio... o vedendo la propria concorrenza muoversi con link
sponsorizzati (e scatta il fenomeno dell'emulazione).
Altra domanda: in fase di raccolta dei risultati dai motori, avete anche
verificato manualmente che tra i risultati non vi fossero dei domini
realizzati ad hoc per attivita' di visibilita' (es. dominio tipo
parolachiave1-parolachiave2.com) commissionate dalle aziende che volevate
monitorare? Non e' il massimo, ma sempre meglio che essere completamente
invisibili... Ci sono piccole agenzie di positioning in Veneto che
lavorano bene proprio con le pmi locali.
Il rischio maggiore e' che le PMI nostrane si trovino non soloa dover
competere per vie "tradizionali" con aziende asiatiche che, magari dopo
averne copiato il prodotto, riescono a migliorarlo ed a venderlo a prezzi
piu´ competitivi potendo contare sui risibili (per noi) costi della loro
manodopera, ma si trovino di fronte ad una maggiore spregiudicatezza da
parte di queste aziende nell'utilizzo di internet come veicolo di
promozione a basso costo: penso alle azioni di e-mail marketing (piu´ spam
che altro, nella maggior parte dei casi) e recentemente anche all'utilizzo
dei link sponsorizzati per promuoversi worldwide. Vendono a costi minori e
si promuovono meglio: come controbattere?
Purtroppo non e' affatto una sorpresa, bensi' un problema che va avanti da
quando sono stati disegnati i primi siti web (non e' un problema solo
italiano). Troppe volte e' stato preso troppo alla lettera il detto
"un'immagine vale piu´ di 1.000 parole", ed ecco fantastici siti con
schede tecniche fatte solo di un'immagine del prodotto e del suo nome,
senza specifiche tecniche... cosa che, ovviamente, si ripercuote
negativamente anche nei motori di ricerca. Quello che in molti non sanno
e' che un'apposita area di competenza del search engine marketing si
occupa proprio di sviluppare contenuti ad hoc che descrivano
esaurientemente (ed in maniera persuasiva) il prodotto utilizzando quei
termini che sono poi effettivamente utilizzati come chiavi di ricerca nei
motori.
E' una delle cose che andrebbe fatta, e qui mi ricollego a quanto
scritto inizialmente, in fase di progettazione del sito e di definizione
dei contenuti da inserirvi. In fase di progettazione, di fatto, non lo fa
nessuno. In molti commissionano quest'attivita' solo quando la frittata e'
fatta, ovvero il sito ¨¨ online ma non porta visite e ci si accorge che
gli spider dei motori cosi' onnipotenti proprio non lo sono...
Marco Loguercio
======================================
Marco Loguercio mloguercio [at] sems [dot] it
Amministratore Unico - CEO
SEMS S.r.l. - il mestiere dei motori
www.ilmestieredeimotori.com
via Dante, 12 39031 Brunico (Bz) Italy
Tel +39 0474412181 Fax +39 04743931185
Autore del libro "Le nuove vie del marketing digitale"
[HOPS Libri, ISBN 88-8378-044-2, 398 pagine, 19,90 €]
http://www.marketing-digitale. co m
Re: Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Liana BenedettiCaro Marco e ciao a tutta la lista,
ho apprezzato molto le tue considerazioni sulla ricerca effettuata a
Padova in merito al posizionamento nei motori di ricerca delle aziende
esportatrici
Da quello che mi risulta dai contatti con le imprese locali, il budget per
la promozione nella stragrande maggioranza dei casi (95%) proprio non
esiste.
Concordo pienamente. E' un problema di formazione delle imprese.
E quindi è importante che Camere di Commercio e Associazioni di Categoria
si rendano conto del problema. E facciano qualcosa.
Il fatto è che possono fare qualcosa solo se all'interno c'è qualche
funzionario che ne capisce qualcosa...e che si informa per conto
proprio... magari navigando o leggendo di notte per proprio conto.
Posso però assicurare che ci sono parecchi funzionari giovani o meno
giovani che sono informati e che cercano di darsi da fare.
Con il solito problema: quando vai a spiegare al direttore o a qualche
membro di giunta gli argomenti che vorresti trattare nelle iniziative
formative, almeno all'inizio è veramente difficile farsi capire. Sembra
di essere un marziano/a.
Questo è vero.
Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più della formazione, ma il problema
è come, senza suscitare vespai di polemiche tra ditte che voglio tutte
fornire gli stessi servizi o spese eccessive per la Camera di Commercio.
