Re: Spam

Caro Giancarlo,

lo spamming potrebbe essere un buon tema su cui litigare. Io per esempio
tendo a vederla al contrario di te: credo che sia una di quelle cose che
viene alimentata dall'enfasi e dall'importanza che gli viene assegnata,
insomma, un classico falso problema.

Del resto la prima fase della "new economy", quella che sostanzialmente ha
spacciato per "cose di internet" il fatto che il fine ultimo di un'impresa
e della vita dovesse essere quello di "quotarsi in borsa", ci ha infarcito
di una mole di "falsi problemi" che si sono ingigantiti proprio grazie
alla grancassa che ha suonato e suona ancora a piu' non posso, e non
disinteressatamente.

La sicurezza delle transazioni di pagamento, e' un altro di questi falsi
problemi.
La sicurezza delle reti, e' un altro di questi falsi problemi.
La "lentezza" delle connessioni, e' un altro di questi falsi problemi.

Affermo queste cose sulla semplice base di fatti e di esperienze condotte
da utente, da cliente, e da operatore.

Ma torno allo spamming: personalmente io non me ne sono mai difeso. E si'
che credo di essere abbastanza "dilagante" in rete. Ma ovunque ho sempre
esposto la mia vera identita' e ho sempre usato indirizzi email veri. Un
po' per principio, un po' proprio per vedere quanto fosse grave questo
problema. Oggi, come molti qui, su internet "ce campo", come si direbbe a
Roma.

Beh, devo dire che non trovo la mole di "spamming" particolarmente
pesante. Toh, tre, quattro, cinque mail al giorno. Subito facilmente
individuabili, subito eliminate col tastino "canc". Non mi sento per
niente oppresso. Anzi. A volte proprio non resisto, e le vado a vedere, e
in genere finisce che mi faccio quattro risate.

Sai quali sono invece le mail che mi annoiano di piu'? Adesso diro'
un'eresia: sparate al cuore, e viva l'Italia! Le mail che mi annoiano di
piu' sono quelle che mi provengono da siti molto "politically correct",
che io sottoscrivo, che non si azzarderebbero mai a mandarmi una riga
senza che io l'abbia richiesto. Quelle fatte cosi' per benino secondo
tutti i crismi del Santo Marketing. Quelle no: quelle non ce la faccio.
Sottoscrivo, ne ricevo una o due, che regolarmente cestino appena vedo che
cominciano a scaricare grafica, e mi cancello dalla lista.

Sto facendo l'apologia dello spamming?
No. Ma non credo che gli Spammatori siano il Flagello della Rete. E credo
che far passare lo Spamming come uno dei problemi centrali della rete non
serva ad altro che ad alimentare da un lato un artificiale (perche'
inutile) mercato di software antispamming, e dall'altro a farci rischiare
la deriva di politiche illiberali e tendenzialmente censorie di cui e' un
esempio significativo proprio la recente delibera dell'UE che lodi, e che
io invece disprezzo (vedi le mie 2 bloggate su "i perbenisti della
praivasi/1 e /2 qui:
http://www.antoniotombolini.it /simplicissimus/2002/05/30.htm l#a10 3 e qui:
http://www.antoniotombolini.it /simplicissimus/2002/05/30.htm l#a10 5 )

Sto dicendo che prendersela con gli Spammatori come se fossero il Male del
mondo e' come prendersela coi lanzichenecchi per la peste. Ma insomma,
mica penseremo davvero di essere furbi solo noi, qui dentro, a sapere che
spammare non serve a niente ed e' anzi controproducente? E allora? E
allora (ancora una volta: mirate al cuore, viva l'Italia!) gli Spammatori
in realta', lungi dall'essere i Geni del Male della rete sono gli Sfigati
della rete. E con gli Sfigati non si scatenano crociate, troppo facile.
Sono ben altri coloro che ostacolano la cultura della rete.