Lo spot di Ennio Doris che traccia il cerchio nel deserto sembra uscito
dalla preistoria pubblicitaria.
Ora arriva il mega spot (fatto benissimo
per carità) del gruppo bancario Capitalia: migliaia di comparse e scenari
alla Blade Runner e Mad Max. Ma per dire cosa? Che "Tutto può cambiare".
Ma tutto cosa? Non si capisce.
Tranne una cosa: che le banche hanno perso definitivamente la testa, il
contatto con la realtà. Non hanno capito che la gente considera il sistema
bancario come un'enorme "cupola" legalizzata che grava sui cittadini. Non
si trova più nessuno che parli bene di una banca, e con ragione.
E' l'ennesima corporazione che succhia il sangue al popolo bue. Gli spot
"stellari" non solo non convincono nessuno, ma infastidiscono. O no?
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Alfio Landro il 4 Ottobre 2005 - 06:42Alessandro Ghezzer ha scritto:
Ciao Alessandro ciao lista,
forse posso darti una risposta su cosa può cambiare,
qualche settimana fà e stata presentata una carta di credito del gruppo
che si chiame "CARTA ETICA",
che servira a dare credito ai poveri e ai senza tetto, cioè quando in
"ricco" sottoscrive la carta di credito ne viene assegnata una di riflesso
ad un "povero" o ad un "senzatetto", in modo da caricare sulla carta
del secondo soggetto il 3 x 1000 di quello che il richiedente spende.
Credo che lo spot sia dedicato a questo prodotto, anche se non sono
certo che tutto cambi realmente.
salut
Alfio Landroi
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Stefano Scardovi - Assecom il 4 Ottobre 2005 - 07:30Lo definirei semplicistico. Un po' come la carta che e' sicura perche'
c'e' la tua foto. Ma all'estero sanno che quella e' la foto del titolare e
non magari quella del direttore?
Poi chi si occupa di e.com non riesce a sapere il nome del titolare,
figuriamoci vedere la sua foto!
Sicuro che ci siano veramente migliaia di comparse? Secondo me non
superano le 20/30 persone, il resto e' effetti speciali.
Comunque diamine, sponsorizzano una imbarcazione all'America's Cup,
veleggiano in acque italiane e non fanno uno spot utilizzando questo?
Faccio fatica a vedere una corporate image passando da un natante da
competizione, ad uno spot (di difficile ambientazione storica), alla
sponsorizzazione della GMG di Colonia.
Tutto puo' cambiare, ma sbaglio o Capitalia era stata accusata di
finanziare i mercanti di armi? Ora fanno una pubblicita' in cui due
fazioni duellanti smettono di combattersi e si mettono a ballare insieme.
Che Capitalia abbia abbandonato quel settore? Se si' poteva dirlo in modo
piu' esplicito.
Io con la mia non mi ci trovo male.
Saluti.
--
Stefano Scardovi
Presidente
http://www.assecom.it
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Corrado il 4 Ottobre 2005 - 07:32Sono perfettamente d'accordo.
I toni epici (e la virata hippie finale) usati per lo spot di Capitalia
sono assolutamente fastidiosi e fuori luogo.
Ed io ho sempre più la sgradevole sensazione che la cara vecchia
creatività sia stata affidata ai registi, prima che
alle agenzie, che non ci si soffermi più sui benefit del prodotto, sulle
reason why, ma si presuma che un'immagine d'impatto basti.
Ma perché dovrei scegliere Capitalia?
Lo spot l'ho visto, diverse volte, e mi ci sono anche soffermato.
Ma l'attenzione dello spettatore è un bene prezioso e non va sprecato.
Alla fine dello spot mi sento come se mi avessero telefonato in piena
notte per chiedermi il segno zodiacale.
Buona giornata a tutti.
Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Stefano Scardovi - Assecom il 5 Ottobre 2005 - 09:14Diverse volte? Beato te, io ieri l'ho visto su RAI, Mediaset, La7 e come
se non bastasse anche all'interno del TG1 Economia.
E voglio aggiungere una cosa, mia moglie che non si interessa minimamente
di economia e banche ha scoperto ieri che Capitalia e' una banca, dopo
aver comunque "subito" lo spot almeno una decina di volte.