Cioè mi sarebbe piaciuto fornire un primo servizio di search engine
optimization almeno agli esportatori locali che hanno un sito in inglese e
che sono su www.padovabiz.it.
Se offro servizi di aziende private tramite la Camera di Commercio, apriti
cielo.
Se offro gratuitamente un servizio pagato dalla Camera la spesa rischia di
diventare - per circa 500 siti - assolutamente esorbitante.
Apprezzerei qualche idea, ma non offerte commerciali "normali", ma
veramente qualche idea innovativa.
No non abbiano fatto verifiche tra gli adwords. Non c'è stato proprio il
tempo.
Però è un'idea per la prossima ricerca. Grazie!
Però non mi sembra di aver visto molti adwords di Google delle aziende
locali navigando in internet ed effettuando delle ricerche con parole
chiave che avrebbero dovuto essere quelle giuste.
Da quanto emerso nel seminario che abbiamo fatto nel mese di maggio di
quest'anno, ho avuto la sensazione che quasi tutti i presenti ne avessero
sentito parlare o avessero capito come fare ad averli solo durante il
seminario...
Non in modo sistematico, però per quello che abbiamo verificato non
abbiamo trovato domini di questo tipo collegati ai nostri esportatori.
Sarò grata per ogni idea o suggerimento.
Liana Benedetti
Camera di Commercio di Padova
liana [dot] benedetti [at] pd [dot] camcom [dot] it
Re: Re: Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Cesarino Morellato il 20 Settembre 2003 - 09:40Un saluto a Liliana ed a tutta la lista,
quella che è stata una sorpresa per te o per voi, per noi "in prima linea"
è purtroppo l' ennesima conferma.
Con gli amici colleghi Mauro e Marco, abbiamo spesso discusso di questi
temi e su come fare "cultura", questo post è sicuramente un ottima
occasione per cominciare o meglio continuare.
Liliana scrive
Tu chiedi un idea innovativa, la mia non è tanto innovativa anzi a dire il
vero è vecchia come il mondo, risale alla scoperta da parte dell'uomo del
baratto.
In che cosa consiste? Si tratta di trovare un obiettivo comune, uno
scambio che soddisfi il cliente ed il fornitore, in questo caso una
agenzia specializzata in Web Marketing.
Fin qui sembra la cosa più ovvia di questo mondo, in realtà non è così
ovvia.
Il percorso "internettiano" delle aziende si può riassumere, decidono di:
fase 1- avere un sito (ricordate i mitici anni 98 - 99? corsa al sito,
perché? non lo sanno, ma lo vogliono.)
fase 2- averlo bello (perché? spesso per fare invidia al concorrente, o
per mostrarlo, e qui si scatenano i designer ed i flashisti)
fase 3- averlo visibile (ci stiamo arrivando lentamente)
fase 4- averlo usabile (siamo ancora lontani)
fase 5- che produca reddito (prima o poi ci arriveremo)
Se l'azienda ha come obiettivo sin dall'inizio la fase 5, è scontato che
la fase 3 come la fase 4, siano comprese nel contratto con l'agenzia
prescelta.
Se è possibile dare per scontata la fase 3 , (anche un ragazzino
smanettone è in grado di posizionare siti con una competitività media),
sulla capacità del medesimo ragazzino di scegliere le parole chiave che
convertono sarei già molto più scettico, non parliamo di usabilità o di
strategie di marketing, le professionalità necessarie non sono
riconducibili ad una unica persona per quanto capace ed esperta.
Molto spesso le aziende stesse non conoscono con quali parole chiave i
navigatori cercano i loro prodotti o servizi.
Se lasciassimo alle aziende la responsabilità totale, nella scelta delle
parole chiavi in una prima fase ci semplificheremmo il lavoro, ma poi i
nodi arrivano al pettine, le aziende vogliono la fase 4 e sopratutto la
fase 5.
L'idea di un portale che raggruppi al suo interno un certo numero di
aziende l' abbiamo sperimenta in DAUP nel giugno 2000, si è evoluta poi in
un certo numero di portarli regionali e provinciali (tuttora online) che
sono stati promossi e ben posizionati per fare da vetrina alle aziende
presenti.
