Re: L'economia del dare

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Sono considerazioni interessanti, molto. Inserisco il mio contributo con qualche ulteriore spunto, spero interessante.

  • la vendita non è più terreno esclusivo delle aziende. Banalmente, da ebay in poi tutti siamo diventati venditori e chi non vende niente, comunque utilizza strategie da venditore per vendere "se stesso" col fine di essere socialmente adeguato e desiderabile. In quest'ottica è ovvio che il cliente è diventato anomalo. Dobbiamo pensare che abbiamo a che fare con un venditore/compratore e questo con ovvie conseguenze sull'approccio.
  • si parla di dare-informare. Molto sensato soprattutto se pensiamo alle dinamiche dei gruppi e a come si muovono le maggioranze e le minoranze. Le maggioranze hanno forza normativa (si muovono in base alla forza che gli deriva dalla posizione e dal numero), le minoranze hanno forza informativa (cercano di attrarre offrendo informazioni e contenuti). In quest'ottica informare è un'arma vincente perchè "spiazza" in un certo senso i deboli (i clienti) che poggiano la loro forza sulla ricerca di informazioni. Ma la comunicazione dalle aziende ai "consumatori" non dovrà essere invasiva, pena il fallimento dell'approccio. Oramai i consumatori hanno maturato un aspetto agghiacciante della vendita: chi vende è anche colui che informa su cosa è meglio comprare! Tecniche di comunicazione non invasiva saranno vincenti, le altre, entro i prossimi anni saranno destinate a fallire.
  • l'informazione è largamente accessibile sul web per cui le aziende dovranno per forza di cose giocare pulito e offrire prodotti veri al prezzo giusto. Non tanto perchè la concorrenza li spiazzerebbe quanto perchè in una società che sta maturando che il superfluo è realmente superfluo, questo porterebbe ad una contrazione dei consumi. O per dirla più semplicemente, la gente non comprerà il superfluo poco conveniente perchè sa che ne può fare a meno.
  • Diego Cacchiarelli