Re: Second life: la bolla è di nuovo tra noi?

Sembra che il periodo agostano sia servito ad affossare Second Life e, come
spesso succede con fenomeni 'pompati' dai media, chi ha contribuito a far
crescere l'hype, oggi diventa protagonista per il suo ridimensionamento.

Mi fa piacere che qualcuno faccia un parallelo con la bolla internet
affermando che un fenomeno che sembrava pervasivo in realtà era stato
compreso da pochi. A me sembra invece che chi in realtà non abbia compreso
allora e non stia comprendendo ora il fenomeno Second Life siano proprio i
media e quanti, pur di raccontare un fenomeno e riempire pagine di giornali,
non vanno in profondità nella comprensione di ciò che sta avvenendo.

Secondo me non è un problema di quante persone pascolano nelle 'strade
viziose e deserte' di Second Life, ma di modelli di business. Second Life è
importante per avere contribuito, a suo modo, all'evoluzione del web
collaborativo e per aver saputo costruire un modello di business che ha
trasformato utenti o clienti in realizzatori sfruttando e dando libertà di
espressione alla creatività delle persone.

Come dice una persona che ha commentato questo post, Second Life non è una
vetrina ma un luogo dove si costruiscono iniziative e ci si muove
sviliuppando nuove idee e progetti.

Per quanto riguarda la bolla, non credo sia mai esistita e non credo quindi
che esploderà. Siamo di fronte ad un assestamento utile che non solo a
portato Linden Labs a fare delle scelte ma anche aziende come IBM, Intel e
Cisco ad investire maggiormente nel progetto per garantire una infrastrura
server più potente e stabile. Chi ha il fiato lungo vedrà i risultati. Nel
frattempo si saranno (forse) perse per strada peripatetiche e perdigiorno.

Ma non siamo di nuovo di fronte ad un déjà vu?

So che in questa mailing ist non si può fare pubblicità a se stessi, ma se
qualcuno è curioso può sempre trovare il mio portale in rete o leggere un mio
articolo sull'argomento che apparirà su CBR di ottobre.

Disponibile ad uno scambio di idee sull'argomento.

Ciao
Carlo Mazzucchelli