Abbiamo ottenuto molto rapidamente i risultati delle fasi 3 e 4, mentre la
5 solo in parte. Perché? La motivazione o meglio alcune motivazioni le ho
scoperte analizzando i vari flussi di dati che vengono generati dai
famigerati file di log. 3 anni di log per i portali uniti ai log dei 140
clienti attivi che abbiamo oggi in gestione, sono un patrimonio di
esperienza molto rara, ma insufficiente per coprire tutti i settori, tanto
è vero che stiamo pensando con alcuni colleghi di mettere insieme i dati
per avere una base statistica più solida.
La strategia del portale è concettualmente un'analogia del centro
commerciale, dividere i costi pubblicitari per trarne un vantaggio
comune.
In realtà non è vero per tutti i settori: provate ad immaginare quando
fate una ricerca, si va su un motore (spesso Google), si effettua la
ricerca per esempio "wooden furniture". Ipotizziamo che www.padovabiz.it
sia al primo posto. Il navigatore entra nel portale e qui prima scelta da
fare, dove lo indirizziamo, alla home page? Gli facciamo ripetere la
ricerca?
Il rischio è di perdere alcuni navigatori (io per esempio tornerei su
Google). Ipotizziamo di portarlo direttamente alla pagina che risponda
alla ricerca, trovo 199 aziende che rispondono al mio requisito.
Iniziano una serie di problemi:
n 1 come mettere in ordine le 199 aziende? alfabetico? random? La scelta
penalizza sicuramente qualcuno a scapito di altri.
n 2 la maggior parte delle aziende non ha la url che manda al sito
.
aziendale. Costruisco un mini sito tipo pagine gialle? Spero di no
problema numero 3 clicco sul sito avente la url .... c'è solo la lingua
italiana. Se il navigatore ha fatto una ricerca in lingua inglese,
abbandonerà il portale. Qui si evidenzia la necessità di tradurre e
localizzare i siti (parliamo di "localizzazione", non di semplice
traduzione) per ottenere visibilità sui mercati esteri di interesse per
l'azienda.
Potrei continuare con molti altri, la nostra esperienza ci dice che a ogni
problema perdiamo moltissimi navigatori.
Non esistono soluzioni ? Si le soluzioni, ci sono!
Le agenzie come la nostra hanno l'esperienza per trovare una soluzione,
come devono fare le aziende che non hanno le conoscenze per discriminare
le offerte?
Semplice: chiedere per contratto la fase 5, ovvero pretendere non il
posizionamento, non un numero di visite al sito e il ritorno economico.
Trovare un elemento che sia il più vicino alle aspettative del cliente,
email, contatti, richieste di offerta, in alcuni casi anche visite, la
cosa più importante è l'obiettivo comune.
E' ovvio che le aspettative dell' azienda devo essere proporzionali
all'investimento effettuato. Con pochi euro non si potranno avere ritorni
miliardari.
Le strade facili, veloci e gratuite, che portino fantastici risultati non
esistono.
Cesarino Morellato
======================================
Cesarino Morellato
morellato [at] daup [dot] it
Direttore generale
DAUP S.r.l.
Con noi in vetta al mondo
www.daup.it
via Cairoli, 47 13011 Bogosesia (VC)
Tel +39 0163 209333
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Fabio Moretti il 15 Settembre 2003 - 08:33Salve Liana e saluti a tutta la lista
il problema della visibilità on line credo che ben presto (il mercato si
sta già muovendo molto) porterà un notevole incremento nella vendita di
servizi per il Posizionamento sui motoridi ricerca.
Fatta questa premessa, penso tuttavia che le aziende non sono ancora
entrate nell'ottica di mettere in preventivo dei budget per questo tipo di
servizi. Forse il problema e' legato anche alla scarsa professionalità di
molte web agency (o che si definiscono tali !!) che si occupano del
progetto web delle varie aziende.
Ho detto "progetto web" proprio perchè la presenza on line di una azienda
non deve essere legata alla semplice realizzazione del sito ma deve avere
a monte tutta una fase di analisi e di progettazione che oltre al design
deve combinare anche strategie di ottimizzazione del sito e posizionamento
sui motori e a un piano di web marketing efficace; molte web agency
puntano solamente ad acquisire il cliente per realizzare il sito internet
e mettere in tasca quei pochi (o molti !!) soldi che riescono a ricavarne.
Purtroppo molte aziende si affidano a partner che non sono in grado (non
hanno l'esperienza necessaria) di consigliare e pianificare una strategia
che dia la giusta visibilità on line.
D'altro canto, le aziende preferiscono magari spendere 100 milioni in
pubblicità sui media tradizionali piuttosto che 2 milioni per un buon
servizio di posizionamento on line che potrebbe portargli un riscontro
forse superiore ed un traffico molto "targettizato" (permettetemi
l'inglesismo un po' forzato!)
