Re: Re: Re: Re: Re: Re: Stanno gonfiando la pubblicità online?

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Salve a tutti.

Mi inserisco in questo argomento (scusatemi, non ho letto tutti i post)
per quel che riguarda il legame agenzia pubblicitaria/cliente.
La nostra agenzia, come qualcun'altra, una volta istaurato un buon
rapporto con taluni (pochi) clienti si espone al "rischio d'impresa"
associato al loro business accettando di lavorare in "performance" (sui
risultati o sulle vendite, a seconda dei casi).

Stiamo parlando naturalmente di società con cui un rapporto collaudato ha
permesso al titolare dell'agenzia di comunicazione (in particolare il
sottoscritto) di conoscere bene l'organizzazione e il business del suo
cliente.

E stiamo parlando di società i cui referenti hanno competenze per
relazionarsi con noi nella misurazione e lettura dei risultati, con una
"reale" propensione ad internet come strumento di business.

Rispondo inoltre ad Elisa sul suo ragionamento sulla pubblicità.

Personalmente penso che il suo ragionamento è il contrario di quanto
normalmente accade.

L'inerzia con cui responsabili marketing o ADV continuano a spendere nei
media tradizionali senza reali strumenti di misurazione del ritorno è la
causa del fatto che l'ADV viene sottovalutato, non l'effetto.

Inoltre, la fiducia da parte dell'utente non è stata mai persa.
Come testimoniano i ROI di moltissime campagne pubblicitarie che nel
confronto ON LINE / OFF LINE devono lasciare il trono al primo (certo i
dati quantitativi sono diversi perché non tutti gli utenti dei media
tradizionali usano internet).

Il discorso da farsi però è un altro, sul ruolo e la valenza del mezzo
internet.

Dice bene che dice che internet non ha la stessa funzionalità della
comunicazione effettuata dal marketing tradizionale, e che il canale
online non deve essere sfruttato in alternativa agli altri media, ma in
affiancamento con attese (dal punto di vista dell'inserzionista) e utilità
(dal punto di vista del target) diverse.

I principi di Marketing OneToOne o di Permission Marketing forse non sono
ancora stati compresi fino in fondo in primis dalle Media Agency, ma il
fatto che non siano stati compresi per mancanza soprattutto di
"esperienza" non significa che siano falsi, anzi, chi li ha capiti oggi
sventola case history che hanno dell'incredibile.

Mi rendo conto che in un post è impossibile aprire una discussione che
richiederebbe un dibattito.

Spero di aver acceso almeno una luce.

Andrea Cappello
WMR srl www.studiocappello.it
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