Re: L'economia del dare

Si cerca di generare conversazioni per innescare l'agognata esclamation sconosciuto AMICO.
Inizio a pensare che sia concettualmente sbagliato.
Non vorrei edulcorare il concetto ma... alla base dell'amicizia non c'è
(solo) conversazione, ma (soprattutto) disponibilità.
Disponibilità che nella rete non può prescindere dalla condivisione delle informazioni.

Post molto interessante, su cui ci sarebbe da dibattere per ore...
Mi limito ad un punto solo: cercare di essere "Amico" credo sia abbastanza sbagliato, concettualmente.

Da stratega, direi che "dobbiamo entrare nel loro mondo relazionale", "essere una figura affettiva"... Quel che vuoi - ma amico è troppo, non è ragionevolmente sostenibile.

Sentire l'azienda vicina, un qualcosa che si preoccupa per me e non mi frega (troppo?)...

Anche perché è difficile essere amici di una organizzazione o di un oggetto - a meno di aspetti patologici, qui come non fare dotte citazioni e parlare di "I love You" di Ferreri o il robottino femminile Femisapiens che fa l'innamorata...

Di qui una considerazione: se parla l'azienda la conversazione e la dinamica relazionale che si instaura è una. Ben diverso se a parlare, conversare, comunicare è invece il titolare, la persona...

Etc etc etc

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Roberto