Umberto Eco e la memoria della Rete
Inserito da Massimo Melica
il 8 Gennaio 2008 - 18:07 Ho affrontato il tema in un mio articolo, sulla memoria della rete e sull'effettivi risvolti che lo strumento tecnologico assume e che riporto sottoponendolo alle Vs. riflessioni. Massimo Melica "La memoria della Rete" Un sms tra amiche riporta: "Ciao Vale, è successa una cosa gravissima vediamoci in facoltà prima della lezione, non posso dirti nulla per telefono". Ciò che l'amica del cuore riporterà a Valentina è la violazione dell'immagine della ragazza, avvenuta attraverso delle foto, scattate in un momento di intimità, e poi veicolate su canali peer to peer o in uno dei tanti siti di annunci o incontri. Ma Valentina cosa è successo? Perché Ti sei fatta riprendere nuda? Perché quelle foto? Le risposte sono sempre le stesse: "quella sera ho bevuto un po"; "era il mio ragazzo e volevamo vivere tutta la vita insieme, ma poi è finita", "non pensavo che le avrebbe mai pubblicate", "mi ha fatto vedere che le ha cancellate". In Valentina scatta il rimorso, occorre trovare il coraggio per dirlo ai genitori e al papà che ancora crede che sia una bambina, occorre superare le risatine degli amici che da quel giorno la vedranno come una "poco di buono". Valentina è un nome inventato, ma tante sono le ragazze che subiscono il disagio nel trovarsi sul web senza veli e in atteggiamenti molto intimi, il gioco condotto in buona fede spesso si trasforma in dramma. La fase successiva è quella che si ripropone puntualmente nei nostri studi legali, l'umana difficoltà nel comunicare ai genitori che le foto condivise in "peer to peer" non possono essere fermate e che decine di utenti, forse centinaia, vedranno quei files rinominati con "il comune di residenza, il nome e cognome della figlia". Avviate le indagini l'autore della violazione sarà individuato, più che dalla "net-forensics", dalla testimonianza della ragazza, dalla perquisizione presso il domicilio dell?autore e dal sequestro del personal computer di quest'ultimo. Seguiranno anni di giudizi penali e civili, i primi per l'accertamento del reato i secondi per definire un giusto risarcimento. Questa in sintesi la cronaca per un uso distorto della Rete. L'ultima indagine condotta dalla Information Commission Office (ICO), l'autorità indipendente britannica per l'accesso a dati ufficiali e la protezione della privacy , riporta che vi è un serio pericolo rispetto alle prospettive lavorative di chi oggi cade nella trappola creata da una "disinibita" L'indagine riporta che sono numerosi i casi di coloro, che pur avendo un ottimo curriculum vitae, si vedono scartati per foto o filmati su you tube ritenuti non in linea con lo spirito della parte datoriale. Tutti concordiamo nel fatto che la vita personale sia una sfera ben distinta da quella lavorativa, tuttavia da sempre pregiudizi e sospetti sono stati in grado di influenzare le decisioni. L'invito ai giovani è di tutelare la propria immagine, ciò che oggi fate un po' per gioco un po' per superficialità domani potrà influenzare, o peggio rovinare, la vostra carriera professionale. La tutela dei diritti legati all'immagine, alla riservatezza, all'onorabilità e alla reputazione deve essere valutata anche in merito alla potenza temporale che la "memorizzazione del dato" assume rispetto allo strumento tecnologico, per questo se una foto su carta può avere un tempo di vita di qualche decennio possiamo pensare che la foto digitale diffusa sulla Il maestro Umberto Eco afferma che "Internet è come un immenso magazzino (di informazioni), ma non può costituire di per sé la "memoria"; sento di condividere questa affermazione qualora sia legata al concetto di analisi, ovvero all'attività interpretativa dell'uomo, tuttavia oggi le moderne tecnologie della comunicazione hanno la capacità di memorizzare nel tempo fatti e dati che, se da un lato rafforzano il concetto di trasparenza, dall'altra ingenerano il pericolo di una diminuzione del diritto all'oblio, diventando così inesorabilmente memoria dell'uomo. L'uomo solo con un approccio corretto potrà vivere positivamente le enormi capacità che offrono le nuove tecnologie della comunicazione, in caso contrario sarà destinato a subirle, non per una intrinseca pericolosità delle stesse, ma per l'uso irresponsabile di chi, accostandosi, ne ignora le capacità. Massimo Melica |
Esperienze, idee, visioni. Su internet







La memoria di Internet (Re: Umberto Eco e la memoria della Rete
Inserito da Gianni LombardiCorretto. Pero' una delle obiezioni che sono state fatte all'uso del
telefono, negli anni venti, fu: "se un giovanotto telefona a mia figlia
mentre si sta vestendo, questi parleranno fra loro mentre magari entrambi
sono in desabille'?", trovando ovviamente scandalosa la faccenda.