Che ci sia veramente un problema di fondo nella comunicazione?
--
Stefano Scardovi
Presidente
http://www.assecom.it
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Pier Luca SantoroCarissimo Alessandro,
Saluti a te ad Elena & a tutta la lista.
Rispetto al tema da te introdotto, se me lo consenti vorrei apportare un
ulteriore contributo alla discussione.
E', infatti, notizia di questi giorni che in Francia un noto istituto di
credito per il decimo anno consecutivo abbia convocato, per effettuare le
selezioni per un posto di addetto al back office, 300 candidati [giovani,
alla prima esperienza lavorativa] all’interno dello Stade de France.
Probabilmente non la miglior modalità di effettuare delle selezioni,
sicuramente un ottima operazione di comunicazione e di immagine per la
banca in questione rispetto alla quale forse i banchieri, ma non solo, di
casa nostra credo potrebbero avere qualche cosa da imparare...al di là
degli spot , come - se non capisco male - sottintendi.
Un abbraccio
Pier Luca Santoro
pierluca [dot] santoro2 [at] tin [dot] it
www.bloggers.it/pedroelrey
Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Francesco De Feudis"Tutto può cambiare...". Bhe, secondo me, il "tutto" va di pari passo col
"niente". Se tutto può cambiare allora può anche non cambiare nulla. Se
chiedi a qualcuno cosa gli piace e questi ti risponde "tutto" vuol dire
che non gli piace nulla. E' un po' come cambiare di segno entrambi i
numeri di una moltiplicazione: il risultato è sempre lo stesso.
Sarebbe interessante se Capitalia ci dicesse cosa è cambiato!
Infine, vorrei far notare che, proprio nei giorni i cui è apparso lo spot,
Capitalia era "impegnata" con Mascalzone Latino nella LVC a Trapani. Se è
vero che il brand è ben visibile è comunque da sottolineare che gli stili
delle due forme di comunicazione sono ben diversi. Mi sembra che la LVC e
la Coppa America siano adatte a promuovere l'estabilishment e non le
rivoluzioni...
bye.
Francesco
Re: Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Alessandro Ghezzerma è ovvio, siamo noi! Trogloditi che si scannano per un conto corrente.
Potrebbero aver messo nelllo spot un branco di pecore, di montoni o di
capre, faceva lo stesso.
La musichetta hippy finale è una sorta di flauto magico col quale i
bancari pensano di aver incantato per l'ennesima volta il popolo bue, anzi
noi topi, con gli effetti speciali.
Quello che infastidisce di questi sport cretini, magniloquenti e
autoreferenziali è la supponenza, l'arroganza di sbatterti in faccia un
nuovolone di (bella) polvere che non vuol dire niente: pura fuffa, come
sempre. E' come l'altro spot demenziale di San Paolo (mi pare) con tanti
bei impiegati spigliati e dalle facce sorridenti. Poi vai allo sportello è
trovi la solita faccia tignosa che non ti cambia l'assegno fuori piazza, e
anzi pretende di farti aprire apposta un conto corrente!
Molto molto ma molto meglio la pubblicità di Conto Arancio, con
l'impiegato (di una banca concorrente) che mangia il biglietto con scritto
il tasso di interesse di conto arancio.
Almeno c'e' un dato chiaro: da noi ti diamo "X". Ne abbiamo fin qui degli
effetti speciali, basta non è aria. Tiriamo tutti la carretta, già ci pare
uno scandalo che noi prestiamo soldi alla cupola bancaria non solo gratis
ma addirittura pagando (!): almeno vogliamo chiarezza e concretezza, non
le solite balle dei pubblicitari.
Re: Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Pierfranco G. B. il 6 Ottobre 2005 - 10:37Vorrei aggiungere che la mia, di moglie, che come quella di Stefano
Scardovi non si interessa di banche pur sapendo cosa è Capitalia, vedendo
lo spot per la prima e credo ultima volta ( non guarda quasi la tv) ha
detto:
ma è così che spendono i soldi che guadagnano?
(
...ecc...parmalat...ecc...cirio...ecc....argentina...ecc...spese...ecc...ec
...)
Che ci sia veramente un problema di fondo tra banche e utenti, e che la
comunicazione lo peggiori ?