Credo che sia una ottima iniziativa in quanto penso che proprio il fatto
di portare a conoscenza delle aziende, le possibilità offerte dal mezzo
internet ( e del traffico che potrebbero perdere non utilizzandolo in modo
appropriato e funzionale) possa aiutarle a renderle consapevoli di questo
scarso utilizzo dello stesso come strumento di lavoro.
Da una mia esperienza personale, ti posso comunque dire che, con le
motivazioni e le spiegazioni giuste, i miei clienti stanno tutti decidendo
per un lavoro di posizionamento sui motori. Anche loro si stanno rendendo
conto che oramai il 90 percento delle ricerche passa per internet e non
esserci inizia ad essere una mancanza molto importante a livello di
business.
Un saluto a tutti
Fabio Moretti
Communication Media
http://www.communicationmedia. i t
Comunicazione on line per un business vincente
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Loredana Coccia il 15 Settembre 2003 - 13:01Salve Liana,
ho letto con molto interesse il tuo intervento per non parlare del
materiale che ci hai gentilmente segnalato.
Ad un certo punto del tuo intervento leggo:
"Però (sorpresa!) le aziende non c'era molta differenza di visibilità tra
aziende di 40 dipendenti ed aziende di 400.
Basandosi sul numero di keyword totali utilizzate su 9.165 keyword di
descrizione dei prodotti, solo in 1292 casi è stato raggiunto un qualche
risultato di ricerca (pari al 14%).
Mio commento: le nostre aziende rischiano di essere tagliate fuori.
La grande maggioranza non sa ancora utilizzare il nuovo mezzo di
comunicazione."
Nella documentazione messa a disposizione poi leggo (pag. 7):
"... I siti rilevati, perlomeno, compaiono per la maggior parte nella
prima pagina e questo potrebbe indicare che nelle aziende in cui il
problema del posizionamento del sito è stato posto si è lavorato in modo
efficiente".
Due affermazioni che riscontro nel mio operare quotidiano, quindi avvaloro
quanto da te rilevato.
Le conclusioni del documento rispecchiano in effetti il giusto operare che
dovrebbero seguire le aziende (di qualsiasi dimensione, mi permetto di
aggiungere) nella strutturazione, mantenimento e promozione del loro sito.
A mio avviso non ha molto senso munirsi di una bicicletta con una sola
ruota (un sito di bassa qualità), non si fa molta strada o sbaglio?
Anche le aziende artigiane con un minimo sforzo (anche economico) possono
ottenere dei buoni risultati, a tal proposito, se ti può interessare, ti
segnalo un'analisi da me fatta sull'andamento di un sito di una piccola
azienda artigianale:
http://www.albablu.it/dossier/ aziende_artigiane/aziende3.htm l
Buon lavoro e complimenti per l'ottima iniziativa della Camera di
Commercio di Padova.
Loredana Coccia
web mktg .: forazione .: progettazione
www.albablu.it
loredana_coccia [at] albablu [dot] it
Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Francesco de Francesco il 24 Settembre 2003 - 08:34Ciao a Liliana ed a tutta la lista.
A tutto quanto espresso nei precedenti post dai vari colleghi ed amici,
vorrei aggiungere alcune considerazioni.
Perchè chi decide di avviare un progetto di realizzazione di un sito non
pensa al motore di ricerca?
Chi mi conosce sa che anche se mi occupo di motori di ricerca, provengo da
rami d'attività diversa. Dalle precedenti esperienze ho imparato che quasi
sempre chi commissiona o pensa di commissionare un prodotto o servizio,
dal suo fornitore principale o capo commessa (se si tratta di una grossa
cosa) ha le informazioni principali.
Alcuni decidono di avere un proprio consulente come gestore della commessa
per avere la garanzia di ottenere informazioni che non siano provenienti
solo dal fornitore.
Bene.
Che succede nell'ambito del sito o applicazione web?
Spesso il fornitore a capo della commessa è la società di web design (o
sviluppo web, come vogliamo chiamarla). Le informazioni al cliente
arrivano da li ed il committente si aspetta, a torto o a ragione, che
siano complete.
Avvicinandomi al settore e trattando con innumerevoli aziende
sviluppatrici di siti mi sono accorto con sorpresa che proprio loro
trascurano il tema "motori di ricerca". Non casualmente, aggiungo.
