Ho letto con il consueto interesse l'intervento di Gianfranco Livraghi
sullo spamming di cui riporto solo l'efficace "chiusura":
Lo spam e' un parassita imbecille che uccide se stesso e l'ospite. Come
tutti i malanni di quella specie e' pernicioso. Ed e' anche un'epidemia
aggressivamente contagiosa.
Insomma mi sembra sbagliato sottovalutare questa infezione e mi
piacerebbe vedere attivita' piu' serie ed efficaci per stroncarla.
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L'intervento di Livraghi ha il merito di riassumere con chiarezza un po'
tutti i principali punti che sono stati toccati su mlist relativamente
allo spamming. Io credo che l'argomento sia particolarmente caro a tutti
i partecipanti della lista non solo per la quotidiana battaglia che
ognuno di noi ha con questa spazzatura, ma anche perchè "mlist"
raccoglie persone che amano il marketing e sono sinceramente dispaciute
di vederne le abberrazioni.
Penso che l'unica arma veramente efficace contro lo spamming sia
quella di favorire la crescita culturale di chi usa il WEB.
Mi spiego meglio. Nel mio piccolo, per difendermi dallo spamming adotto
due tipi di comportamenti, a seconda della circostanza:
1) Non rispondo: quando penso sia meglio nemmeno confermare la mia
esistenza.
2) Intimo, seccatissimo, di eliminarmi immediatamente dalla mailing
list: quando noto una mail un po' più personalizzata (non nel contenuto,
normalmente lontano dal mio interesse).
Bene, tra quelli cui ho risposto, mi sono reso conto che alcuni sono
rimasti sorpresi dal tono della mia risposta. Certi si sono addirittura
offesi! Qualche volta, preso da un attacco di altruismo e generosità (e
poi non sono normalmente una persona scortese), ho spiegato le ragioni
del mio atteggiamento e, mi sono accorto, che ad alcuni ho aperto gli
occhi sul danno che stavano facendo alla loro attività.
Insomma, credo che molti usino lo spamming o comprino indirizzi da
società esterne (queste si, certamente in mala fede) per ignoranza.
La parte di spamming che deriva da una carenza culturale, quindi, si
risolverà nel tempo, specialmente se interventi semplici ed efficaci
come quello di Livraghi usciranno più spesso da circoli già evoluti come
quello di mlist. O se si diffonderanno regole di comportamento sulle
risposte, magari un po' più sofisticati di quelli che uso io, che
tolgano anche la minima parvenza di efficacia all'attività di spamming
(per esempio, resistere alla curiosità e non aprire file allegati che
possono permettere alle diverse società di "trash marketing" di
dimostrare al cliente sprovveduto un certo tasso di interesse per
l'email promossa).
Se fare "trash marketing" sarà considerato da "e-barboni", magari molte
società non avranno più da vendere la loro paccottiglia a molti clienti.
E poi, mai incoraggiare lo spamming dando un qualsiasia seguito ad
un'attività di spamming, anche se casualmente vi interessa.
Prego i componenti della lista, che saluto, di non massacrarmi sulla
differenza tra spamming ed attività promozionale: ho seguito tutti gli
interventi su questo tema e credo che, alla fine, tutti sappiamo la
differenza, almeno quando stiamo lontano dal confine tra le due attività
(dove si tende anche ad andare sul soggettivo).
Un saluto speciale ad Elena ed a Gianfranco Livraghi.
Piero Almiento