Cordiali saluti / Freundliche Grüße / Kind regards
Pierfranco G. B.
Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Maurizio MiazgaSignori, chi sono realmente i barbari dello spot di Capitalia?
Sono assolutamente certo del fatto che il filmato sia la ripresa dal vivo
di un incontro, avvenuto di recente, fra vecchi dirigenti della banca
capogruppo ed i dirigenti delle banche acquisite: qualcuno ha notizia di
dove si è tenuto l'incontro?
Al di là degli scherzi (non so se sarò O.T., credo interessi tutti) ma mi
è capitata per l'ennesima volta una cosa proprio "simpatica": per conto di
un mio cliente organizzo a fine settenbre un evento lontano dalla nostra
città e per il pagamento di alcune spese vive relative all'evento stesso
ricevo sul posto un assegno circolare di oltre 6.000 euro, intestato a me
e non trasferibile, mi reco presso uno sportello della banca stessa
emittente "capogruppo" chiedendo di incassarlo.
La risposta è stata: per questo importo esiste una circolare (interna
all'istituto) che lo impedisce perchè lei non è nostro cliente, non è
conosciuto qui da noi, l'assegno non è stato emesso da noi ma da una
nostra controllata, vada da loro (oltre 500 km.)!!!!
Non faccio il nome dell'istituto, sono più o meno tutti uguali, faccio
solo notare che l'autorizzazione della Banca d'Italia ad emettere i
circolari impone che il pagamento degli assegni circolari avvenga presso
qualsiasi sportello in cui sia effettuata l'emissione degli stessi, senza
limiti di alcun tipo se non l'apposizione della dicitura "non
trasferibile" nel caso di importo superiore a 12.500 euro ma..... la Banca
d'Italia ora è di proprietà delle banche, fate voi!
Ora ripeto la domanda: Signori, chi sono realmente i barbari dello spot ?
Cordiali saluti alla lista (con valuta 5/10).
M. Miazga
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Angelo Mancini il 4 Ottobre 2005 - 23:03lo spot di doris era uno spot archetipico.
basti analizzarlo un momento. il claim era: la banca costruita attorno a
te (vado a memoria), il visual era la banca costruita attorno al suo
"paròn" (che appunto ne tracciava i confini attorno a sé).
un ennesimo esempio di comunicazione che trasmette un messaggio veritiero
subito sotto la patina dell'advertising - patina dorata (porporina!) che
però nessuno va a grattare.
(se ne sono visti diversi altri, di questi messaggi antifrastici, anche
nella pubblicità recente).
le banche italiane, tra cui capitalia (record di redditività nel 2005), si
sono mosse, qualcuno dice almeno rapacemente, dietro alcuni dei più grandi
scandali finanziari del mondo (cirio, parmalat per fare degli esempi), o
delle recenti sceneggiate tipo il caso fazio.
forse le cose si stanno muovendo, se le banche sentono il bisogno di
rifarsi il makeup.
non basta la cosmesi per nascondere la corruzione dell'immagine.
ma loro ci credono e investono.
in italia basta sostenere il contrario dell'evidenza, ripeterlo alcune
volte magari con effetti speciali e tutti finiscono per crederci (o
dimenticarsene).
beh, ognuno ha le banche che si merita.
saluti alla lista
angelo
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Massimiliano AndreozziIl marketing delle banche è quello che è non vi faccio perdere tempo
dicendo ad alta voce quello che tutti pensiamo...
A parte ciò la cosa che proprio non capisco
è che questo bizzarro spot proviene da un notevole sforzo creativo
di gente con un passato davvero glorioso.
Per saperne di più andate su:
http://www.pubblicitaitalia.it /news.asp?id_news=2807 8
Come avrete avuto modo di leggere hanno attinto al cinema
a piene mani e con budget elevatissimi con un risultato che a me lascia
perplesso ma che potrà ben essere misurato nei test di gradimento.
Ma a parte questo bizzarro spot la cosa che mi meraviglia di più è
l'incredibile atteggiamento di chiusura di questa agenzia verso chi produce
informazione.
