Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Stanno gonfiando la pubblicità online?

Ciao Elena, ciao Lista.

Altre esperienze vissute, anybody?

Ho lavorato per alcuni network tv, tra il 1981 e il 1986, e posso
testimoniare che era prassi comune copiare (da "orecchianti") ciò che il
Cavaliere istituì come "modus operandi" nella propria organizzazione.

Il suo marketing (nei primi anni) faceva una analisi delle opportunità di
sviluppo di alcune aziende in alcuni settori o alcuni mercati, poi
studiava un piano (che comprendesse un massiccio uso del mezzo tv) e
proiettava i risultati; se erano soddisfacenti andava dai clienti e
proponeva loro un contratto dal costo base molto basso, ma con
retribuzioni via via più alte al raggiungimento di obiettivi reali di
vendita.

In questo modo ha portato Rovagnati da 5 a 25 miliardi di fatturato in tre
anni.

I clienti hanno iniziato a voler acquistare tutti pubblicità tv. Il mktg
Publitalia produceva tonnellate di calcoli, e le campagne venivano
retribuite, se esistevano reali possibilità di sviluppo degli affari, in
modo proporzionale agli incrementi di fatturato. Se lo sviluppo non era
possibile, al cliente veniva proposto un contratto normale, ti vendo lo
spazio a questo prezzo. In alcuni casi le aziende avevano sì possibilità
di sviluppo, ma non i mezzi finanziari per attuarlo. Gli accordi allora
prevedevano la cessione di beni in pagamento della pubblicità. Questo
veniva accettato (o proposto) se il mercato era in grado di assorbire i
prodotti ceduti. Anche io ho fatto contratti in C/M con termocoperte,
pentole, elettrodomestici, viaggi...

Dice bene Venturini, Standa è venuta dopo, non si è mai saputo se per
immettere nel canale i prodotti in eccesso (invendibili da Publitalia per
mancanza di organizzazione) o per rastrellare liquidità, entrambe le tesi
sono possibili.

Questo come testimonianza.

Ora una domanda: tra quanto tempo pensate che la pubblicità online potrà
portare un'azienda da 2,5 a 12,9 milioni di fatturato in tre anni ?

Che la Lista sia con Voi.

Riccardo Garavaglia.