Re: Re: Re: Spam

Caro Antonio,

lo spamming potrebbe essere un buon tema su cui litigare.

Non ho alcuna voglia di litigare, ne' con te ne' con varie persone in
questa lista a cui piace lo spam. De gustibus...

Rimango dell'opinione che lo spam sia un'infezione. Non solo per il
fastidio che da' a chi lo riceve e per il danno che fa a chi cade in
qualche trappola, ma anche per il clima di sfiducia che diffonde intorno a
ogni attivita' online (e in particolare a ogni attivita' "commerciale").

Non ho proposto alcuna "crociata", ma non vedo in giro una sufficiente
"presa di coscianza" del problema. Non e' vero che ci sia molta
discussione sull'argomento - in particolare nei "mass media" e nei sistemi
di informazione piu' diffusi. Anzi non se ne parla quasi mai.

E' un po' troppo facile dire "lo spam e' stupido e chi ci casca e' scemo".
Conosco persone di notevole intelligenza, e non prive di esperienza della
rete, che sono cadute in ogni sorta di trappole - da "catene" falsamente
unmanitarie a "hoax" di varia specie. (Non tutto lo spam e' un tentativo
di vendere qualcosa).

La definizione di "spam", naturalmente, e' soggettiva. Cio' che a me
sembra interessante o "perdonabile" a qualcun altro puo' sembrare
inaccettabile - e viceversa.

Sarebbe utile se le persone fossero meglio preparate a difendersi (ognuno
secondo i suoi personali criteri) e se le aziende fossero piu' coscienti
dei rischi che corrono se si confondono con i pataccari e gli imbroglioni

  • o se si fanno illudere da uno dei tanti venditori di liste fasulle.
  • E in piu' imperversano i worm spammatori come klez...

    Come ha giustamente osservato Piero Almiento, il problema e' piu'
    culturale che tecnico. Ma non mi dispiacerebbe se ci fossero sistemi piu'
    efficienti di "blacklisting" che ognuno potesse organizzare come crede
    secondo in suoi criteri personali.

    Sono d'accordo con te, invece, sul fatto che ci sono altri problemi e che
    non sono meno prepoccupanti. Comprese le enfatizzazioni mirabolanti su
    ricette miracolose, facili guadagni, progetti sbagliati e fallimentari -
    mescolate con visioni catastrofiche senza fondamento (compresa
    l'immaginaria "crisi dell'internet" che naturalmente non c'e' e non c'e'
    mai stata).

    (Sono anche d'accordo, btw, su molte ipocrisie del "politically correct" -
    e sul fatto che i problemi non si risolvono con un affastellamento di
    norme, regole, imposizioni e burocrazia).

    Su quelle cose ho scritto cosi' tanto, da sette o otto anni, in libri,
    articoli eccetera, che non mi sembra il caso di ripetermi - anche se temo
    che qualche volta dovro', in un modo o nell'altro, tornare di nuovo
    sull'argomento.

    Saluti a tutti - e buone vacanze a chi si sta preparando a partire.

    Giancarlo Livraghi