Con amarezza ho constatato che per la maggior parte di queste aziende,
rendere visibile il sito significa rosicchiare margine dalla loro attività
principale.
Marco ha detto, ed io sono d'accordo in pieno, che il sito dovrebbe essere
già dalle fasi della progettazione essere pensato per essere visibile.
Questo, però, è in aperto contrasto con l'interesse delle aziende che
sviluppano. Per lo meno, questo loro credono.
Ecco che al committente mancano spesso le informazioni importanti per la
valutazione (se non se le è cercate per conto proprio).
Ovviamente ho trovato anche aziende di sviluppo web sensibili al tema e
che nei loro progetti contemplano già questi aspetti, ma posso garantire
che la percentuale non supera la cifra unica.
Peccato.
Anche se nella logica di chi sviluppa potrebbe sembrare corretto non
preoccuparsi di questo aspetto ritenendolo esterno al proprio progetto,
bisognerebbe ricordare che il giorno che le aziende penseranno che
Internet sul serio non rende nulla (magari proprio perchè il sito è
invisibile) smetteranno di farsi realizzare i siti o spenderanno una
frazione di quello che spendono oggi. A tutto svantaggio anche e
soprattutto delle aziende che sviluppano.
Francesco de Francesco
ICQ: 123207323
Promozione Siti e Web Marketing http://www.daup.it
Il laboratorio di Fradefra http://www.fradefra.com
Atollo Web - Il blog dei viaggi http://www.atolloweb.com
Re: Re: Posizionamento nei motori di ricerca. Le aziende italiane ci sono?
Inserito da Fabio Moretti il 30 Settembre 2003 - 15:37Salve a tutta la lista....
volevo aggiungere alcune mie cosiderazioni su quanto ha giustamente
espresso Francesco..
Secondo la mia esperienza, molte aziende sono legate ad un vecchio
concetto di "motore di ricerca". Infatti pensano ancora che basti
solamente fare un sito (in qualsiasi modo e spendendo il meno possibile
!), farlo registrare nei due o tre motori che conoscono dallo smanettone
aziendale di turno e iniziare a ricevere cosi migliaia di accesi.
Noi che giorno per giorno sbattiamo la testa sull'evoluzione dei motori di
ricerca, dei loro spider e sistemi di indicizzazione, sappiamo benissimo
che non e' cosi e che per raggiungere una buona visibilità bisogna
sfruttare al massimo tutto il Know-how acquisito con anni di esperienza.
Ora il problema e' far capire ai "nostri clienti" che la situazione e'
cambiata e che prima di realizzare un sito internet bisogna sviluppare un
progetto completo che preveda anche e soprattutto una fase di lavoro per
favorire e realizzare la visibilità del sito.
Pero' credo anche che il cliente va in un certo senso "stimolato" , in
modo da renderlo sensibile al problema della visibilità.
Ad esempio, qualche settimana fa, mi sono presentato presso un'azienda mia
cliente con un report sul posizionamento del loro sito sui motori in base
alle keywords per loro determinanti. Gli ho dapprima spiegato l'importanza
della visibilita' nei motori e quando gli ho fatto vedere che non erano
pressoche' presenti in nessun motore e che quindi non ricevevano nessun
accesso, si sono molto preoccupati e in un certo senso hanno aperto gli
occhi e sono divenuti coscienti del problema. Hanno così deciso di fare un
lavoro di posizionamento....
Tutto questo per ribadire il concetto che le aziende nono conoscono il
problema della visibilità e che, come giustamente affermava Francesco,
molte web agency non lo prendono in nessuna considerazione forse per
mancanza di personale preparato per farlo o per non perdere del tempo in
cose che escono dal puro web design.
Altra considerazione che vorrei fare e' anche quella legata al passo
succesivo della raggiunta visibilità, cioè lo sviluppo di strumenti di
marketing atti ad acquisire e fidelizzare l'utente...... ma qui si apre un
altro abisso....
Probabilmente molte aziende, essendo legate ancora ad una comunicazione
tramite i media tradizionali, hanno paura di spostare parte dei loro
budget su interventi di web marketing.
La mentalità sta comunque pian piano cambiando e sta a noi far si che
questo cambiamento avvenga piu' velocemente, spiegando con chiarezza alle
aziende quali siano i vantaggi ed i benefici che ne potrebbero trarre.
Un saluto a tutta la lista
Fabio Moretti
Communication Media
http://www.communicationmedia. i t
Comunicazione on line per un business vincente