Ciao Valentina,
Ho fatto un po' di ricerche sul web e mi sembra che il parere generale
propenda per il tu nel rapporto con gli utenti in rete.
sicuramente in Italia la prassi è quella di dare del tu nelle comunicazione
web (dal banner alla mail), cosa che peraltro non accade ad es. in Francia,
dove si da del Lei (anzi, del Voi, nel caso specifico
.
Questa scelta probabilmente è dovuta alla maggior tendenza degli italiani a
dare del tu anche in assenza di un effettivo rapporto di conoscenza
personale, e posso capire che qualche tradizionalista si sia sentito, per
così dire, un po? a disagio.
Oppure poco c'entra la professione che uno fa e più c'entra che, qualunque
lavoro faccia, di sicuro chi legge è già utente web e dovrebbe aver
assimilato naturalmente il linguaggio più informale?
Credo che non ci sia un linguaggio web totalmente autonomo rispetto al
linguaggio usato negli altri canali; tutto dipende sostanzialmente dal
target, specie se B2B.
Io tuttavia penso che darei del lei solo ad alcuni
specifici target-group potenzialmente più sensibili alla forma, come ad
esempio:
medici, ingegneri (che nella mia esperienza amano molto che si ricordi loro
il titolo, frutto di anni spesi sulle sudate carte);
persone appartenenti a specifici settori quali consulenza, banca,
assicurazione, per loro natura abituati ad una maggiore formalità;
persone over 50 (anche ai miei genitori non piace che si dia loro del tu
senza motivo, che sia online o meno).
Al gentile signore che si è sentito svilito risponderei che la scelta del tu
non sottointendeva una mancanza di rispetto o di considerazione, bensì
cercava di veicolare un tono di maggior cordialità e coinvolgimento...
Per il resto non mi farei troppi dubbi, se una persona su mille si è
lamentata forse il problema è solo suo e - aggiungo io - è probabilmente una
di quelle personcine che pretendono il Dott. sul biglietto da visita o peggio
ancora nella firma della mail... triste vizio italico 
un saluto a tutta la lista.
alla prossima
Laura