Nel caso in questione parlo davvero con cognizione di causa: Collaboro con
testate specialistiche e stavo preparando uno speciale su pubblicità e
cinema che sarebbe
uscito su una rivista del settore in occasione del festival di Venezia e
mentre non ho avuto problemi con altri soggetti (le direzioni creative di
Leo Burnett mi hanno concesso l'intervista
praticamente al volo, S&S dopo solo un giorno) nel caso
della nostra agenzia ho registrato un tasso di chiusura verso la carta
stampata che mi ha lasciato veramente a bocca aperta.
L'hanno tirata alle lunghe per giorni per poi negare l'intervista.
A me sembra un atteggiamente ben strano visto che
gli altri erano ben contenti come dovrebbe esserlo un vero pubblicitario
che si ritrova una bella vetrina gratis
con tanto di foto su una rivista destinata ai professionals del cinema
(produttori, distributori, grandi catene di multiplex).
Ma non sono potenziali clienti? Questa gente lavora in un settore che
vale 1,5 miliardi di euro di fatturato
e penso proprio che abbia qualche euro da spendere in advertising...
Comunque non me l'ero presa ed ho pensato di riprovare a stabilire un
contatto in occasione di un altro speciale
su cosa può fare la pubblicità per aumentare il consumo di cinema in sala.
A me sembrava un bel tema e, sicuramente, una bella vetrina gratuita per
dire quanto si è bravi...
Mi sono sbagliato, la sceneggiatura non è cambiata: tante storie per poi
tirarsi indietro.
A parte l'innegabile fastidio del momento rimane il dispiacere di fondo
di non aver dato spazio
ad una società tutta italiana (lo faccio sempre quando possibile) ed un
quesito cui francamente non so dare risposta:
Cari amici di Armando Testa perchè vi nascondete?
Massimiliano Andreozzi
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Roberto LaurenziPensare che tutto possa cambiare è sicuramente auspicabile.
E ad essere sinceri pare che in quanto a comunicazione qualche cosa stia
cambiando.
Stiamo assistendo ad un cambiamento progressivo verso la
spettacolarizzazione di attività che di spettacolare hanno ben poco.
Quello che di positivo possiamo tuttavia verificare è l'adeguarsi da parte
delle aziende del settore credito alle logiche di mercato che sono proprie
della maggior parte delle attività.
Questo, purtroppo, rimane legato allo spot pubblicitario mentre in termini
organizzativi, gestionali ed operativi possimoa verificare che le aziende
del settore credito godono di privilegi fuori dalla portata di altre
strutture produttive.
Parlo in questi termini in relazione al fatto che, almeno nella maggior
parte dei casi, vi è ben poco di produttivo rispetto ad attività che di
norma sono vincolate alla logica d'estrema garanzia ricercata dagli
istituti di credito.
I così detti rischi sono di norma abbondantemente ripartiti sulla massa
d'utenti e nonostante questo possiamo verificare come l'inefficiienza
delle direzioni di settore sia in grado di far a gara con altri istituti
per finanziare colossi quali parmalat lasciando le piccole medie imprese
in condizioni pietose.
Si sono fatti tanti bei discorsi rispetto alla crescita anche
professionale che avrebbe dovuto coinvolgere le aziende creditizie
italiane che pochi risultati hanno ottenuto se non il fatto di potervedere
innovativi quanto faraonici spot trasmessi in video.
Oltre a questo la sostanza è sempre la stessa.
Il caso della Banca di Roma ne è chiaro esempio.
Cambiato il vertice si è dato via ad un piano di risanamentoche ha visto
richiedere in 24 ore rientri su affidamenti concessi ad un numero
spropositato di piccole e medie imprese a fronte di voragini generate da
grandi aziende.
Logiche di ripartizione del rischio pare non esistano e come al solito il
parco buoi, così definito, paga per scelte assurde e paga caro prezzo.
La struttura finanziaria di un paese è quella che definisce il grado
d'evoluzione dello stesso.
La realtà imprenditoriale composta per una percentuale elevatissima di
piccole e medie imprese non consentirà al nostro paese di superare crisi
peggiori di quelle passate.
L'Istituto per il Commercio Estero ha definito in quattro anni la vita
media di aziende che non riescano a fondersi od aggregarsi e questo grazie
ad un sistema creditizio che ha quale unico obiettivo ricevere a garanzia
uno o più immobili.