Tutti i nuovi mezzi di comunicazione sono stati salutati sia con scherno, sia
con ipotesi terroristiche sul loro possibile abuso. Chi vieta a un'azienda di
fare telemarketing ai consumatori dalle 2 alle 4 di notte? Se il telefono
fosse oggi uno strumento nuovo, staremmo ad almanaccare su ipotesi del
genere, basandoci sul fatto che sempre piu' spesso sentiamo parlare di
telefonate nel cuore della notte.
Entro qualche anno la gente imparera' che non si deve dare troppo peso a quel
che si trova su Internet, siano esse foto di nudo, filmati imbarazzanti su
YouTube, o interviste di anziani professori che parlano di qualcosa che non
conoscono bene. La Treccani e' sopravvissuta agli errori di stampa, che sono
permanenti ben piu' di Internet. Una studentessa puo' sopravvivere a qualche
foto nuda pubblicata in rete, soprattutto se i suoi genitori cinquantenni
eviteranno di farla tanto lunga.
E' la paura dei ladri che crea i ladri: lo scandalo delle foto nude e' tutto
nella mente di chi le guarda. Ci sono stati casi di attrici ricattate con la
minaccia di pubblicazione di foto nude. Qualcuna ha risposto: "pubblicale,
chissenefrega" e il ricattatore ha perso ogni potere contrattuale.
Ovvero, il problema evidenziato nel tuo articolo e' un problema reale: ma e'
reale principalmente nella testa di chi se lo crea. Non mi sembra che i i
genitori di Manuela Arcuri (ma neanche quelli di Eva Henger) si oppongano
alla circolazione delle foto delle figlie. Se il problema fosse oggettivo
invece che soggettivo (e culturale) tutte le donne, tutti gli uomini e tutti
i genitori si opporrebbero.
Gianni
--
->--> Gianni Lombardi
Scrittore freelance, insegnante di yoga
Autore di "Come si fa a comunicare con la posta elettronica"
http://www.tecnichenuove.com/
e del primo blog italiano dedicato allo yoga:
http://yogasutra.areablog.it/
Re: La memoria di Internet (Re: Umberto Eco e la memoria della Rete)
Inserito da Luca BologniniChe l'analisi del collega Massimo Melica colga nel segno, lo si capisce anche
da questa notizia di cronaca appena uscita:
http://www.corriere.it/cronach e/08_gennaio_17/spot_prof_d6bc 8f28-c4fd-11.. .
La memoria della rete può essere penalizzante sul lavoro, anche dopo molto
tempo. Certo, esistono strumenti giuridici per difendersi (almeno parzialmente).
Mi pare invece incondivisibile la dichiarazione "empiristica" di Gianni
Lombardi, secondo cui "E' la paura dei ladri che crea i ladri": purtroppo, e
chi si occupa ogni giorno di materia legale online lo sa bene, i ladri - così
come tutti i delinquenti - esistono a prescindere dalla percezione (e quindi
dal timore) che se ne ha. Esistono cani che mordono anche chi non li teme,
non trema e non ne attira l'aggressività. Essere "morsi" non fa piacere a
nessuno e il male/danno non è semplicemente intra-psichico.
Nella comunicazione, come in ogni altro ambito, l'illecito non è il sorpasso
di un limite morale (o moralista) fine a sé stesso ma l'ingiusta lesione
dell'altrui sfera personale. E la diffamazione di una persona on-line può
essere davvero devastante, per l'accessibilità, la diffusività, la velocità e
la durata temporale del messaggio. Intendiamoci, il ragionamento vale anche
in caso di lesione della reputazione commerciale di un'impresa (per esempio,
di una scomoda concorrente) e non va riferito solo alle persone fisiche.
Luca Bolognini
________________
Luca Bolognini
luca [at] lucabolognini [dot] it
www.lucabolognini.it
Re: Umberto Eco e la memoria della Rete
Inserito da Guglielmo Pizzinelli il 11 Gennaio 2008 - 09:03Non vorrei sembrare cinico o critico, ma direi che nel nostro paese questo
problema non si pone, visto che il 90% dei posti di lavoro si trova
dichiaratamente per conoscenze e non per meriti o per CV. Figuriamoci poi,
per fama su Internet... : )
In ogni caso, Eco mi pare viva in un mondo tutto suo, da molti anni. Basti
pensare alle dichiarazioni sui "bamboccioni" che altro non erano, secondo
lui, tutti coloro che non si iscrivono ai suoi master per avere successo.
In un paese dove tutti si dichiarano facilissimamente imprenditori - solo
perchè in grado di aprire una Snc o una Srl - ma una vera classe
imprenditoriale non esiste, non abbiamo bisogno di "maestri" del genere, ma
di qualcuno che davvero capisca le REALI potenzialità ed i REALI pericoli di
Internet.
E questo senza aprire lo spinoso capitolo di quanti soldi puoi fare in questo
paese, se la tua immagine viene "danneggiata", come nel caso di Corona o del
superstite della strage di Erba.
Diceva qualcuno, qui, saggiamente, che il segreto per "sopravvivere" oggi è
aggiornarsi. Ho la netta sensazione che Eco non sia aggiornato non solo su
salari ed affitti medi, ma neppure sull'evoluzione dei media degli ultimi 8
anni.
Ciao,
Guglielmo.