La garanzia patrimoniale in Italia mentre all'estero richiedono garanzie
finanziarie quantificabili sul fatturato generabile e nemmeno generato.
Difficile trovare chi riesca ad estrapolare da un conto economico e stato
patrimoniale elementi più specifici della percentuale d'indebitamento e
dell'utilizzo degli affidamenti.
Meglio una casa a garanzia che lo sviluppo di un impresa per chi non sa
cosa vuol dire fare impresa.
Gli spot con gli aerei che si rifrangono negli specchi d'acqua sono
assolutamente azzeccati essendo riferiti ad un bambino che può ancora
credere che una banca finanzi un idea come quest'ultimo che facendo
riferimento a tempi andati, e da un bel pezzo, mostra la vera evoluzione
raggiunta del sistema creditizio nazionale.
Possiamo anche credere che qualche cosa cambi ma dubito che questo avvenga
in tempi rapidi se le aziende del settore continueranno ad assumere in
contratto di formazione giovani con competenze decisamente limitate
rispetto al settore nel quale dovrebbero essere impegnate le banche.
Ma passare dal micragnoso reperimento di risorse da ogni singola
operazione di conto a guadagni derivanti da attività produttive comporta
un salto qualitativo che non può essere effettuato in 3 mesi.
Ma uno diceva: Eppur si muove.
Saluti.
Roberto
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Luca Bruschi il 5 Ottobre 2005 - 09:25Saluti a tutti Mlister, è tantissimo tempo che non scrivo, ma
leggo...leggo...leggo sempre con piacere.
Prendo spunto da ciò che ha detto Stefano, perchè mi ha tolto le parole di
bocca, al di là della bellezza o funzionalità dello spot stesso.
Mi chiedo se lo spot venga mandato in onda adesso perchè ci sono le regate
di AC o sia un caso?
Se non è un caso, allora perchè non utilizzare un evento già esistente?
O forse l'ufficio marketing non comunica con l'ufficio sponsorizzazioni?
Che dite?
LUCA
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Ambrogio Ghezzi il 4 Ottobre 2005 - 19:18Un saluto a tutti.
Scrivo dopo aver letto tutti i messaggi attualmente presenti.
E mi ha colpito quando la nota di Alessandro possa portare lontano su
varie considerazioni sul mondo delle banche...
Cerco di non cadere in questa "trappola" e vorrei dire la mia su uno spot
inutile e fuori luogo visto i tempi che corrono.
Non sono un fan della comunicazione di Mediolanum - mentre mi piace il
servizio - ma credo che lì la sindrome sia quella del biscione/Mediaset
ovvero le agenzie non contano niente... facciamo tutto noi... e si vedono
i risultati.
Mi delude anche Monte dei Paschi con quel bambino che porta i soldi in
banca. Mi ricorda Marcellino pane e vino.
Mi piace invece un sacco San Paolo, la campagna degli impiegati. Delle
persone vere che sanno dare risposta ma anche sorridere. Secondo me la
migliore.
Un saluto a tutti.
Ambrogio Ghezzi
Re: Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Stefano Scardovi - Assecom il 6 Ottobre 2005 - 07:03Ridessero meno e tenessero un occhio in piu' sui bancomat. Diamine, ma
come fanno a farsi soffiare 1 milione di euro in 6 bancomat in una notte?
Facendo mia la famosa frase di Andreotti penso che ci sia sotto dell'altro.
Anche perche' mi pare eccessivo per un weekend mettere in uno sportello
bancomat di periferia la somma di 135mila Euro, sono oltre 260 milioni del
vecchio conio!
Saluti.
--
Stefano Scardovi
Presidente
http://www.assecom.it
Re: Spot Capitalia: tutto puo' cambiare tranne le banche
Inserito da Roberto Venturini il 4 Ottobre 2005 - 22:50E chi puo' dirlo?
Solo un po' di ricerca, non certo le nostre impressioni o il "sentito
dire" su un tram.
Si puo' dire non mi piace, ma dire che una cosa universalmente non
funziona... Beh, io ci andrei cauto e con dei dati alla mano...
Cauti Omaggi alla lista
Roberto
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